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Programma
le
iniziative del raduno e gli orari |
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Commenti
alcuni
commenti delle partecipanti al raduno |
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Report
alcuni,
bellissimi, report sul raduno |
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Alberghi
se
non vuoi dormire nei box con sacco a pelo |
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Come
arrivare
come
raggiungere l'autodromo di Varano de' Melegari (Parma) |
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La
moto è donna!
Studio
statistico "Le
motocicliste in Italia: un nuovo segmento" - analisi
dell'evoluzione del mercato motociclistico al femminile |
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3°
MEETING EUROPEO MOTOCICLISTE
23-24
agosto 2003
Autodromo
di Varano de' Melegari (Parma)
REPORT
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Con
pazienza certosina il mio fan più accanito osserva
attento le immagini sullo schermo, sono più di
400 foto, chi cerca trova, mi chiama " Ma quella
lì sulla quarta moto non sei tu?". A mala
pena, dopo un'accurato esame, mi riconosco dal casco
e dalla giacca. Mi vedo in piedi, saldamente ancorata
alle pedane e al manubrio, saldamente incollata alla
ruota posteriore dell'istruttore, lo sguardo estasiato
e concentrato...
Non ho paura, sono incuriosita, non riesco a immaginare
come sarà.
Ci troviamo più o meno puntuali davanti al box
19. Le moto, due di loro ancora immacolate, aspettano
noi. Guido io, guida lei, guidi tu, io porto lei, lei
porta l'altra, non riusciamo a raggiungere il campo
pratica in un
unico viaggio, l'istruttore allora ne porta due... :-)
Il primo esercizio è con questa salita che vista
da terra è leggermente in salita, ma quando te
la trovi davanti in piedi sulle pedane, in questa posizione
per me ancora innaturale, con i polsi pesanti sui quali
grava tutto il peso del corpo, senti la ruota posteriore
slittare sui sassi, credo di avere davanti un muro,
e l'istruttore urla indiavolato, a me??
"Acceleraaa!"... e poi accarezzo il fianco
della collina, e poi sono stesa a terra. I nostri angeli
protettori si muovono come fulmini, mi ritrovo in piedi
e già in sella, lui beato mi dice "Ci vuole
il fisico, nell'enduro si
cade!" Beh, se mi da il via libera lui, allora
non ho più freni inibitori!
Uno sguardo luccicante , sguardo che ha visto l'orizzonte
più e più volte, ci parla del salto, una
delle sensazioni più belle da provare. E noi
diamo gas, rallentiamo, apriamo e passiamo sopra il
dosso, chi incerta chi più audace chi sobbalzante
chi determinata, tutte spicchiamo il volo, il motore
sospeso nell'aria urla impazzito,l'istruttore che sbraita
"Mollate il gasssssss!" e poi tocchiamo terra,
e subito la curva che porta al punto di partenza ci
accoglie, felice di farci saggiare il suo soffice terriccio.
Cambiamo tipo di sterrato,ho ancora davanti agli occhi
l'espressione sconcertata di Paolo e Alberto: i paletti
e il fettucciato da loro predisposto il venerdì
per delimitare il percorso sono stati prelevati dai
soliti ignoti, rimangono solo 4 paletti sperduti in
mezzo ai sassi.
All'orizzonte dei villegianti hanno scelto il letto
del fiume per campeggiare, a fianco del nostro percorso.
L'uomo di famiglia non crede ai suoi occhi: tutte donne
che come birilli vengono atterrate dal lento
scorrere del fiume. Ed eccolo saltellare e sguazzare
nell'acqua, spostare i massi che crede i più
grossi per facilitarci il guado e noi tutte che lo guardiamo
attonite e divertite...
L'ora del guado sia fatta: lui sì che ci apre
le sue acque, ci accoglie a braccia aperte. L'attrito
dell'acqua , superiore a quello dell'aria, ci coglie
impreparate, le prime mantengono la stessa velocità
e affondano
inesorabilmente nel fiumiciattolo. E poi , sempre gli
omnipresenti istruttori sono al loro fianco con l'acqua
che gli arriva alla vita, sollevano la malcapitata di
turno, la moto, poi uno al di qua del guado con
mille raccomandazioni e spiegazioni, l'altro al di là
che ci urla "Adesso! Accelleraaa!"
Sento le ruote vivere di moto e direzione propria, sento
che sto sprofondando, la mia mano sciopera contro la
mia incertezza e sbuco fuori dalla pozza.
