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Moto: DUCATI MULTISTRADA

MULTISTRADA:
Dott. Jekyll e Mr. Hide

Da quando la Multistrada è uscita sul mercato, ho sentito solo pareri favorevoli riguardo la sua guida. Mi hanno meravigliato non tanto i “test” delle varie testate motociclistiche, quanto i commenti delle persone che l’avevano provata… tutti entusiasti!
Incuriosita da questo inaspettato successo, mi organizzo per andare a provarla… e quale migliore scenario del Trentino?? Così preparo i bagagli… e via!

Estetica
Si è attratti dalla Multistrada non certo per la bellezza estetica ma per la sua particolarità, a dir la verità non molto convincente.

Multistrada Multistrada

Come ci salgo sopra noto che la sella è abbastanza alta da terra (850 mm; sono alta 1.70 e tocco piuttosto bene) e nello spostarla a motore spento è un po’ pesante (220 kg circa in ordine di marcia… non pochi!).
La sella, divisa in due parti, è particolare: molto ampia se si arretra verso quella del passeggero, mentre all’attaccatura con il serbatoio è piuttosto stretta. E’ molto dura e poco confortevole per i lunghi viaggi. Consigliati i pantaloni di pelle rispetto ai jeans… o si rischia dopo circa 200 km di doversi fermare per i dolori! (sarebbe stato meglio fare uscire il modello con la sella più morbida, che è menzionata nel catalogo degli accessori… al modico prezzo di 270 euro!!).
La sella del passeggero è piuttosto rialzata da quella del pilota.
Nel vano sottosella posteriore - utilizzato solo per la manutenzione - entra a malapena un lucchetto.
I due scarichi posteriori, dotati di catalizzatore, a mio parere escono un po’ troppo dal codone… e sono geometricamente un “po’”pesanti; sicuramente avrei preferito una soluzione un po’ più affinata (anche tipo lo scarico del 999).

Multistrada

La posizione del busto è quella che si ha con una moto da enduro, con il busto eretto e il manubrio alto. E’ una posizione confortevole che ti permette di fare anche lunghi viaggi senza stressare polsi o schiena. Il raggio di sterzata è ampio (nulla a che vedere con i vecchi Ducati), la frizione è un po’ dura ma si sente principalmente nel traffico cittadino. Il telaio, che racchiude motore e forcellone, è a traliccio in tubi di acciaio.
Gli specchietti retrovisori, che incorporano le frecce, offrono un limitato campo visivo e sono difficilmente regolabili.
La strumentazione, analogica digitale, è collocata sotto il cupolino; fin qui nulla di strano se non il fatto che il cupolino e strumentazione sono rialzati rispetto al manubrio da un telaietto:
scopo??
Mah… sicuramente non estetico!
Il cupolino non è molto protettivo; al di sopra dei 130/140 km/h incomincia a dar problemi aerodinamici per persone alte sopra il metro e settanta. In sostituzione si può comprare il cupolino con lo spoiler, già previsto come accessorio Ducati (80,00 euro).
Il cruscotto digitale non è di facile comprensione se non si dà una guardatina prima al libretto di uso e manutenzione: ci sono vari parametri da poter regolare.

Multistrada Multistrada

Molto belli invece i cerchi in lega leggera ed il forcellone monobraccio, anch’esso in lega leggera.

Su Strada
Se i pareri sull’estetica possono essere molto diversi, sono sicura che è unico il giudizio di chi la prova: DIVERTENTISSIMA!!

In montagna
Non vi nascondo che ho impiegato parecchi chilometri tra i passi dolomitici a capire come si guida.
Nel senso: guida turistica, con sedere al centro della sella, braccia larghe e non troppo piegate… oppure guida sportiva, tipo supermotard, con posizione in sella molto avanzata, gomiti alti e busto in avanti... soluzione?? E’ perfetta sia per una guida turistica che per una guida sportiva!
Confermo che la Multistrada è formidabile per le stradine di montagna, agile nei tornanti e nei cambi di direzione e con un motore pronto sin dai bassissimi regimi… basta aprire il gas e inizia il divertimento!
La sensazione che si ha ad aprire il gas in curva è di gran controllo e stabilità. Scende molto facilmente e non di rado si riescono a toccare stivaletti e pedane a terra. Grazie alla coppia bassa, anche una curva presa con una marcia più alta risulta divertente perché tanto il motore è pronto a tirarti fuori. Gli 84 cavalli del bicilindrico 1000 a L – raffreddato ad aria - sono più che sufficienti per affrontare le curve, mentre negli allunghi in salita qualche cavallo in più l’avrebbe resa più performante.
La frenata è buona grazie ai freni Brembo, con pinza a 4 pistoncini montati su 2 dischi semiflottanti ant. da 320 mm e uno post. da 245 mm.
Ogni tanto mi mettevo a fare un po’ di curve dietro qualche moto stradale e notavo la facilità del Multistrada nel fare tutte le manovre con estrema fluidità e disinvoltura rispetto a chi mi precedeva. La posizione comoda mi permetteva di fare 400/500 km al giorno tra i passi di montagna senza poi andare in rianimazione!!

