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IL MITO DELLA VELOCITA’
Arte, motori e società nell’Italia del ‘900

IL MITO DELLA VELOCITA’Tanto per rimanere in tema di velocità, affrettatevi, perché vi è rimasto solo un mese di tempo per andare a visitare la meravigliosa mostra “Il mito della velocità”, aperta fino al 18 maggio 2008 presso Palazzo delle Esposizioni di Roma.Fascino irresistibile, quasi invidia per quel ghepardo che corre velocissimo? O per quell’aquila che possente solca i cieli in un batter d’ali? O per quel delfino che agile sorpassa le navi? Ebbene sì: l’uomo ha sempre avuto un’attrazione fatale per la velocità! Ma forse mai come nel ‘900 è entrata a far parte della vita di tutti i giorni e allora ecco che viene proposta al pubblico una mostra dedicata alla velocità e, nel museo di via Nazionale da poco restaurato, sono entrati un aereo, la Ferrari di Schumacher, la due ruote della Ducati di Stoner e tra tanti oggetti legati alla velocità anche un frullatore! Ma andiamo con calma...
Nella parte centrale del museo, una lunga pista ripercorre le tappe delle due e quattro ruote, nella penombra scintillano di vividi colori le carrozzerie delle auto e delle moto che sembrano dover prendere vita grazie ai filmati d’epoca che, proiettati alle pareti, riproducono i sonori delle gare. Tanti i veicoli presenti, ma non starò qui ad elencarli, perché non voglio togliervi la gioia di scoprirli da soli!
La prima sezione è dedicata alla “bellezza della velocità”, un nuovo tipo di bellezza, scoperta solo poco più di un secolo fa e di cui naturalmente si arricchì l’arte, che è presente nella mostra con quadri di firme prestigiose come Balla, Boccioni, Depero, Severini e Dottori. A cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, la nostra civiltà infatti era protagonista di un rinnovamento radicale: la nascente società industriale, la nuova era della macchina, portava profondi mutamenti e i movimenti artistici d’avanguardia raccontavano la rivoluzione. Sin da subito è diventato inscindibile il connubio arte e motori, che infatti ha avuto una fertile dialettica fino ai nostri giorni. Tutto è cominciato intorno al 1910 con il Futurismo, movimento culturale eversivo, dissacrante. I suoi esponenti dichiaravano una rottura con il passato ed esaltavano la civiltà urbana, la macchina e il movimento: i pittori per rappresentare questa realtà scomponevano, frantumavano le forme, le deformavano, creavano vortici di colore e luce.
Ma torniamo a noi: la seconda sezione della mostra è dedicata alla velocità dei cieli, al centro della stanza, sospeso in aria, c’è un esemplare originale dell’idrocorsa Fiat C29 proveniente dal museo storico dell’Aeronautica militare di Vigna di Valle, inoltre fotografie e materiale attinenti alle grandi imprese compiute dal nostro paese nei primi decenni del secolo; ad esempio lo sapete che la nostra aviazione già nel 1920 era in grado di compiere la trasvolata Roma-Tokio?
La terza sezione parla della storia del design italiano dei motori. Inizialmente gli artisti rappresentavano sulla tela il mito della velocità, del movimento e del progresso meccanico. Poi sono andati oltre, appropriandosi del motore stesso, innalzandolo a forma d’arte e creando con le parti meccaniche delle sculture. Infine c’è stato un terzo passaggio, l’automobile e la motocicletta stessa è entrata nei musei, divenendo forma d’arte, essenza sublime, senza necessità di alcuna elaborazione.
La quarta sezione è dedicata al periodo del boom economico italiano, la velocità della crescita è raccontata attraverso la moda, il cinema e gli elettrodomestici, che hanno trasformato il modo d’intendere i lavori domestici.
La quinta sezione è dedicata alla velocizzazione nel campo delle comunicazioni avvenuta negli anni ‘80 e ‘90 grazie al fax, al cellulare, al computer e alle fibre ottiche, e macchinari portati dall’Istituto di Fisica Nucleare, legati alle grandi scoperte di Carlo Rubbia, in merito all’accelerazione di particelle.
Nella sesta sezione trovano spazio automobili, prototipi simbolo della velocità del 21° secolo, avvolti in un turbinio musicale e visivo proiettato alle pareti, davvero avveniristico.
Costo del biglietto: intero € 12,50; ridotto € 10,00. Permette di visitare tutte le mostre in corso al Palazzo delle Esposizioni. Biglietto integrato Palazzo delle Esposizioni e Scuderie del Quirinale, valido per 3 giorni: intero € 18,00; ridotto € 15,00
Orari: domenica, martedì, mercoledì e giovedì: dalle 10.00 alle 20.00; venerdì e sabato: dalle 10.00 alle 22.30; lunedì chiuso
Informazioni e prenotazioni: singoli, gruppi e laboratori d’arte tel. 0639967500; scuole 0639967200; www.palazzoesposizioni.it
di Alessandra Manieri
aprile 2008