Adesso sono TROPPO contenta, raggiungo celermente le
mie compagne d'avventura e ci lanciamo verso il secondo
guado con l'urlo di battaglia "Se sei incerta,
acceleraaaaaaaaaa!"
Dalla pista non proviene più alcun rumore, sugli
spalti si respira un'aria di quiete momentanea.
Molte di noi affollano l'accesso all'area ristorante,
un'insistente chiacchiericcio smuove l'aria bollente
che spira da tutto il giorno.
Dall'alto vedo le moto allineate di fronte al bar, a
riposo, e finalmente posso avere una visione d'insieme,
incredibile pensare che le proprietarie siano tutte
donne, ma dove siete? dove vi nascondete? come mai non
vi incontro nelle strade che percorro tutti i giorni?...
mi piacerebbe fare una foto, con noi tutte allegramente
sulle nostre adorate... incontro le mie compagne di
corso, decidiamo di cenare assieme. Dobbiamo ancora
parlare lungamente delle nostre misere esibizioni di
oggi, a noi si aggiungono anche
le amiche delle amiche. C'è chi viene da Roma,
chi da Reggio Emilia, chi da Brescia. Parliamo di moto,
del nostro lavoro, delle nostre famiglie, abbiamo una
vita alle spalle e solo una notte per farcela stare
tutta. La frutta è ormai appassita sulla nostra
tavolata quando un'anima pia ci avverte che l'estrazione
è già cominciata.
Talmente assorte nei nostri discorsi ci guardiamo attorno
e siamo sole nella sala deserta.
Ti rendi conto di assistere a qualcosa di speciale quando
ti lasci trasportare dalle emozioni, quando dopo capisci
che è stato unico.
Anche a cercare a pagamento un anchor woman di tale
simpatia e prontezza di battuta non la si sarebbe trovata.
Eccola lanciata nel "bacio di ringraziamento"
alla Furlan da parte di tutte le vinvitrici, eccola
lanciata nel " diamo un volto a quella gran rompiscatole
di...", eccola pronta a commentare con ironia e
malizia le doti fisiche di chi ha vinto dei pantaloni
di pelle attillati, di chi ha vinto un kit per moto
senza neanche possederla ancora.
Inesauribile, instancabile ci delizia e intrattiene
con la sua carica e quando infine ci congeda con "
Adesso per le giovani la musica con dj e per le vecchiette
la proiezione del film" credo che tutte noi avremmo
voluto che da quello scatolone come per incanto comparissero
altri regali solo per scoltarla ancora e ancora.
La domenica mattina vorrei assistere ad un turno in
pista, sono fortunata il primo è quello delle
esperte. Molte le ho viste nel filmato la sera precedente,
presenti fin dall'inizio, fin dai primi corsi, delle
veterane.
Confronto il loro briefing con il nostro : noi lesse,
a bocca semiaperta, sguardo incerto e dubbioso pendiamo
dal pilota-istruttore che snocciola a velocità
impressionante consigli e tecniche di guida, lui che
dice
sorridendo ad una ragazza con una moto da fuoristrada
" tu beh, non ti spostare sulla moto... e togli
il bauletto!!", io che porto la mia dolce suzukona
per la sua prima volta in pista...
In questo turno moto fuori posto non ce ne sono, di
ragazze smarrite non ne vedo. Ridono, sicuramente saranno
emozionate anche loro, emanano un 'aria di grande sicurezza,
quel certo non so che " io so cosa faccio e cosa
devo fare". Partono e dopo il primo giro sono subito
veloci. E piegano. E si affiancano, sono due , sono
in tre. E non si scompongono.
Mi guardo attorno, saremo una ventina di ragazze in
tribuna, sole che guardiamo loro che corrono anche per
noi. E accellerano sempre di più.
Provo paura per loro, in fondo è permesso non
essere tutte uguali.
Qualcosa mi distrae, una domanda insistente " Ma
quella non sei tu?", sì, sono io... e per
un attimo ero di nuovo tra voi.
