AMBIENTE
Approvata
la delibera per i blocchi del traffico contro l'inquinamento
La Giunta della Regione Lombardia ha approvato nella
seduta del 17 ottobre 2003 con delibera n. 14645 i "Criteri
e modalità di attuazione del Piano di Azione per il
contenimento e la prevenzione degli episodi acuti di inquinamento
atmosferico, con particolare riferimento al traffico veicolare,
relativamente alle zone critiche ed agli agglomerati della
Regione Lombardia, di cui alla d.G.R n. 13856 del 29 luglio
2003" .
Questo
provvedimento, che integra la delibera n. 13856 del 29 luglio
2003, sancisce che nelle aree denominate
"Zona Critica Unica di Milano - Como
- Sempione", "Zona critica
sovracomunale di Bergamo" e "Agglomerato
sovracomunale di Brescia", sarà operativo
un calendario di blocchi del traffico veicolare (auto
e moto) secondo un calendario prestabilito.
Il
blocco entrerà in vigore dal 1° novembre
al 20 dicembre e dal 7 gennaio al 28 febbraio
e interesserà, nelle fasce orarie 8:00-10:00 e 16:00-19:00
dei giorni feriali, le aree urbane, per tutti i mezzi
(auto e moto) non catalizzati, ossia non Euro1, salvo
i mezzi pubblici e di pubblica utilità. Sono anche
previste tre domeniche di blocco totale.
L'intento
delle autorità è quello di combattere l'inquinamento
atmosferico, sebbene non sia affatto pacifico che impedire
la circolazione dei motoveicoli sia un efficace mezzo per
combattere il problema. Il Coordinamento Motociclisti
ha già presentato una lettera
aperta alle autorità dove si citano diversi studi
che dimostrano l'inutilità di un simile provvedimento
al fine di ridurre l'inquinamento atmosferico, e soprattutto
la non imputabilità all'uso
dei motocicli di elevati tassi di inquinamento
atmosferico.
In
particolare, secondo la stessa Agenzia Mobilità Ambiente
del Comune di Milano, fatto 100 il totale del particolato
atmosferico (soprattutto il PM10) generato da auto
e motoveicoli, solo il 9% è imputabile a cicli e motocicli
e nella fattispecie solo l'1% è attribuibile
ai motocicli targati (dati 2001).
Il
danno a carico dei motociclisti è evidente, come sottolinea
Claudio De Viti, responsabile Settore Moto dell'Ancma
(Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), in quanto
i motoveicoli in circolazione sono attualmente per
il 75% "Euro 0", ossia non presentano le
modifiche relative alla direttiva Europea che ha introdotto
l'Euro 1 per le moto, solo per il 20% sono Euro 1
(motoveicoli immatricolati dalla seconda metà del 1999)
e solo per il 5% sono Euro 2 (motoveicoli
immatricolati dal 2002).
Alcuni rappresentanti dell'ANCMA incontreranno il
presidente della Regione Formigoni per presentare
le statistiche e i dati sulla realtà motociclistica
e soprattutto per chiedere che la regione vari un programma
di ecoincentivi per il rinnovo di cicli e i motocicli a livello
locale così come già fatto a livello nazionale
e come già sperimentato da lungo tempo per le auto.
Il
testo della delibera con il dettaglio del calendario e delle
categorie soggette a blocco è scaricabile dal sito
della Regione Lombardia ed è di prossima pubblicazione
sul Bollettino della Regione Lombardia.
Per
maggiori info www.atrent.it/motoblocchi
- www.motoviaggi.it
Maria
Giovanna Bosco
21.10.03
____________
Il
decreto Ronchi autorizza i sindaci dei comuni con oltre 150.000
abitanti a vietare la circolazione dei veicoli a due ruote
se l'inquinamento dell'aria nelle zone urbane risulta particolarmente
elevato.
Le città a rischio sono: Bari, Bologna, Brescia, Cagliari,
Catania, Firenze, Foggia, Genova, Livorno, Messina, Milano,
Napoli, Padova, Palermo, Parma, Reggio Calabria, Roma, Siracusa,
Taranto, Torino, Trieste, Venezia, Verona. Gli inquinanti
"inquisiti" dal recente decreto, che recepisce la
normativa Euro - sono: gli ossidi di azoto, gli idrocarburi
e lossido di carbonio.
Sulle
marmitte catalitiche: http://www.ceiuni.it/cives/ambiente.htm
____________
Come si fa a sapere se
la nostra moto (così bella ed acquistata nuova a meno
di un anno) è omologata Euro 1? E come si fa a sapere se la
moto che vogliamo comprare (sempre nuova intendo) è omologata
Euro 1 o 2 o 3? Cosa sarà delle povere vecchie moto, simpaticissime
ma indesiderate della Unione europea?
Le norme valgono
per le omologazioni, che sono cosa diversa rispetto alle immatricolazioni.
Oggi non si puo' omologare una moto che non rispetti la disciplina
relativa alle emissioni.
Questo significa che se la Honda inventa una nuova moto da
turismo che inquina come un Guzzi Falcone, quando va al ministero
a far omologare il modello, qui le dicono "No, guardi,
questa moto non e' in linea con le norme conosciute come Euro
1 e quindi non puo' essere omologata". Tutto qui. Quindi
le moto gia' in circolazione non sono prese in considerazione.
Diverso il discorso relativo ai divieti alla circolazione.
Quando scatteranno di nuovo gli allarmi per le concentrazioni
di inquinanti nell'aria, forse non consentiranno la circolazione
dei veicoli a due ruote non catalizzati in alcune citta'.
Ma questo vale da un anno e significa dover rottamare la propria
motoretta, ma al piu' lasciarla a casa qualche giorno l'anno,
se si vive in grandi centri urbani. Altro e' poi considerare
se e quanto la marmitta catalitica
sia davvero una soluzione ai problemi dell'inquinamento.
|