 

TECNOLOGIA DELLA VELOCITA'
il mondo della velocità nel padiglione espositivo di via Manzoni a Cantù

Il 1° marzo 2002 è stata inaugurata presso il padiglione di Via Manzoni a Cantù, la mostra 'Tecnologia della velocità'. L'evento, organizzato dall'Associazione Centocantù, in collaborazione col Comune di Cantù e patrocinata dalla Gazzetta dello Sport, rappresenta un'occasione per gli appassionati per tuffarsi nel mondo degli sport della velocità e del motociclismo. La mostra dovrebbe durare fino al 17 marzo, l'ingresso è gratuito e gli orari sono: lunedi'-venerdì 18-20, sabato 16-22, domenica 11-13 e 16-22.
Alcune personalità del mondo della velocità, piloti e personaggi del motomondiale hanno presenziato all'inaugurazione e alla prima conferenza dal titolo 'moto al limite': Claudio Costa, medico e direttore dello staff della clinica mobile del motomondiale, Nico Cereghini, collaudatore, giornalista specializzato e conduttore televisivo e Sandro Gamba e Marisa Muzio, docenti del Centro Studi Psicologia dello Sport di Milano. La mostra rivolge un'attenzione articolare ai temi della sicurezza nella guida e della prevenzione dei traumi, con riferimenti agli aspetti psicologici e sono esposti alcuni manichini con tute e stivali da competizione.
Il fotografo professionista Oscar Bergamaschi ha curato la scelta e l'esposizione delle immagini per la mostra 'Motomondiale 2001'.
A detta di Arianna, che ha visitato la mostra, questa è forse la parte più bella, con tutti quegli scatti realizzati ai bordi delle piste e intorno ai box: espressioni di felicità, stanchezza, impegno dei piloti e dei loro collaboratori e sostenitori, e anche qualche immagine particolare di fan e tifosi. Da segnalare un bellissimo ritratto di Katja Poengsten tutta felice che si toglie lo stivale per darlo ai suoi fans. Attraverso l'esposizione dei mezzi, dei materiali ed accessori si riesce a riconoscere i materiali e le tecnologie utilizzate dai più famosi campioni del motociclismo moderno. Già all'ingresso si possono ammirare un paio delle moto che hanno gareggiato nel motomondiale: l'Aprilia 250 di Loris Capirossi, la 125 di Rossi, codone e serbatoio della Yamaha di Nakano e particolari di altre splendide e potentissime moto. Aldo Drudi ha messo a disposizione la sua collezione privata di caschi (almeno tre sono di Valentino Rossi), alcuni sono scarabocchiati, altri sfregiati, tutti vissuti.
Il prossimo 12 marzo alle 11.30, è prevista una conferenza dal titolo 'passione e design' che vedrà gli interventi di Alain Mestdagh, progettista e costruttore di parti speciali in materiali compositi, Aldo Drudi, designer e stilista di accessori e Franco Uncini, responsabile della sicurezza dei circuiti. E nel percorso espositivo infatti è sviluppato anche il tema del design tecnologico e della grafica d'immagine, con un occhio alla prototipizzazione, ai progetto di aerodinamica, ciclistica e motoristica e con l'attenzione alla stilistica degli accessori di protezione e sicurezza.

