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SUZUKI RGV 250 GAMMA

Dalla pista alla strada (e viceversa)
Per chi vuole avvicinarsi alla moto sportiva, evitando l’approccio con moto impegnative. Il peso contenuto (140 kg a secco) lo rende un mezzo facilmente governabile.

Design: belle grafiche aggressive, e ottimi accostamenti cromatici nelle varie annate: si va dal bianco/blu al nero/fucsia fino al bianco/celeste o bianco/rosso delle prime versioni. Mi raccomando, ragazze, ad abbinare il colore dei capelli!!

Comandi & cruscotto: cruscotto completo e ben leggibile in tutte le sue parti. Qualcuno potrebbe contestare la mancanza dell’indicatore carburante, ma cosa volete, non è mica una moto da turismo!!! La leva del freno è regolabile in 4 posizioni, così quelli con le dita corte sono accontentati.

Posizione di guida: tipicamente sportiva. Il mio metroesessantatre di non-altezza si è trovato perfettamente inserito nella moto, l’incavo del serbatoio da’ comodo spazio alle ginocchia (che i giapponesi siano tutti come me??). Le braccia non sono eccessivamente distese, ma i più alti potrebbero alla lunga soffrire ai polsi. Il cupolino offre una buona
protezione, a patto ovviamente di stendersi sul serbatoio!!

Comfort: il pilota ha a disposizione una bella sella su cui spostarsi nell’impostazione delle pieghe. Il passeggero… dovete proprio portarlo? La zavorra di turno ha a disposizione uno strapuntino sopraelevato, non il massimo per l’aerodinamica, soprattutto se si ostina a stare ritto come un… totem. Mancano maniglie dove aggrapparsi, di conseguenza in qualche frenata potreste ritrovarvelo addosso!!! Inoltre, costretto nella sua posizione “a
ranocchio”, dopo solo qualche km, vi supplicherà di scendere per sgranchirsi le gambe. Meditate, gente, meditate: questa è una moto che si guida e si gusta da soli!

Motore & prestazioni: UNA BOMBA. 62cv su 140 kg è un bel rapporto peso/potenza (come la monster 900 per capirci). Lo so che queste cose non si fanno ;-)))), e non fatele nemmeno voi, a meno che non siate in circuito: partenza da ferma, sui 400 mt tiene tranquillamente testa ad una 600, anzi nei primi 100 se ci sapete fare col cambio ed il gas, ci sta anche davanti. Poi alla distanza viene fuori la differenza di CV…

Freni:   Doppio disco ant 300 mm c/pinze a 4 pistoncini, post da 210 mm. HO DETTO TUTTO. Praticamente sono quei tipi di impianti che tu pensi di frenare… E loro stanno già frenando.

Pregi e difetti:  Un mostriciattolo divertentissimo, con consumi proporzionati al vostro livello di “smanettosità”: andate “allegri” e vi fa 12 con un litrozzo di benza, andate tranquilli e vi fa anche 22 km/lt (voglio proprio vedere chi riesce a trattenersi con questa moto!!?) Essendo 250cc rientrate in una categoria assicurativa + economica.

Consigli: Dopo 13.000 km su questa moto, mi permetto di darvi qualche consiglio: non lesinate sulla qualità dell’olio motore e olio cambio. Ogni 3.000 km circa il cambio cominciava a far rumore ed a diventare più difficile l’innesto delle marce. Il problema spariva con la sostituzione dell’olio cambio. Per quanto riguarda la messa in moto a pedale (manca il magico pulsante), il mio metodo consisteva nel portare la pedivella lentamente giù fino al punto in cui sentivo una certa resistenza, e solo allora dare un bel
calcio con tutta la forza possibile.  Disponibile a fotocopiare il manuale a chi dovesse averne bisogno.

(Porzia)

Confermo tutte le impressioni di Porzia. Aggiungerei una considerazione sull'altezza... io sono sette cm piu' alta di Porzia, 1,70: l'avantreno caricato e la posizione sdraiata sul serbatoio, uniti alle pedaline un po' altine e arretrate mi obbligano a patire dei gran mal di schiena cervicali dopo un centinaio di Km. Porzia ha ragione nella sua ipotesi che facciano male i polsi a chi ha le braccia un po' lunghette: le vibrazioni della moto si sentono fino alle spalle! Per il resto la descrizione e' fenomenale e la moto pure: io sono ancora molto imbranata... ma la apprezzo parecchio!!!

(Cristina)


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