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Moto: ZX10R e CBR1000 RR

SUMOTORI VS NINJA
ovvero Kawasaki ZX10R e Honda CBR1000 RR

Honda CBR1000 RRGrande pista, il Mugello: un fascino che viene dalla sua morfologia e dalla sua storia. Tappa fondamentale nell'esperienza di una neo-motociclista sportiva come me. Comprensibile, quindi, la curiosità e grata felicità con cui accoglievo l'invito dei ragazzi di SpecialMag a girare al Mugello alla guida di alcune nuove moto a disposizione: il mio debutto in uno dei più bei templi della guida in moto. Perché deve averla pensata un motociclista quella meraviglia d'asfalto... un motociclista un po' funambolo e un po' giostraio, con l'estro e la lucida follia di un artista. C'è un parallelo tra quelle curve appoggiate sulle colline toscane e la moto: entrambe sanno trasmettere emozioni straordinarie, di una bellezza prepotente e violenta.

Honda CBR1000 RRArrivo lì e gli "Special BoyZ" mi affidano una Honda 1000 RR, nera ed aggressiva. Molto diversa dalle 600 che sono solita guidare, grande e potente come la Casa che la produce.
Oltre alla Honda, ho avuto modo di provare anche una delle sue più degne avversarie, quella ZX10R che ha messo a nudo, dopo anni di oblìo, tutta la fierezza dello spirito sportivo Kawasaki.

Entrambe sembrano ereditare una parte – seppure diversa - della cultura classica giapponese, quella dei Sumotori e quella dei Ninja.
I lottatori di Sumo, arcaici semidei allevati sin da piccoli con una dieta speciale e con allenamenti dedicati, per attribuire loro grande massa ed un baricentro basso e localizzato all'altezza del bacino. In questo modo era più facile spingere gli avversari fuori dal tatami, luogo dei loro scontri... Alla stessa maniera la nuova Honda ricorda quella ricerca di solidità e di posizionamento strategico del baricentro, centralizzato anche in questo caso, per conferire particolari doti dinamiche.
I Ninja, invece, erano agenti segreti, guerrieri agili e scattanti che dovevano perseguire gli scopi dei loro Signori usando le armi più insidiose. E proprio così, agile, scattante ed insidiosa, è LA Ninja.

La Honda è rassicurante, piena, fluida; in ogni fase della guida conferisce convinzione nei propri mezzi e quella serena consapevolezza che deriva dalla sensazione del controllo su ciò che accade. Alla staccata in discesa della S. Donato, ho modo di apprezzarne la frenata che, in una Honda, non è mai stata meno che buona. Nella nuova 1000 poi la combinazione tra pompa e pinze radiali fonda la speranza di arrivare a vertici di rendimento prima irraggiungibili. Mamma Honda tiene molto all'utilizzo quotidiano e stradale dei suoi mezzi e questa pulsione deve avere spinto all'adozione di pastiglie dal compound duretto, e di tarature turistiche per la forcella ed il mono. Così la dolcezza della prima parte della frenata si scontra con la necessità di pinzare con forza la leva per ottenere decelerazioni adeguate nelle staccate lunghe. La forcella "parte" veloce nella prima fase dell'escursione, per poi "murare" a due-tre cm. dal fondo corsa, con la conseguenza di qualche saltellamento indotto per la ruota posteriore, se non si ha l'accortezza di tenere in mano la frizione per tutta la durata della decelerazione. Qui la Kawa è superiore: pur non dotata di pompa radiale, esprime in staccata una superiore cattiveria e gestibilità. La forcella tarata più rigida, assieme alla frizione antisaltellamento, le conferiscono un rendimento di vertice assoluto. Così come di valore assoluto è la rapidità del suo ingresso in curva. Anche lì, la Honda stenta a tenere il contatto: più "morbida", pesante e lunga, accusa un gap significativo, cui parzialmente rimedia con una maggiore solidità in percorrenza.

Ancora una volta emerge il diverso DNA di queste due creature: Honda stabile e sicura in appoggio, ma costretta ad arrotondare maggiormente le traiettorie. Kawa reattiva come e più di una 600, ma precaria nella sensazione fornita, di vaghezza dell'anteriore. Per di più, l'ammortizzatore di sterzo elettro-idraulico della Honda enfatizza queste differenze: così, nelle esse veloci la CBR risulta più pesante all'atto di invertire la direzione, costringendo ad un lavoro di corpo supplementare. In uscita di curva, invece, la Honda-sumotori si prende la rivincita, con una tendenza all'impennamento praticamente sconosciuta, che consente di sfruttare fino all'ultima stilla la grande e dolce potenza del suo motore. La Ninja in accelerazione è sensibilmente meno sfruttabile, con la sua spiccata tendenza ad alzare il muso verso il cielo.

Tutto, in queste moto, è in antitesi: persino la posizione di guida, comoda e rilassata sulla CBR, da fantino su cavallo da corsa per la Kawa. E la protezione aerodinamica, maggiore sulla Honda, ma con la Kawa che consente di chiudersi meglio, avvinghiandosi alle sinuose linee del suo serbatoio. Serbatoio che - tra l'altro - sulla CBR è ricoperto in materiale plastico e che, insieme al terminale di scarico sotto alla sella, permette di contenere i danni di una ipotetica scivolata... E poi ancora la qualità dei materiali, sia plastici che metallici, che conferisce alla Honda una superiorità indiscussa a confronto con la relativa povertà delle più grezze finiture Kawasaki. E la rapportatura del cambio, corsaiola e ravvicinata per la Ninja, turistica e maggiormente spaziata per la Honda.

In definitiva, difficile trovare due moto dello stesso segmento più distanti una dall'altra, persino nella "connessione" tra l'apertura del gas e le reazioni della ruota posteriore: anche qui, più dolce, regolare e sicura la Honda, più impegnativa e capricciosa la Kawa.
Sumotori o Ninja? Difficile dare una risposta assoluta: razionalmente si tenderebbe a preferire la Honda per l'uso anche su strada e la Kawasaki solo per la pista. Ma la moto non è solo razionalità: e voi, tra il rassicurante abbraccio del vostro uomo e le ardite carezze di un amante, cosa scegliereste?

Janis

per le schede tecniche vedi:
www.hondaitalia.com/moto/default.html
www.kawasakinewmodels.com



le ragazze al Pirelli Day al Mugello e a Monza (la prima a sinistra con Pirovano),
ospiti di SpecialMag

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