 

 

X BIENNALE DONNA FERRARA: DAL MERLETTO ALLA MOTOCICLETTA

Sarà allestita a Ferrara (Padiglione d'Arte Contemporanea) dal 3 Marzo al 5 Maggio 2002 a Ferrara la Mostra "Dal Merletto alla Motocicletta" - Artigiane/artiste nell’Italia del Novecento.
Progetto e cura di Anty Pansera e Tiziana Occleppo.
Le donne nelle arti decorative e applicate al design: dallo scialle e dal cuscino al mobile e alla componente d’arredo, dai sanitari ai mezzi di trasporto… Dal merletto alla motocicletta appunto. Un omaggio alla creatività femminile con i prodotti di 100 artiste del design italiano (fede cheti, cini boeri, gae aulenti, lica covo steiner...)
Per info: UDI Ferrara

 

 

THE ART OF THE MOTORCYCLE

E' il titolo di una splendida mostra che si Ŕ tenuta al Guggenheim Museum di New York nel 1998 (e poi a Chicago e a Bilbao nel 1999).
Ne Ŕ stato tratto un bellissimo libro catalogo di oltre 400 pagine ricco di foto davvero suggestive. Insomma, un'opera d'arte.
Ve lo consiglio vivamente.
Per ordinarlo, potete andare sul sito del Guggenheim http://www.guggenheim.org/store/index.html
Il libro costa 45 dollari + le spese di spedizione.

Ora e' stato realizzato anche un bellissimo sito

 

 

"WOMEN & MOTORCYCLING " AL FAME MUSEUM

L'AMA (American Motorcyclist Association) ha inserito una esposizione "Women & Motorcycling" alla Motorcycle Hall del Fame Museum. La mostra ripercorre la storia delle Motocicliste dal 1900 a oggi: le pioniere del motociclismo, le donne pilota, le donne nell'industria della moto, nelle istituzioni motociclistiche, nel giornalismo del settore, nell'insegnamento e educazione alla guida della moto, nelle varie organizzazioni motocilcistiche.
La mostra sara' esposta alla Motorcycle Hall del Fame Museum fino alla fine del 2000, poi girera' nelle varie manifestazioni motociclistiche degli USA.
http://wml-mx.com/news_halloffame.htm

 

 

MITOMOTO

MitoMotoIl comune di Reggio Emilia, in collaborazione coi CAMER ha organizzato dal 3 luglio al 19 settembre 1999 il "mitomoto Arte e motocicletta", la prima mostra che mette fianco a fianco opere di artisti e motociclette.

da "Motociclismo", giugno 1999:
"L'iniziativa vuole analizzare la motocicletta come una delle macchine dell'impossibile che, nel Novecento, hanno permesso all'uomo di fare cose e provare emozioni mai provate in precedenza. Molte le moto importanti dal punto di vista storico e tecnico: Inclian Scout, Moto Guzzi Sport 4 valvole, BMW R75 Sahara, Gilera Saturno Sanremo, Piaggio Vespa GS 150, Garelli Mosquito, Triumph T11 10, MV Agusta GP, Harley-Davidson Duo Glicie, Kawasaki Mach III, Maico 250 cross, Zundapp 125 GS, Laverda SIFC, Aprilia Mot˛ 6.5, Bimota Tesi, Ducati 996 Replica Cari Fogarty. Sono le motociclette scelte per l'impatto che hanno avuto sull'immaginario collettivo, pi¨ che per la raritÓ o l'originalitÓ tecnica. Le moto in prestito provengono, grazie alla collaborazione dei CAMER, da collezionisti privati delle provincie di Modena e Reggio Emilia. La parte storico-artistica dell'esposizione offre opere di Mario Sironi, Mino Rosso, Gino Galli, Ivo Panaggi e Armando Pizzinato oltre a lavori di Gianni Bertini, Umberto Buscioni, Angelo Titonel, Plumcake e Gian Marco Montesano. Verranno realizzate appositamente per l'esposizione opere di Mimmo Rotella, Giovanni Albanese, R. Galeano & F. Cattani, Joannes Huppi, Gabriele Lamberti, Marco Neri e Silvano Tessarollo. A cinema e moto saranno dedicati una rassegna nel corso della programmazione cinematografica estiva organizzata da ARCI e Ufficio Cinema dei Comune di Reggio Emilia. La mostra si terrÓ presso la Sala Esposizioný dei Chiostri di San Domenico in via Dante 11, orario 18-21 chiuso il lunedý. Per i motociclisti interessati all'iniziativa Ŕ prevista la possibilitÓ di apertura tra le 8 e le 13. Per informazioni: Marco Paterlini, tel 0522/456618, ufficio stampa Patrizia Paterlini 0522/456532".


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