Carla,
Suzuki Gsx |
Osservo
le altre ragazze girare in pista dal box, nel frattempo
mi bardo dietro la tuta, cercando di trattenere fuori
e distante dal cuore la paura (sì lo ammetto),
respiro a fondo nel casco, accendo la moto, vibrazione
iniziale. Mi tolgono il cavalletto (la Rockster è
alta per me), sto in punta di piedi tipo Carla Fracci,
libero la frizione e mi avvio verso l'imbocco della pista,
semafori verdi, sguardo automatico verso gli specchietti...
che non ci sono, accelero, vado su di marce... decelero
in frenata, poi lascio la leva del freno e mi lascio attirare
verso l'asfalto... piego (quanto? non lo so)...rigablurigagiallarigablurigagiallarigablurigagiallarigablurigagialla
sono in curva al cordolo... ok... respiro... si torna
in posizione di marcia normale e si aumenta il ritmo,
su di marce... tette sul serbatoio... vai di gas...c'è
una "S", staccata... ecco ora devo stare morbida
di braccia, così...dondola baby dondola, prova
a far scivolare la chiappa mimi, ok.. .apri il ginocchio
come un'ala... ecco fatto! l'istruttore è davanti
a noi segna le traiettorie...e ci guarda voltandosi di
trequarti sulla sella... ma come c@zzo fa??? vedo avvicinarsi
il curvone a ferro di cavallo, noto che in tribuna abbiamo
pubblico... ma io ripeto la mia danza... staccata... moto
quasi in stato d'inerzia e io che la tiro dolcemente giù
e la tengo lì... con le cosce strette ai suoi fianchi
per poi risalire in
accelerata e prepararci alla curva finale prima del rettilineo
del traguardo... e gettarmi nel cono d'asfalto, con le
scie colorate e indistinte delle tribune ai lati... proseguo...
faccio 3, 4 giri di pista (??? non li ho mai contati),
mi sembra di migliorare minuto dopo minuto... bandiera
a scacchi... è l'ultimo giro.... ma solo per questo
turno...!!!!
Mimijoy |
Io
purtoppo al raduno non ci sono potuta venire… il
mio mitico Gamma ovviamente 2 tempi ha deciso di lasciarmi
all’inizio della stagione e così l’estate
l’ho trascorsa a piedi… ma è lo stesso,
ci saranno altre giornate di sole e altre gomme da consumare…
cosa mi dispiace? Non essere venuta al raduno??!
E’ da quando ho scoperto il sito che seguo, via
pc, le iniziative, le lettere, e i 1000 consigli che date,
e così già questa primavera pregustavo di
essere lì con voi e la mia bimba e farla urlare
sull’asfalto rovente di Varano… invece mi
ritrovo in ufficio a rubare tempo al lavoro (ma chissenefrega?!?!)
per leggere i commenti e sfogliare le foto delle “elette”…
e se devo dire proprio tutta la verità ogni tanto
gli occhi lucidi mi sono venuti, ma il colpo di tosse
è sempre una scusa valida!!
Volevo vedere negli occhi chi come me ad ogni semaforo
viene squadrada e sfidata, chi a dovuto combattere contro
certi uomini bigotti che credono che se non hai gli attributi
non sei degna di una moto e che invece ogni giorno dimostrano
che su quelle moto noi ci sappiamo andare e anche forte.
Ho cominciato ad andare in moto più o meno da quando
ho iniziato a camminare, ogni cosa su 2 ruote era mia
e i miei non sapevano proprio da dove fossi sbucata, loro
che la moto non la sanno neanche guidare. Hanno sperato
che il tempo e gli ormoni mi portassero lontana da quel
mondo, e invece l’età mi ha solo permesso
di realizzare il mio sogno… 2 ruote con un motore!!
Prima l’NSR, le prime cadute e le prime stampelle,
fino a fonderla e farla stare insieme con lo scotch…
e allora si ricomincia altro giro, altra moto e altre
avventure… fino ad arrivare a lei, la moto x eccellenza,
un due tempi puro... un Gamma per gli amici.., un Suzuki
RGV Gamma 250 per tutti gli altri.
Era con lei che volevo stare insieme a Voi, volevo sentire
le vostre di moto ma finalmente vedere e sentire delle
voci di donna, fuori e dentro la pista, per chi come me
è spesso x i circuti di tutta italia ma sempre
e solo con uomini.
