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Moto: APRILIA MANA

APRILIA MANA
LE EMOZIONI DI UNA MOTO
IN UNA NUOVA FILOSOFIA DI GUIDA

APRILIA MANAUna nuova filosofia
In Polinesia gli abitanti indigeni ancora oggi non pregano le divinità, ma ascoltano e credono nello spirito della natura: per loro le pietre, le onde, le nuvole, gli alberi sono intrisi di un una forza soprannaturale, benefica. Questa forza vitale la chiamano “Mana”.
Nel III millennio, la casa di Noale decide di dare al suo nuovo prodotto il nome di questa forza benefica: “Mana”, un augurio di positività e protezione per la nuova creatura lanciata sul mercato ed un richiamo ad un termine dal sapore primordiale per una moto rivoluzionaria.

Le innovazioni: il sistema di trasmissione
Aprilia Mana è un concentrato di tecnologia e innovazione, che introduce nel mercato mondiale un nuovo settore motociclistico. Sì, perchè l’Aprilia Mana non ha la leva della frizione, ma un cambio sequenziale (chiamato Sportgear) a gestione elettronica. In soldoni, potete scegliere due tipologie di cambiata, la prima è l’Autodrive, che vi consente di guidare la Mana ruotando semplicemente la manopola del gas come avete fatto fino ad ora con lo scooter; la seconda modalità è la cambiata meccanica, ovviamente facendo a meno della frizione!
Andiamo a scoprire nei dettagli in cosa consistono questi due sistemi di trasmissione.
Innanzitutto si può sciegliere l’uno o l’altro sistema, premendo il pulsante Gear Mode, disposto nel blocchetto destro del manubrio: il passaggio da una modalità all’altra di guida può avvenire in qualsiasi momento e in qualsiasi condizione di marcia.
Selezionando l’Autodrive, come abbiamo accennato, il braccio e la gamba sinistra si riposano: si occupa di tutto la gestione elettronica, e la trasmissione CVT consente in ogni momento di far lavorare il motore al regime di coppia massima a vantaggio della ripresa e dell’accelerazione. Il sistema Autodrive riserva la scelta di tre mappature: la Touring per girare in città o viaggiare con ritmi tranquilli a bassi consumi, la Sport per divertirsi tra le curve di montagna con prestazioni più scattanti e infine la mappatura Rain da inserire in condizioni di asfalto bagnato o scivoloso, poiché consente una guida più fluida. Perciò ogni pilota può scegliere la soluzione che più si addice al suo stile di guida, al percorso che vuole affrontare o alle condizioni della strada.
Insomma con l’Autodrive si può dire addio allo stress in mezzo al traffico, non dovendo più premere la leva della frizione centinaia di volte e questo risulta anche un vantaggio notevole per tutte coloro che soffrono lo stress muscolare, causato dalla leva spesso fin troppo dura.
Non solo, da ora in poi si può indossare qualsiasi tipo di scarpe, non rischiando più di rovinarle con l’utilizzo del pedale del cambio (scusate se è poco!).
La guida con l’autodrive è davvero un piacere e perché no, potrebbe essere un trampolino di lancio per tutte le ragazze che vogliono avvicinarsi al mondo delle due ruote: infatti la gestione delle marce può incutere inizialmente delle remore, mentre questo sistema di guida permette un approccio semplificato.
La seconda modalità di cambiata è quella meccanica e in questo caso rientra in gioco l’uso della mano sinistra: la modalità sequenziale a 7 rapporti, infatti, si comanda con due pulsanti posizionati sul blocchetto sinistro del manubrio. Si lavora di pollice per salire di rapporto e di indice per scendere e, in fase di decelerazione, si può sempre contare sull’intelligenza del cambio semi-sequenziale, perché se non si effettua la cambiata, il motore scala le marce automaticamente, evitando che la soglia minima di giri scenda sotto il limite stabilito.
Tuttavia Mana mette a disposizione dei motociclisti più tradizionalisti, al posto dei comandi al manubrio stile video games, anche una seconda tipologia di cambio meccanico: l’uso del classico pedale del cambio. Infatti questo, a differenza della leva della frizione, non è stato eliminato.

