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Pellicole

Le pellicole possono essere di diverso formato. Ci sono però altre cose che le differenziano tra loro: a colori o in bianco e nero, negativi o diapositive, infine la sensibilità.

La sensibilità esprime la capacità di una pellicola di reagire alla luce, ovvero di venirne impressionata. Questo valore viene espresso in ASA o in DIN, il primo è lo standard americano, il secondo quello europeo. Naturalmente il secondo è quello meno usato (ma non è solo effetto della globalizzazione!). Vediamo perché.

Le sensibilità più usate nella fotografia di tutti i giorni sono 100, 200 e 400 ASA, ed in effetti la 200 ha una sensibilità doppia rispetto alla 100 come la 400 ha una sensibilità doppia rispetto alla 200. Nella classificazione europea questo concetto non è molto chiaro, visto che gli equivalenti sono 21, 24 e 27, in pratica si raddoppia la sensibilità ogni tre punti. Una decisione davvero salomonica ha messo fine alle dispute sui due sistemi, istituendo una terza misurazione: la ISO. Questa non è altro che l’indicazione di entrambi i valori separati da una barra: 100/21, 200/24, 400/27 e così via.
Come è facile intuire, avere una sensibilità doppia significa poter fare fotografie con la metà della luce. Tutto ciò che riguarda l’esposizione di una pellicola, sensibilità, diaframma e tempo di esposizione, lavora sempre con questa regola: si raddoppia o si dimezza. Per comodità, questo concetto viene espresso in gergo con la parola stop. "Aumentare di uno stop" l’esposizione significa aprire di un punto il diaframma, oppure aumentare di un punto il tempo di esposizione e così via.
Per chiarire meglio: se con una pellicola 100 ASA per ottenere una giusta esposizione devo utilizzare un tempo di esposizione di 1/60 di secondo, con una pellicola di 200 ASA posso utilizzare 1/125 di secondo e con una 400 ASA mi è sufficiente 1/250 di secondo.

Fabio Lagatta

Motocicliste ® 2000