E chissà quante come me a quel raduno?!? Volevo
ascoltare delle storie, volevo vedere altri sogni come
i miei realizzarsi… uffa che rabbia invece sono
ancora qui, sempre solo davanti al pc…
A proposito volevo abbracciare tutti coloro che ci stanno
vicino e che ci supportano, per quanto mi riguarda primo
tra tutti il mio fidanzato che per fortuna è come
me, ma che a differenza di molti non ha avuto paura delle
mia tuta e del mio casco ma anzi che mi supporta e sopporta
tutte le volte, e vi garantisco che sono molte, che il
Gamma si rompe o che gli voglio dare fuoco, e poi ovviamente
gli amici, con i quali si macinano km fuori e dentro le
piste, con i quali si sta fino a notte fonda a parlare
di caburatori, regolazioni e cv alla ruota.
Un forte abbraccio a tutte voi e grazie x averci creduto…
Erica |
Mancano
poche ore alla partenza per Varano. Localita’ a
me nota per tanti motivi, Il Tday, qualche giro in pista
anni orsono ed oggi, per il terzo raduno europeo di noi
motocicliste.net.
Ho preparato la borsa serbatoio e lo zainetto. Sono solo
tre giorni, ma il bagaglio e’ sempre troppo o forse
poco. Non sono certa di aver preparato tutto. Lo spazzolino
? La cerata in caso di pioggia?
Mi sembra tutto a posto. Esco dall’ufficio e vado
a casa di corsa per preparare la moto, indossare la tuta
in pelle e trovarmi con altre due ragazze, Elena e Patrizia.
L’appuntamento e’ alle due dopodiche’
incontreremo all’autogrill di S. Zenone altre ragazze.
Ok ci siamo, si parte. Siamo circa una decina di moto
che partono da Milano. Il viaggio e’ appena cominciato
e gia’ sento quel senso di benessere e di appartenenza
al gruppo che vivo ogni volta che sono con tutte loro.
La strada e’ diritta, l’andatura moderata
e tutto scorre ai nostri lati. Spesso ci troviamo una
a fianco dell’altra, come delle amazzoni pronte
al combattimento. Siamo lì, tutte vicine che ci
guardiamo tra gli specchietti e con piccoli cenni col
casco. Spesso l’andatura aumenta per via di qualche
sorpasso e il biscione di moto si allunga di centinaia
di metri per poi ricompattarsi poco dopo. Ecco ci siamo,
l’indicazione dell’autocamionabile della Cisa
appena poco prima di Parma. E’ li che dovremo svoltare
verso La Spezia per arrivare alla nostra meta, discussa
e preparata per mesi, prima del grande evento.
Appena entrate nella Cisa, il cielo comincia a farsi scuro,
quasi tetro. I dubbi di tutte noi sono legati all’acqua
e se fermarsi per coprirci con le tute anti pioggia o
sperare che non venga a piovere. Passano pochissimi minuti
d’indecisione e ci troviamo sotto una pioggia torrenziale
con il vento che sposta di qualche metro le nostre motociclette
e muove pericolosamente le nostre borse serbatoio. Le
pozzanghere diventano pericolose e la visibilita’
pressoche’ inesistente. Decidiamo di fermarci, sul
ciglio della strada, nella corsia d’emergenza, molto
pericolosa per tutte noi, a pochi metri dai camion e automobili
che passano. Ma il tempo e’ poco e ci stiamo bagnando
moltissimo. Tiriamo fuori le nostre tute antipioggia.
Ci aiutiamo l’una con l’altra ad indossare
i pantaloni e poi le giacche. Siamo gia’ fradice,
ma ormai siamo in ballo e bisogna ballare. Le visiere
dei caschi sono appannate. Nel frattempo ci accorgiamo
che alcune ragazze sono rimaste indietro, chissa’
dove. Un breve giro di telefonate per sapere dove sono.
Il ponte lasciato qualche chilometro prima.
Grande invenzione il telefonino!
Ma come facevano i nostri predecessori quando si smarrivano!
Ebbene, ripartiamo dopo qualche consulto. L’acqua
e’ molto forte, l’asfalto pieno di pozzanghere
pericolose ma non possiamo rimanere li, e’ troppo
pericoloso. Cosi’, a cinquanta chilometri orari
proseguiamo inesorabilmente.
S’intravede un Autogrill, ecco, e’ li che
dobbiamo fermarci e cosi’ prima una e poi l’altra,
aspettandoci all’ingresso della corsia di decelerazione
facciamo staffetta per farci vedere dal resto del gruppo.
Siamo bagnate completamente. Le borse sono zuppe, il ticket
dell’autostrada intoccabile, cosi’ come il
telefonino, le sigarette.