Le innovazioni: il vano porta casco integrale
La casa di Noale ha scelto di posizionare al posto del serbatoio della benzina un vano portacasco, facendo indietreggiare il serbatoio sotto la sella del passeggero (una novità introdotta la prima volta dalla Bmw Scarver).
L’importante innovazione è nel fatto che il vano è tanto ampio da ospitare un casco integrale: una bella comodità. Il vano è illuminato, rivestito in materiale antiscivolo e antigraffio e dotato anche di presa 12V per ricaricare il cellulare.
L’apertura è gestita elettricamente tramite un comando sul manubrio (ed è assistita da un ammortizzatore idropneumatico progettato per evitare aperture accidentali in corsa). Nel caso in cui si dovesse scaricare la batteria, si può ricorrere, per l’apertura del vano, all’uso di una leva meccanica posizionata sotto la sella del passeggero. A disposizione dunque un vano spazioso e funzionale, del quale si può usufruire anche durante le brevi soste, dopo aver inserito magari la leva del freno a mano che è disposta sul lato sinistro.

Tecnica e prestazioni
L’Aprilia Mana è equipaggiata da un motore a due cilindri posti ad L, con doppia accensione (ci sono 2 candele per ogni cilindro), da 839,3 cc per un totale di 76 cavalli a 8.000 giri ed una coppia di 7,45 Nm a 5.000 giri. Questi numeri, nella pratica, si manifestano in un’erogazione fluida e corposa, senza buchi e incertezze, e pronta ad andare su di giri in qualsiasi momento, soprattutto ai bassi regimi: alla casa costruttrice piace definire la Mana una “bruciasemafori”... il motore è performante, silenzioso ed Euro 3.
A basse velocità, in mezzo al traffico cittadino, la moto si manovra con sicurezza e trasmette una piacevole sensazione di stabilità: merito questo di un accurato lavoro di centralizzazione delle masse e di abbassamento del baricentro. La ciclistica è leggermente rigida, ma permette comunque alla moto di copiare bene l’asfalto, rispondendo correttamente sia alle affondate di forcella nelle brusche frenate, sia alle sollecitazioni derivanti da buche o dossi.
L’impianto frenante è davvero generoso: due dischi flottanti da 320 mm all’anteriore con pinze radiali ed uno da 260 mm al posteriore. Oltre alle prestazioni, c’è di buono che la frenata è ben modulabile e allo stesso tempo, insistendo sulla leva, si ottiene una staccata decisa.
Alla presentazione della nuova naked, lo staff Aprilia ha promesso che a questa seguiranno altre due versioni: una depotenziata (25 kw) disponibile da gennaio 2008 e una munita di impianto ABS dall’estate 2008.

APRILIA MANAPosizione di guida e silhouette
L’Aprilia Mana, oltre ad essere una moto innovativa e poliedrica, è anche molto comoda ed attraente. La posizione di guida è naturale e non lascia piegare la schiena nè caricare i polsi; la sella è ospitale (con un’altezza da terra di 800 mm), ma soprattutto le linee del “serbatoio” sono molto rastremate, accogliendo ampiamente le ginocchia e permettendo di dominare meglio la moto tra le gambe anche da fermi.
La silhouette è sportiveggiante, aggressiva e moderna, ma molto elegante e ben proporzionata. Accattivante il “vitino d’ape del finto serbatoio”, il faro anteriore ellittico, il telaio a traliccio d’acciaio a vista, gli specchietti dalla forma racing e il coperchio cromato del filtro aria inciso con il nome del marchio.
Quattro le colorazioni: nera, blu notte, grigia polvere di luna, e rossa.
Il costo in Italia è di 9.300 Euro, in Europa partirà dagli 8.800.

Per chi è la Mana?
A chi si rivolge la Mana? Lo staff Aprilia stima in Europa 100/120.000 motociclisti potenzialmente interessati all’acquisto, essendo stata concepita come un prodotto globale, che offre facilità d’uso, mantenendo le prestazioni e le emozioni di una moto.
Non ci resta che aspettare, per scoprire la risposta del mercato.

Per saperne di più
www.apriliamana.com

Alessandra Manieri

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