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Moto: BUELL Lightning XB12S e Firebolt XB12R

VOGLIA DI STUPIRE E DI DIVERTIRSI
Terza edizione Buell Academy
Magione 2/3 ottobre 2004

Passione, entusiasmo, intraprendenza: queste le componenti che hanno portato Erik Buell, progettista tecnico BUELL Lightning XB12S e Firebolt XB12R nonché pilota di spicco negli Stati Uniti, a realizzare il suo sogno: costruire una moto da corsa progettata da lui.
Grazie alla collaborazione tra Harley Davidson e Erik Buell, nel 1993 nacque la Buell Motorcycle Company: una società che in poco più di 10 anni ha raccolto appassionati in tutto il mondo.

Cerchiamo di capire i segreti di questo successo.
L’occasione si presenta con l’invito a partecipare alla terza edizione della “Buell Academy” sul circuito di Magione, una manifestazione dedicata a possessori e amanti della moto americana.
Varcando i cancelli dell’autodromo si assapora un’atmosfera diversa rispetto alle giornate in pista organizzate dalle case delle più famose marche motociclistiche.
BUELL Lightning XB12S e Firebolt XB12R Non c’è il bagno di folla che caratterizza questi eventi nonostante l’affluenza dei fedeli al marchio Buell sia numerosa: e ciò rende tutto più affascinante e “umano”. Nessuna coda chilometrica per ritirare i turni prenotati, staff gentile e disponibile che comprende gli entusiasmi dei visitatori e fa il possibile per accontentarli, scuola guida che riesce a smaltire le numerose richieste anche fatte in loco.

La sensazione è quella di trovarsi in un ambiente familiare, tra amici e appassionati di tutta Italia che si danno appuntamento ogni anno per questa occasione. E’ una festa continua, ogni sguardo è accompagnato da un saluto, ogni moto è diversa dall’altra, curatissima nei minimi dettagli, esposta con fierezza dal proprio “ideatore” per tutto il paddock. BUELL Lightning XB12S e Firebolt XB12R
E’ palpabile l’influenza della filosofia americana delle due ruote: il mondo Buell, come quello Harleysta, è un mondo a parte, fuori dai “giochetti” e dalle battaglie commerciali del mercato giapponese che punta su prestazioni al limite e cavalleria da urlo. Scopo della casa americana è far divertire i propri clienti, dare loro la possibilità di esprimersi con una moto che può essere trasformata in mille modi grazie al nutrito after-market in commercio. E questo a fronte della consapevolezza che per divertirsi non occorrono 200 cavalli!

Nel clima di festosità non mancano appuntamenti importanti per il pubblico: all’interno del paddock è stata allestita la “Women Academy”, una scuola guida base dedicata alle ragazze BUELL Lightning XB12S e Firebolt XB12Rper insegnare loro i primi rudimenti della guida in moto; la “Riding Academy”, un corso teorico e pratico di guida in pista tenuto da istruttori qualificati e dedicato ai possessori di Buell; la “Demo Riding Academy” che ha offerto ai visitatori la possibilità di provare in pista la XB12S e la XB12R accompagnati dai tester che illustravano le traiettorie ideali del circuito; infine l’“Agility Test”, un piccolo circuito delimitato dai birilli dove era l’abilità e non la velocità ad essere premiata: ogni partecipante doveva percorrere il tracciato in un tempo più possibile vicino a quello dichiarato. E la nostra Simona Zaccardi, accorsa a Magione per provare le Buell, ha tenuto alto l’onore delle Motocicliste arrivando terza.