La pioggia non smette e noi piano piano cominciamo a riprenderci
dallo shock iniziale. Eravamo partite da Milano con piu’
di 35 gradi ed ora fa pure freddo!
Beviamo qualche cosa di caldo, cominciamo a scherzare
del fatto e della “sfortuna” del motociclista.
Nel frattempo qualche impavida ragazza si ferma con noi
per lo stesso motivo. Un cenno, un saluto per farci notare
e consacrare ulteriormente il senso di appartenenza al
gruppo.
Passa un po’ di tempo, la pioggia smette e decidiamo
di ripartire. Mancano pochi chilometri e nel giro di pochissimo
tempo, il cielo si apre, torna il caldo.
Eccoci, Varano de Melegri, il circuito!
Entriamo come delle guerriere quando entrano al castello
dopo la dura battaglia. Qualche saluto con le ragazze
gia’ arrivate.
Posteggiamo le motociclette e dopo un minuto di assestamento
iniziale con un grande sospiro, ci dirigiamo dalle nostre
amiche dell’accoglienza. Sono sempre loro, le ragazze
con cui spesso condividiamo momenti piacevoli anche lontano
dalle nostre amate moto.
Ed ecco allora la prima a venirci incontro, Vittoria e
poi Chiara. Entriamo nei box ed ecco concentrate nel loro
lavoro, Paola la presidentessa, la Marcucca, Claudia e
tante altre dello staff.
Ci vengono consegnati i numeri da attaccare alla motocicletta.
I numeri che ci accompagneranno per tutti i tre giorni.
Ci viene dato il braccialetto e diversi gadget da utilizzare
in futuro per la moto e per riconoscerci, come ad esempio
la canottierina di motocicliste.net.
Ed ecco ad una ad una le nostre amiche, tutte quante con
il sorriso sul volto, felici di rivedersi nuovamente in
questa grande occasione. Baci e abbracci. Ragazze viste
qualche giorno prima in citta’ e ragazze viste un
anno prima, alla stessa manifestazione. Esistiamo!
Bellissimo rivedere tutte loro, parlare con ognuna di
loro e sentirsi finalmente vive come non mai.
Il pomeriggio trascorre tra saluti ed abbracci.
La sera, dopo una calda doccia, si e’ nuovamente
a bordo delle nostre bimbe e via, verso l’interno
delle colline per cercare un ristorante dove poter cenare.
Siamo tantissime, piu’ di cento solo in quel posto.
Le moto tutte posteggiate correttamente meglio di un esercito
militare. Siamo molto coordinate in tal senso eh eh eh
.
Lo stupore dei commensali occasionali e’ enorme.
Mai visto cosi’ tante donne con una motocicletta,
giubbini di pelle e casco alla mano. Ci sentiamo uniche,
padrone del mondo in questo momento.
Si cena, si chiacchera, si fanno nuove amicizie, si parla
di motori, di potenza delle moto, di sospensioni e di
come sono belli quei colpi di sole appena fatti ai capelli.
La sera trascorre piacevole ridendo e brindando a questo
e a quel fatto. Poi tutte a nanna, chi nei box con tanto
di materassino e sacco a pelo, chi in albergo come me,
data l’eta’!
L’indomani, sveglia presto, colazione e presentazione
per il briefing in circuito. Ore otto e trenta e siamo
gia’ lì , pronte per entrare in pista. Il
cuore batte forte, gli sguardi di tutte noi si incrociano.
Il mio turno e’ quello delle esperte e forse mi
ci ritrovo senza aver pensato cosa mi sarebbe aspettato.
Moto preparate, da corsa, ed io con Emma Peel, tutta originale,
compreso gli specchietti!!!
Ecco che arrivano i piloti BMW, nonche’ Roxy ed
Elisa, piloti ufficiali del Team Italia che corre nel
BMW boxer cup.
Spiegazione solita delle bandiere, raccomandazioni e attenzioni
del manto stradale ancora scivoloso e poi in sella per
partire. Accendiamo le moto, il rumore sale, l’odore
di gas di scarico, il cuore batte velocemente, la tensione,
mista alla paura e alla concentrazione aumentano. C’e’
gia’ caldo a quell’ora.
Ecco Vittoria che ci fa cenno di partire ed una ad una
usciamo dal box per avviarci nella corsia d’immissione
alla pista.
