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Gli obiettivi

Gli obiettivi vengono divisi in tre gruppi: i normali, i grandangolari e i tele. Questa distinzione viene fatta in base alla loro lunghezza focale ma, al di lÓ di come questa si calcola e di quali sono le caratteristiche tecniche, diciamo solo che gli obiettivi normali abbracciano un campo visivo simile a quello umano, i grandangolari abbracciano un campo maggiore e, ovviamente, i tele abbracciano un angolo minore. Gli zoom, consentono di avere in un unico obiettivo diverse focali riuscendo a spaziare dal grandangolo al teleobiettivo.

Altra caratteristica degli obiettivi Ŕ la luminositÓ, ovvero la capacitÓ che hanno di far passare la luce, questa luminositÓ pu˛ essere variata tramite il diaframma. Il suo utilizzo, oltre che ai fini della corretta esposizione della pellicola, pu˛ essere usato per effetti creativi. L’apertura del diaframma infatti influenza la profonditÓ di campo dell’obiettivo, ovvero la capacitÓ di mettere a fuoco oggetti posti a distanze diverse.
Utilizzando una apertura molto piccola, che corrisponde ad un numero alto sulla ghiera di selezione, si aumenta la profonditÓ di campo, quindi vedremo a fuoco oggetti pi¨ vicini e pi¨ lontani dal soggetto che Ŕ stato messo a fuoco.
Al contrario, utilizzando una apertura pi¨ grande, corrispondente ad un numero piccolo sulla ghiera, la profonditÓ di campo diminuisce. Quindi tutto ci˛ che sta davanti e dietro al punto di messa a fuoco apparirÓ sfuocato.
In conclusione, se vogliamo "cancellare" lo sfondo, utilizziamo un diaframma molto aperto, se vogliamo invece che risultino a fuoco oggetti a diversa distanza da noi, utilizziamo un diaframma pi¨ chiuso.

L’obiettivo normale

╚ un obiettivo senza infamia e senza lode, proprio per questo pu˛ essere utilizzato nella maggior parte dei casi. ╚ generalmente poco deformante, abbastanza luminoso e facile da usare. Come tutte le "vie di mezzo" a volte ci sta stretto, non riusciamo a far entrare nella foto tutto quello che vorremmo, a volte ci va largo, quella moto Ŕ troppo lontana e sulla foto viene piccola piccola.

Osservando i disegni, possiamo vedere come lo sfondo, quegli affari verdi che dovrebbero essere degli alberi, viene reso a seconda dell’obiettivo che stiamo usando, senza cambiare la distanza del fotografo da esso. Il soggetto invece, quel coso blu, varia la sua distanza dal fotografo per avere sempre la stessa dimensione nella inquadratura.

 

L’obiettivo grandangolare

Questo obiettivo deve essere usato con una certa accortezza. Per sua natura esalta l’effetto prospettico, dando luogo a delle deformazioni che, se a volte possono essere gradevoli, pi¨ spesso provocano, se non altro, un certo imbarazzo nel fotografo. Se fotografiamo in un ambiente chiuso, il grandangolo ci farÓ sembrare la stanza molto pi¨ grande, ma se fotografiamo un volto anche il naso ci sembrerÓ pi¨ grande. Una caratteristica importante del grandangolo Ŕ la sua profonditÓ di campo, quindi va molto bene per fotografare delle persone in figura intera, quando vogliamo che anche lo sfondo abbia importanza nella foto, o nei panorami.

Utilizzando il grandangolo, lo sfondo assume una parte importante nell’inquadratura nascondendo quasi il soggetto nonostante questo gli stia davanti.

 

Il teleobiettivo

Anche l’uso del teleobiettivo richiede una certa accortezza ma di natura diversa dal grandangolo, il ristretto angolo che questo obiettivo abbraccia provoca una moltiplicazione delle vibrazioni, quindi utilizzando un teleobiettivo, soprattutto se molto "spinto" Ŕ indispensabile trovare una posizione stabile, un cavalletto sarebbe la cosa migliore, ma mi rendo conto che pu˛ essere scomodo portarselo appresso. Al contrario del grandangolo, il teleobiettivo diminuisce l’effetto prospettico causandone lo schiacciamento e ha una limitata profonditÓ di campo. Riusciamo quindi a "cancellare" lo sfondo della nostra foto semplicemente sfuocandolo. Per contro, questa tecnica richiede un accuratissimo controllo della messa a fuoco del soggetto principale. Queste caratteristiche rendono il teleobiettivo adatto alla ripresa di oggetti lontani e, nelle focali intermedie, per i primi piani.

Al contrario, nell’inquadratura realizzata con il teleobiettivo, lo sfondo sparisce lasciando il soggetto come protagonista della fotografia.

Queste regole non sono ovviamente delle leggi, ad esempio se lo sfondo Ŕ costituito da montagne e da una parte considerevole di cielo, difficilmente questo pu˛ infastidire la percezione del soggetto, anzi lo colloca esattamente in un luogo ben preciso aggiungendo quindi informazioni utili alla lettura fotografia.
Le linee tratteggiate rappresentano, in forma molto schematizzata ed esagerata, la profonditÓ di campo. Risulta evidente che gli "alberi" risulteranno sfuocati sia utilizzando il normale sia utilizzando il tele. Solo il grandangolo riuscirÓ a mantenere a fuoco tutto.
La profonditÓ di campo si estende in eguale misura sia avanti sia dietro il punto di messa a fuoco, quindi nel disegno che rappresenta il grandangolo le linee tratteggiate non avrebbero senso, ma possiamo "giocare" con le regole. Ovvero quello schema ipotizza che il fotografo abbia messo a fuoco un punto dietro le spalle del soggetto confidando che questo verrÓ comunque a fuoco grazie appunto alla grande profonditÓ di campo propria degli obiettivi grandangolari.

Fabio Lagatta

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