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Moto: SUZUKI VSTROM

COMPARATIVA
SUZUKI V-STROM 650 - HONDA TRANSALP - KAWASAKI KLE
A CONFRONTO

SUZUKI V-STROM 650 - HONDA TRANSALP - KAWASAKI KLELa prova della nuova nata in casa Suzuki, già apparsa sulle pagine di questo sito, ha suscitato in molti lettori l’idea di un interessante confronto con altre due candidate concorrenti: Honda Transalp 650 e Kawasaki KLE 500.

Non siamo state le sole a percepire l’aria di sfida, MOTOCICLISMO ha infatti deciso di organizzare una comparativa tra queste tre moto, così, grazie ad un loro invito, eccomi in sella rispettivamente a V-Strom, Transalp e KLE. Sullo sfondo di quest’avventura comparativa una magica Sardegna che ci ha accolti con temperature miti e un sole quasi primaverile!

SUZUKI V-STROM 650 - HONDA TRANSALP - KAWASAKI KLEIN PARTENZA!
Il traghetto per Porto Torres ci attende per le 20.00 a Genova. La redazione di Motociclismo mi da’ il benvenuto in una soleggiata ma gelida giornata d’inverno milanese. Pochi gradi sopra lo zero mi fanno già sperare in un clima più clemente una volta imbarcati.
Il tragitto verso Genova è breve, ma il buio ci coglie a metà strada e le mie dita sono pressoché tutte congelate. In autostrada ho apprezzato la migliore copertura aerodinamica della Suzuki rispetto alle altre moto in prova.
Giunti in Sardegna il termometro sale di almeno 10 gradi rispetto a quello milanese. Il sole riscalda l’asfalto e non vedo l’ora di provare queste moto tra le curve.

In realtà ci si può fare un’idea anche solo osservandole: la KLE è un progetto un po’ datato, è più piccola delle altre concorrenti (solamente 500 cc. di cilindrata) e proprio le dimensioni ridotte fanno pensare a una minor protezione per chi ama viaggiare, e viene proposta ad un prezzo di listino di 6.070,00 euro.
Anche la Transalp ha attraversato più di un decennio di storia motociclistica, con la differenza di essersi meglio conformata ai tempi, subendo nel corso degli anni diverse modifiche e qualche restyling. La Honda è mossa da un propulsore a V di 650 cc, che la pone maggiormente in competizione con la V-Strom rispetto alla piccola di casa Kawasaki. Punto a sfavore per la Transalp il prezzo di listino, superiore a quello delle altre concorrenti: 7.770,00 euro.

SU STRADA
Dal punto di vista del comfort di guida, devo ammettere che ho trovato la sella della KLE davvero scomoda: l’imbottitura molto morbida, si rivela in effetti controproducente. Dopo pochi km sulla Kawasaki ci si ritrova sprofondati, a contatto con il serbatoio, senza la possibilità di adottare una posizione più comoda ed il fondoschiena comincia a dolere. Il motore 500 bicilindrico produce parecchie vibrazioni e le lunghe percorrenze non sono consigliabili a cavallo di questa moto. Anche la posizione della braccia è un po’ scomoda per viaggiare e la copertura aerodinamica è veramente ridotta.
Vorrei però spezzare una lancia a favore della KLE come moto per principianti: la limitata altezza della sella (dovuta anche allo sprofondamento della stessa – chi come me è alto un 1.70 tocca con entrambi i piedi per terra) e le dimensioni più gestibili rendono effettivamente molto più agevoli tutte le manovre da fermi. Le inversioni ad U si effettuano senza troppi problemi ed anche i meno esperti riusciranno ad evitare cadute imbarazzanti. Il motore potrebbe avere un po’ più di coppia ai bassi regimi, ma la moto risulta comunque facile da gestire. I freni invece hanno poco mordente e risultano poco modulabili.

La Transalp si addice maggiormente ad un uso turistico: una migliore protezione aerodinamica, un motore più corposo e freni decisamente più potenti le conferiscono un comfort di guida superiore. Poco pratica nel cavalletto laterale, l’assenza di un “invito” per il piede che spesso costringe il pilota a cercare ripetutamente la stampella, soprattutto se si utilizzano stivali che diminuiscono la sensibilità del piede. Le manovre in condizioni di spazio ridotto risultano un po’ faticose a causa dell’altezza da terra. Io stessa faticavo nelle inversioni di marcia. Un altro particolare che si presta poco ad una moto turistica è il tappo del serbatoio il quale, una volta aperto, non ha alcuna cerniera di aggancio al serbatoio e giunti alla pompa della benzina - magari con una borsa da serbatoio carica di bagagli - impaccia le manovre di rifornimento I paramani possono essere utili in caso di temperature invernali, come ad esempio, durante la nostra prova. Offrono una discreta protezione che si è rivelata particolarmente utile quando ci siamo imbattuti per diversi chilometri in una tempesta di neve.