Entriamo in pista, cominciamo a scaldare le gomme e via
via, sfiliamo una per una nella prima chicane, per poi
affrontare il piccolo rettilineo e il tornantino.
Ok e’ fatta, dai Robi, abbasso la visiera e via,
paura e tensione se ne vanno. Ora penso a guidare. Ecco
effettuato il primo giro, la moto risponde bene, le gomme
sono ancora fredde e soprattutto nuove!
Via via comincio a girare sempre piu’ veloce, le
curve sempre piu’ inclinate. Ormai la moto risponde
pienamente ai miei comandi e penso solo ad entrare ed
uscire il piu’ veloce possibile dalle curve.
Finisce il turno, vedo la bandiera a scacchi ed effettuo
l’ultimo giro prima di rientrare nel paddock.
Mi fermo, tiro un respiro di sollievo. Robi, e’
fatta, mi sento euforica come non mai. Gasata!
Giusto il tempo di bere qualcosa di fresco e poi di nuovo
dentro, cosi’ come per tutto il giorno, ad inanellare
giri sempre piu’ veloci, staccate sempre piu’
al limite e pieghe impossibili.
La sera, dopo aver inesorabilmente strasudato, mi aspetta
una calda doccia, manna dal cielo!
Non uscirei piu’ da quella situazione. Sono molto
stanca e le ragazze mi hanno dato appuntamento alle otto
per la cena nei paddock. Irene ha mal di testa, ma meno
stanca di me. Andrei subito a dormire.
Mi faccio forza, asciugo i capelli, mi trucco un pochettino
e mi vesto. Io ed Elena abbiamo portato per l’occasione
la camicia ufficiale della Triumph e manterremo in alto
questo grande marchio con orgoglio e divertimento.
Siamo tutte pronte, ci troviamo nella hall e subito dopo
partiamo nuovamente per il circuito, a poche centinaia
di metri dall’Hotel.
Una volta arrivate, ci attende una sala telonata gia’
piena di tante ragazze che, una volta abbandonato le proprie
tute di pelle, hanno pensato bene di apparire in splendida
forma e molto carine per la serata.
La serata trascorre veloce e piacevole con tanti bei discorsi
di Paola e le altre ragazze dello staff, applausi e premi
a sorteggio. C’e chi vince un treno di gomme, un
viaggio aereo, un telo moto e tante belle cose BMW.
La sera continua a ritmo dance della discoteca preparata
per l’occasione all’aperto e tra filmati retro’
che immortalano biker donne e i raduni degli anni precedenti.
Si tira un po’ tardi ma data l’euforia non
si vorrebbe mai andare via.
L’indomani, piu’ “tecniche” del
giorno prima e piu’ preparate psicologicamente,
ci troviamo nuovamente tutte quante al circuito.
Sono lì, pronta ad entrare in pista. La paura del
giorno prima e’ passata, rimane solo la concentrazione
e la voglia di fare ancora meglio.
Entriamo, si riparte, si riprende quello lasciato il giorno
precedente.
Purtroppo c’e’ qualcosa che non va. Molte
di noi cadono, la competizione diventa alta, troppa. Veniamo
sgridate perche’ cosi’ facendo snaturiamo
la filosofia dell’evento. Non e’ nel nostro
spirito competere o quasi l’una con l’altra.
Dopo la tiratina d’orecchie, si riprende con piu’
modestia ed attenzione.
Il primo pomeriggo e’ dedicato alla superpole, due
giri veloci per consacrare la piu’ brava di tutte
noi.
In realta’ sono tutte brave queste donne!
Il tempo vola velocemente e piano piano il circuito comincia
a svuotarsi. Ecco i saluti, gli abbracci e la commozione.
Ognuna con la propria moto, carica ancora di piu’
di quando e’ arrivata, esce sfilando tra tutte noi.
Qualche cenno, la promessa di sentirci presto, i numeri
di telefono memorizzati e poi via, di nuovo a casa.
Mi trovo a letto, lo sguardo fisso al soffitto e la mente
che scorre tutto quel film, lungo tre giorni. Le immagini
come fotogrammi, le parole, le battute, le risate di tutte
noi. Oggi sono molto piu’ saggia e felice di un’anno
fa e questo grazie a questo mondo fantastico che sono
le due ruote e le donne.
Saremo il Vento.
RobiRat & EmmaPeel Triumph Speed Triple 955i 03
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