In autostrada
Regge bene una media di 130/140 km/h; se si superano queste velocità, oltre ai consumi che diventano piuttosto elevati, si incominciano ad avere problemi di aerodinamica per il cupolino di serie poco protettivo. E’ una moto che ti permette di viaggiare in tutta comodità. Unico problema è la già citata durezza della sella.

In città
Anche in città si muove molto bene, meglio di uno scooter. Grazie ad un ampio raggio di sterzo, riesci a svicolare nel traffico cittadino e le buche non sono più così temute. Unico problema in caso di stop forzato è il calore che emana il motore (ma questo un po’ tutte le moto) e la frizione un po’ dura che stanca molto la mano. Ma andare a lavoro diventa meno pesante!

Strade Bianche
La Multi ti permette di fare anche qualche chilometro su strade bianche/sterrate in tutta tranquillità. Per raggiungere alcuni rifugi spesso si dovevano fare 5/10 km di strade bianche su ripide salite e talvolta piene di ciottoloni. Nessun problema!

Insomma… la Multistrada è un mix tra una maxi enduro (comoda e alta), una motard (grintosa e agile) e una moto stradale (buona potenza ed autonomia).
Il merito della Ducati sta nell’aver sintetizzato al meglio queste 3 tipologie di moto.
Ed è sicuramente una moto ben riuscita!!!

Fin qui tutto bene direi, anzi, sopra le aspettative. E allora perché dott. Jekyll e Mr. Hide?

Il Multistrada è una moto che mi fa uscire il sorriso sotto il casco quando sono è in sella. In marcia mi trasmette entusiasmo e voglia di continuare a fare curve su curve.
Ma ogni volta che arrivo a casa, la parcheggio e mi soffermo a guardarla… oltre a notare piccole “magagne” estetiche, mi vengono in mente anche noiosi difetti riscontrati durante la marcia.
Pensando che magari fosse la mia moto ad essere un “tantino strana”- ricordo che è una moto clienti e che spesso sono “seviziate” nonostante i suoi 8000km e in ottime condizioni di carrozzeria - appena sono tornata a Roma ho voluto fare un confronto con la moto di Betta, neo proprietaria di un Multistrada grigio con 1700 km circa all’attivo. Confrontando e scambiandoci non solo le moto su strada, ma anche le idee, abbiamo riscontrato tanti piccoli “nei”:

1) la prima cosa che ho notato è che tutti i cablaggi sotto lo sterzo sono sciolti, senza neanche una guaina che li ricopra, uniti solo da un pezzetto di nastro isolante (banalità forse…. ma per 11.500euro mi farebbe piacere avere la moto in ordine). (questo come gli altri problemi che presentiamo sono stati riscontrati non solo sul Multistrada mio e di Betta ma anche da altri proprietari di Multistrada).

Multistrada

2) Secondo Betta: “allora... inizio col dire che la Multistrada rossa di Chiara e' diversa in molte cose dalla mia che e' nuova. La rossa appena sei in sella già appare diversa nell'assetto del manubrio, impostazione piu' turistica con le braccia distese e le mani ben avanti; la grigia (la mia) ha il manubrio piu' vicino al bacino del guidatore, tipo supermotard.
Ho personalmente trovato la rossa piu' spompata rispetto alla mia: se bastano 11.000 km per render cosi' poco corposa la coppia, specie sotto...".
A onor del merito bisogna ricordare che la Multistrada rossa che mi è stata data in prova è una moto clienti, quindi un “tantino” maltrattata.