La nuova V-STROM è quella che ho maggiormente apprezzato dal punto di vista della guida. I pneumatici sono di tipo stradale, con la gomma posteriore di 150/70, che forse la rendono meno agile, ma più spassosa nella guida sportiva. I freni sono ottimi per la categoria, hanno un buon mordente che assicura un’efficace decelerazione coadiuvata da una ciclistica più rigida e precisa. Il motore è il più potente con ben 67 cavalli ma trasmette meno vibrazioni rispetto alle concorrenti. Tutto ciò la rende adatta a lunghe trasferte e divertenti passeggiate sui tratti di montagna. La cosa che più mi ha colpito è stato il feeling che ho avvertito appena salita in sella. Pur superando i 200 Kg di peso (con liquidi e benzina) la moto non sembra affatto pesante. L’unico problema può esser dato dall’altezza (cm 82) e dalla larghezza della sella che fanno sì che io tocchi a malapena con le punte dei piedi. La linea è moderna, spigolosa e fa sembrare questa moto più imponente e pesante di quanto in realtà non sia. Il cupolino è regolabile su tre posizioni e, nonostante l’operazione non sia proprio velocissima (è infatti necessario smontare tutte le viti ed il supporto), ogni motociclista può trovare la regolazione più idonea alla propria altezza.

FUORI STRADA
La tendenza di quest’ultimi anni è stata quella di consentire l’utilizzo delle moto di questo genere anche in ambito turistico o cittadino, sacrificandone l’indole enduristica a favore di un assetto più stradale; durante la prova abbiamo comunque testato la loro naturale predisposizione a questo genere di utilizzo, per chiarire eventuali dubbi.
E’ stato interessante paragonare le sensazioni su percorsi fuoristrada dei giornalisti di Motociclismo (con una buona esperienza di guida off-road) con la mie, che possono rispecchiare quelle di una neofita.

Ciò che è emerso è che la KLE è la più facile da gestire, poiché l’impostazione è più enduristica, i pesi e le dimensioni sono minori, il piccolo cupolino fornisce una buona visuale e l’altezza della sella consente un miglior appoggio per le manovre. Il motore 500 non scarica a terra neanche 50 cavalli, cosicché anche chi non “mastica” quotidianamente lo sterrato può sentirsi a proprio agio con questa moto.

La Transalp è ancora un buon compromesso; anche se sicuramente, per chi è abituato all’asfalto, significa faticare un bel po’ quando le ruote appoggiano su ghiaia e sassi. Di fatto, la gomma da enduro la pone in vantaggio rispetto alla V-Strom, che fuori dalla strada è la più difficile da gestire. Il peso e le dimensioni diventano fastidiose se il suolo non fornisce il grip necessario e la gomma di tipo stradale non si addice a questo genere di trasferte.

La mia conclusione è che la V-Strom di enduro abbia veramente poco. Le sensazioni di guida sono piacevoli e si addicono maggiormente ad una moto stradale. Rispetto alle altre è dotata di una strumentazione moderna e completa, con l’indicazione del livello della benzina e una grafica decisamente più accattivante, soprattutto rispetto alla KLE che pare sia rimasta quella di dieci anni fa. Il prezzo è di 7.160,00 euro indicativo ed è disponibile nelle colorazioni blu e argento.
Se quel che si cerca è un buon mezzo per divertirsi e per viaggiare, anche con un passeggero, sono sicura che la Suzuki sia davvero un’ottima scelta.

SFONDO:
In Sardegna siamo stati ospiti del meraviglioso HOTEL LE DUNE situato tra alcune dune di sabbia presso la località di Piscinas (CA). Fuori stagione sono previsti dei prezzi veramente vantaggiosi per chi volesse soggiornare in questo luogo meraviglioso, dove gli occhi, il cuore e il palato possono trovare davvero qualcosa di cui stupirsi. L’albergo sorge nei pressi delle vecchie miniere ormai ridotte a rovine che regalano uno scenario davvero particolare.
L’unico neo per i motociclisti più sportivi è dato dai circa 5 Km di sterrato necessari per giungere fino all’Hotel. Affrontabili ma con un po’ di cautela. (Hotel Le Dune – Piscinas – 09030 Ingurtosu – Tel. 070.977130 Fax 070.977230 – www.leduneingurtosu.it - info@leduneingurtosu.it)

Ringraziamenti:
Ringrazio tutto il cordialissimo staff di Motociclismo che mi ha permesso di realizzare questa prova (fornendomi anche l’abbigliamento necessario) ed il fotografo Gianluca Bucci (inviato di Motociclismo).

Mary

GALLERY FOTOGRAFICA

per maggiori info sulle moto, cfr. www.suzuki.it - www.hondaitalia.com - www.kawasakinewmodels.com

 

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