Ma passiamo alle protagoniste di questa giornata. Ad osservarle bene sono strane queste Buell: carrozzeria minimalista, motore in bella vista, ciclistica estremamente compatta, design particolari e provocanti. Evidente la finalità con cui vengono progettate: concentrare la maggior parte della massa (motore, scarico,sospensione posteriore), più vicino possibile al centro della moto per ridurre le sollecitazioni sul telaio e quindi ottenere maneggevolezza. A tal fine lo stesso telaio, in alluminio a doppia trave, è dotato del sistema Uniplanar, un sistema di supporti in gomma usato per smorzare le vibrazioni del motore. Sempre dentro il telaio è posizionato il serbatoio che contiene 14 litri: che dire… un telaio tuttofare!!!BUELL Lightning XB12S e Firebolt XB12R
Il passeggero soffre un po’ a causa della ridotta superficie della sella e della totale assenza di maniglioni per tenersi (nella versione S non c’è neanche il codone, la sella del passeggero finisce direttamente sul fanalino posteriore). Se cercate lo scarico al solito posto, lateralmente alla ruota o sotto il codone… non lo troverete. Sempre per migliorare il baricentro e per diminuire l’inerzia, anche il silenziatore dello scarico è montato centrale, è “nascosto” sotto al motore.
Se esteticamente la Buell è appetitosa, il vero gusto si assapora a motore acceso: i V-Twin del bicilindrico americano (con cilindri a 45°, corsa lunga e alesaggio maggiorato) pulsano esprimendo tutta la loro “rabbia”. Accolgo con entusiasmo il loro invitante borbottio con il quale mi comunicano il desiderio di andare, di muovermi. Così mi vesto in fretta e mi dirigo in pit lane, dove mi aspettano decine di Buell Lightning XB12S e Firebolt XB12R, le ultime prodotte dalla casa americana, quasi gemelle se non per piccoli dettagli che le differenziano.

In Pista:
BUELL Lightning XB12S e Firebolt XB12RLa parte da leone la fa il motore da 1203 cc.
raffreddato ad aria
, che sprigiona 100 cavalli e una coppia invidiabile, sempre presente, che ti spara da una curva all’altra. Facile prendere i giri in accelerazione, ma inutile tirarlo in alto: per apprezzare le doti del bicilindrico il range è compreso dai 4000 ai 6000 giri circa.
Il cambio, a cinque marce, è lento e poco preciso.
Le sospensioni – ammortizzatore posteriore e forcella a steli rovesciati Showa - lavorano bene anche con la taratura standard.
La frenata è abbastanza buona per entrambi i modelli considerando che hanno un solo disco anteriore attaccato ai bordi esterni del cerchio, disco perimetrale da 375 mm con pinza a 6 pistoncini, e un disco posteriore da 240 mm con pinza flottante a pistone singolo.
Il manubrio alto della Lightning permette di giocare nelle esse strette mantenendo un ottimo controllo della moto; l’inserimento in curva e i cambi di direzione avvengono con estrema rapidità.
La Firebolt invece ha la classica impostazione pistaiola, con pedane arretrate, mezzi manubri e un cupolino protettivo: questo aiuta ad avere una posizione del corpo più appropriata per chi ha voglia di portarla al limite e permette una maggiore stabilità della moto sul veloce.
La facilità di piega della R e della S è dovuta anche alla ridotta inclinazione della forcella – solo 21° - e al conseguente interasse contenuto (1320 mm).
La posizione in sella è molto raccolta, e in velocità, per abbassarsi completamente sul serbatoio, bisogna arretrare sfruttando anche la piccola sella del passeggero BUELL Lightning XB12S e Firebolt XB12R
Una delle caratteristiche della Buell è la cinghia di trasmissione che sostituisce la classica trasmissione a catena; è sicuramente un vantaggio per l’uso stradale in quanto non richiede praticamente manutenzione (ingrassaggio, pulizia, etc; si sostituisce intorno ai 40.000 km); ma le Buell che frequentano le piste spesso adottano la trasmissione a catena in quanto con questa è possibile sostituire corona e pignone per meglio adattare le marce alla tipologia del circuito. Le vibrazioni che si vedono ad occhio nudo con moto sul cavalletto e motore acceso, durante la marcia si addolciscono, fino quasi a scomparire.

E’ divertente da guidare, è una moto che trasmette tante emozioni forse proprio perché non è facile ed intuitiva come le sue “simili”.
Infatti non si può dire che questo bicilindrico americano sia un animale da pista, ma le ingegnose soluzioni adottate dal suo progettista – soprattutto la compattezza di tutti gli elementi e il peso che si ferma a soli 179 kg - la rendono unica.
E questo lo conferma anche la nostra Cristiana che per il Trofeo Motocicliste 2004 ha avuto il coraggio e la determinazione di schierarsi con la sua XB9R nella categoria “over”, il top della categoria per cavalli e cilindrata, portando a casa risultati incoraggianti.
Insomma, la Buell è una moto fuori degli schemi: non ha un fascino commerciale, non è una moto adatta a lunghi viaggi in compagnia del passeggero, non ha una cavalleria esasperata…: e allora?
Allora la Buell ha un’anima coinvolgente, per guidarla ai limiti bisogna dare il meglio di sé, ti appassiona non appena ci sali sopra e vai... Voglia di stupire e di divertirsi, ecco il perché.

Chiara Valentini

 

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