3) Le fiancatine posteriori si distanziano dai terminali di 1 cm solo grazie ad un gommino; tale gommino è completamente inutile perché è messo male, uno sta troppo su, l’altro troppo avanti… risultato: le fiancatine poggiano direttamente sul terminale e talvolta o fondono la plastica o lasciano il segno su questo. E’ compito del proprietario, per evitare questo, smontare le fiancatine e riposizionare i gommino in modo corretto. Ovviamente è compromesso anche l’utilizzo delle borse laterali “non rigide”: infatti le fiancatine sono rette da 2 viti a brugola posteriori e da un perno metallico affogato nella plastica nella parte anteriore del codone… con le vibrazioni, il calore e il peso delle borse sulle fiancatine (che le spinge verso il terminale) le fiancatine incominciano a prendere gioco (banalità… ma per i soliti 11.500 euro mi farebbe piacere avere la moto in “ordine”).

Multistrada Multistrada

4) Sembrerà strano, ma dopo parecchi km con i fari accesi (visto che ora lo prevede anche la legge) e con gli stop azionati frequentemente per via dei tornanti, mi sono ritrovata il fanalino rosso posteriore fuso. Forse perché la lampadina interna fa troppo calore o forse perché è messa troppo vicino allo stesso fanalino.

Multistrada

5) Gli specchietti sono regolabili solo di qualche grado. Le persone alte devono rassegnarsi ad inquadrare l’asfalto appena passato… oppure bisogna lavorarci un po’ su. Betta ci spiega il problema del regolare gli specchietti e come ovviare a questa limitazione: “Come nelle automobili, il vetro specchiato gira all'interno del guscio di plastica nera che e' vincolato alla staffa con un rivetto: un rivetto, ebbene sì, le staffe sono sagomate in modo da inquadrare nello specchio il nulla e siccome le possibilità di movimento dello specchio
stesso sono limitate, non si riesce ad ottenere una regolazione decente, specie per chi e' molto alto o molto basso. L'unica soluzione e' allentare il manubrio e farlo ruotare in avanti; questo anche perche' il gruppo specchio non puo' ruotare sul manubrio in quanto la base e' bloccata da un dentino che entra nel manubrio stesso in un'unica posizione... e quindi o si spacca il dentino x svincolarlo dalla sua posizione, o si ruota il manubrio”.

6) Il cavalletto è uno dei problemi “storici” della Ducati. Sempre troppo in avanti rispetto al baricentro della moto con la conseguenza che bisogna stare attenti a parcheggiare in perfetto piano per non rischiare un eccessivo sbilanciamento della moto. Inoltre sia io che Betta l’abbiamo trovato scomodo in quanto privo di staffe laterali per facilitarne l’utilizzo. Si deve agire con la punta del piede per raggirare la pedalina che sta proprio sopra, o saldare una staffa “fai da te” come ha fatto Betta.

Multistrada

7) La moto che mi è stata affidata aveva 7.800 km e già presentava sbavature di olio dal tappo dell’olio motore e dal coperchio dell'albero delle punterie del cilindro verticale. Appena presa, l’ho lavata per benino, eliminando anche le tracce di olio. Ho fatto circa 2000 km e le sbavature di olio si sono ripresentate

Multistrada

8) La frenata risulta molto buona. L’unico neo - che non influisce comunque sulla qualità della frenata - si ha quando i dischi si surriscaldano: come si va a pinzare a fondo, si innesca una fastidiosa oscillazione simile a quella che si percepisce quando i dischi sono storti. Questo probabilmente a causa dei dischi che sono semiflottanti.

9) Ho avuto problemi di stabilità e precisione a causa delle gomme che ho montato. La Ducati ha appositamente studiato per questa moto un nuovo tipo di pneumatico, il Pirelli Scorpion Sync (derivati da quelli usati sulle maxi enduro, ma “stradalizzati”) che però ancora molti gommisti non hanno disponibile. Al momento di partire mi sono fatta consigliare cosa montare in sostituzione: un ragazzo mi aveva sconsigliato il Dunlop D 207 per il profilo poco “bombato” che dava forti problemi di stabilità. Così ho scelto di provare i Metzeler Rennsport, conservando le stesse misure fornite dalla casa ossia 120/70-17 e 180/55-17. Nessun problema per i primi 2000 km circa, dopodiché le gomme si sono parecchio appuntite dando origine a ondeggiamenti della moto e alleggerimento dell’avantreno in uscita di curva, con relativa imprecisione delle traiettorie impostate.
Inizialmente ho pensato fosse un problema di pressione delle gomme. Sono partita da Roma con pressione post. a 2,6 e ant. 2,3; ho calato la pressione a 2,4 il posteriore e 2,2 l’anteriore ma il problema persisteva. Così ho deciso di agire sulle sospensioni: nonostante mi sembrasse strano che questo fenomeno fosse passato inosservato per circa 2000 km, ho provato ad indurire l’ammortizzatore posteriore (Showa, completamente e facilmente regolabile grazie ad una manopola esterna per il precarico molla). Il problema però perdurava. Al mio rientro a Roma per risolvere questo arcano mistero ho chiesto a Betta di fare un cambio di moto e come per magia gli ondeggiamenti sono spariti, la moto sembrava correre su un binario. E' possibile che le gomme facciano questa differenza?? Non parlo di differenze di prestazioni ma di differenze fondamentali per l’assetto della moto.
Ciò è forse dovuto ad un equilibrio “precario” della ciclistica del Multistrada che si conserva solo ed unicamente con quelle gomme? Se così non fosse, la Casa produttrice dovrebbe almeno indicare un’alternativa sulle gomme da montare, senza che sia il cliente stesso a fare le prove (ad es. qualche proprietario di Multistrada dice che si è trovato piuttosto bene con le Michelin o con le Diablo). Impressioni di guida di Betta sulla mia Multistrada (rossa): “La rossa sguiscia fuori dalla curve imprevedibilmente trasmettendomi una imprecisione in uscita di curva pazzesca: cio' mi toglie sicurezza e mi fa limitare il gas. Al contrario la mia mi trasmette feeling e sicurezza e apro più a cuor leggero. Seriamente la mia sembra andare su un binario, senza mai deludere le mie aspettative di traiettoria. La trovo stabile, piantata e percio' molto molto divertente. Saranno le Rennsport montate sulla rossa a farla andare cosi'? boh! Con la Multistrada di Chiara mi sento rimbalzare sulle curve del Terminillo come una palla, questa cosa non e' che mi dia un buon feeling”.
Come potete notare dalle foto, il disegno delle due gomme è molto diverso tra loro, e nonostante le misure dei pneumatici siano le stesse, le Pirelli sembrano i pneumatici di un “trattore” mentre le Metzeler quelle di uno scooter!

Multistrada
Multistrada

10) Il bottone dell’avviamento elettrico agisce in modo non costante sull’accensione della moto. Alcune volte si accende al primo tocco, altre volte devi aspettare qualche secondo con il dito premuto prima dell’accensione. Se non si accende subito, bisogna rimanere con il dito premuto e non provare a spingere più volte perché si allungano solo i tempi di attesa.

11) La parte anteriore della carena è costituita lateralmente da 2 plance. Quella di sinistra è fissa e unita alla moto da alcuni dentini di plastica, quella di destra si apre e funge da porta documenti.
La plancia di destra si richiude facendo una decisa pressione su 2 perni fissati su un piccolo piedistallo di plastica… a lungo andare ho paura che, tra vibrazioni e pressioni, la plastica si vizi e quindi non si richiuda più bene. In Trentino ho incontrato un multistrada grigio con il nastro da muratore che univa la plancia di sx con la parte superiore della moto per evitare che si aprisse. Mi sono avvicinata, i dentini interni erano spaccati eppure sulla fiancata non c’era nessun graffio che potesse far pensare ad una caduta. Anche la mia Multi rossa ha alcuni dentini interni spaccati… mi dicono che non è mai caduta (la carrozzeria è perfetta) eppure è leggermente viziata rispetto a quella di dx

Multistrada
Multistrada

12) Personalmente non mi è mai capitato, ma molti proprietari di Multistrada lamentano problemi a mantenere la moto accesa a regime minimo. Ossia si spegne ogni volta che ci si ferma ad un semaforo o comunque quando si scende sotto i 1500 giri circa. Anche Betta ha riscontrato lo stesso problema che però è stato risolto con il primo tagliando dove le hanno rimappato la centralina. Ad altri invece il problema persiste anche dopo il primo tagliando.

13) Ultimo punto… che è quello più “divertente”: parliamo del galleggiante della benzina. In 5000 km fatti su questa moto non sono mai riuscita a fare un calcolo dei consumi. Nonostante ci sia tanto di apparecchio digitale sulla strumentazione, i conti non mi tornavano. E riflettendoci su ho notato che anche le varie prove del Multistrada che ho letto (ne ho lette 6 tra testate giornalistiche e siti) nulla dicevano sui consumi. Motivo? Forse è questo.
La Multistrada ha un serbatoio di ben 20 litri. Nella strumentazione digitale l’indicatore della benzina ha ben 15 tacche che diminuiscono man mano che si consuma benzina. Fin qui tutto normale.
Il massimo della benzina che ho messo, con la spia della riserva già accesa da parecchio tempo e quindi con la preoccupazione di rimanere da un momento all’altro per strada, è stato di 14,50 euro. Il massimo pieno fatto da Betta – sempre con spia accesa da parecchio tempo - è di 16,00 euro.
Normalmente sia io che Betta dopo circa 30km con spia accesa facevamo il pieno con 10.00 euro. E non era raro che su qualche strada di montagna la spia si accendesse con conseguente rallentamento della velocità da parte nostra per diminuire i consumi, in attesa di trovare un benzinaio. Facevamo anche 30/40 km con la spia sempre accesa. Non appena trovavamo un benzinaio ci si illuminavano gli occhi per lo scampato pericolo di rimanere a piedi e… sorpresa!!! O riuscivamo a mettere solo 6 euro di benzina, o le tacche, come per incanto, ricomparivano fino quasi metà serbatoio!!!!
Purtroppo mi sono accertata della capienza del serbatoio solo una volta ritornata a Roma, altrimenti bastava fare un calcolo sul chilometraggio effettuato.
Ma quello che mi lascia più perplessa è che se la spia si accende quasi regolarmente dopo 200 km e il “pieno” che riuscivamo a fare era spesso di 10,00 euro, ovvero poco meno di 10 litri di benzina, vuol dire che la riserva si accende con ancora 10 litri di carburante nel serbatoio! E la miseria che precauzioni!!!
Il problema è che questo episodio spesso accade, ma non sempre: talvolta, trascorsi anche 200 km, la spia non si accende, e come fai a capire a che punto sei? Come fai a calcolare i consumi se prima fai 200km con 10,00 euro e spia accesa, e poi li superi abbondantemente senza tracce di spia?
L’unica cosa per star sicuri, secondo me, è svuotare completamente il serbatoio, fare il pieno per vedere effettivamente quanta benzina (e quanti Euro) entra… e poi fare un po’ di calcoli azzerando il contachilometri e vedere mano mano che si rimette benzina ancora quanti litri ne rimangono (ignorando quindi la spia), in modo da poter arrivare a determinare ogni quanti chilometri effettivi si va in riserva.
Però, tutta 'sta tecnologia digitale e poi bisogna fare i conti dei consumi con il misurino!!

Conclusioni
In marcia il Multistrada è imbattibile, è un progetto azzeccatissimo e faccio tanti complimenti alla Ducati per averlo realizzato. L’idea è innovativa e funziona, e per questo sarei ben felice di sborsare 11.500 euro.
Ma a mio parere prima di chiedere una cifra del genere Ducati dovrebbe risolvere tutte queste piccole magagne che si porta dietro da anni. Invece di pagare fior fiori di milioni gli ingegneri per nuovi designer che poi risultano essere alquanto discutibili, perché non dedicare una maggiore attenzione ai dettagli?
Quelli che ho elencato sono cose banali ma al tempo stesso molto fastidiose per chi sborsa quella cifra. Non so se il problema dipenda dal fatto che Borgo Panigale non abbia una catena di montaggio che possa permettere un assemblaggio preciso delle moto; non so se invece viene totalmente trascurata la fase del “controllo qualità” prima che la moto esca dalla fabbrica. Oppure se è dovuto all’indifferenza della Casa verso questi problemi perché il prodotto viene venduto ugualmente.
Se solo Ducati dedicasse alla produzione commerciale anche una piccolissima parte di quelle attenzioni che la portano a primeggiare sia nella Superbike che nella MotoGP, sarebbe una bella vittoria anche per noi clienti appassionati.

Ok, Mr. Hide, ma vuoi sapere qual è la magia del Multistrada? Basta accenderla e salirci su per dimenticare tutto quanto.
Firmato: Dott. Jekyll.

Chiara&Betta

Joey Dunlop Club – www.jdclub.it
Si ringrazia per la collaborazione Enrico Zampognini, tecnico federale.
Per ulteriori informazioni www.ducati.it

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SCHEDA TECNICA

DUCATI MULTISTRADA

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