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Moto: APRILIA TUONO

APRILIA TUONO, CHE TEMPESTA!

Aprilia TuonoEro curiosa di sapere quali fossero le analogie tra l’Aprilia Tuono e la “costola” da cui ha preso forma, la sorellina RSV1000. Inoltre desideravo conoscere quali sarebbero state le difficoltà per una donna che avesse deciso di acquistare una moto che per tipologia (naked) si colloca tra le moto accessibili ad un più vasto pubblico, ma che sulla carta risulta davvero potente e “cattiva”.

Ad una prima occhiata si ha proprio l’idea che la Casa di Noale abbia svestito la RSV1000 e le abbia cambiato il nome.
Le linee sono aggressive e massicce e saltano subito all’occhio, il telaio verniciato in bronzo in tinta con il forcellone. Le forme sinuose sono un po’ appesantite dal cupolino preso in adozione direttamente dalla RSV e ridisegnato per trovare collocazione davanti al nuovo manubrio.
Rispetto alla prima nata in famiglia “Tuono”, per contenere i costi e renderla accessibile anche nel prezzo, è stata modificata parte della componentistica. Si rimane quanto mai meravigliati nel constatare però che è di ottimo livello: la forcella Showa di tipo up-side-down (steli rovesciati) è completamente regolabile, come anche l’ammortizzatore idraulico Boge che si può regolare in estensione, compressione e precarico, ed anche in altezza.
Nel cupolino trova collocazione la strumentazione in parte analogica e in parte digitale. Le linee sono un po’ troppo squadrate, ma i display sono chiari e di facile lettura e di notte si illuminano di un rosso fuoco quasi diabolico a sottolineare lo spirito racing di questa moto.
I comandi al manubrio sono un po’ meno immediati: il clacson e le frecce sono invertite tra loro e si fatica a capire se il pulsante che spegne il motore è inserito o meno.

SU STRADA
Salendo sulla Tuono ci si accorge immediatamente quanto assomigli alla RSV: la sella è alta da terra (830 mm) e le misure sono da moto sportiva.
Questo si traduce in un pregio per i biker più esperti, ma purtroppo in un difetto per i meno esperti e il pubblico femminile più basso di un 1.70 m.
Per quanto sia maneggevole i 204 kg della Tuono si fanno sentire nelle manovre a bassa velocità o da fermi.
La sella alta e abbastanza larga impedisce ai meno alti il completo appoggio dei piedi a terra e le inversioni a U risultano un po’ faticose.
Tutto questo sembra sparire non appena il bicilindrico di 60° inizia la sua corsa. La ciclistica è precisa e si avverte l’anima racing del mezzo. L’ingresso in curva risulta fluido e istintivo, la percorrenza è stabile e solo in uscita bisogna moderare l’apertura del gas per evitare di allargare la traiettoria impostata.
Grazie all’ammortizzatore di sterzo di serie vengono eliminate anche le “sbachettate” di potenza, benché sia inevitabile alzare l’avantreno se si ruota con troppo vigore il comando del gas.
I freni sono buoni, anche se bisogna imprimere una certa forza nel tirare la leva, ed anche nelle staccate più vigorose, trasmettono un buon feeling al pilota.
E’ il motore il vero punto di forza della Tuono. Tra le maxi naked è la più veloce (con velocità rilevate di 250 km/h effettivi) e probabilmente, dati i risultati nelle competizioni, se ne può trarre un ottimo utilizzo anche in pista.
Per strada, la sensazione che trasmette un bicilindrico mille, è quella di non dover mai cambiare marcia. Ai bassi è talmente corposa che anche effettuando i tornanti con marce alte, non si rischia mai di sentire la moto “cadere” verso l’interno della curva. E’ sufficiente aprire leggermente il gas per sentirsi cullati in percorrenza di curva ed uscirne anche con una buona spinta. Questo si traduce in una facilità di guida che consente di non impegnarsi troppo anche nei percorsi con tornanti stretti e salite ripide, regalando divertimento anche a chi non ama “tirare il collo” alla propria due ruote.

UTILIZZO DELLA MOTO
Il mio giudizio è che sia un’ottima moto per le gite domenicali in montagna; chi acquista una Tuono predilige i percorsi “tutte curve” e la guida sportiva. In autostrada, la poca protezione aerodinamica affatica il viaggiatore e il passeggero non gode di un appoggio comodo: la sella posteriore è molto dura, nelle lunghe percorrenze diventa un problema. Inoltre la posizione alta rispetto a chi guida fa si che il passeggero gravi interamente sul serbatoio e sul pilota, dato che mancano altri appigli (altezza sella posteriore 980 mm). Il posizionamento della sella posteriore però consente un buon bilanciamento delle masse e in curva il passeggero non influisce troppo sull’assetto generale della moto, in modo da non compromettere il divertimento.

Chi è alle prime armi si troverà un po’ in difficoltà a causa del motore molto potente e del peso di poco superiore ai 200 kg. Inoltre, le manovre sono rese più complicate dall’altezza della sella, quindi chi non supera 170 cm di altezza dovrà preventivare di effettuare gli spostamenti scendendo dalla moto.
Per chi, invece, non è alla prima moto, posso assicurare che la ciclistica e il motore di questa moto sembrano davvero quelli di una Superbike, facilitati però da un manubrio più alto e da qualche cavallo in meno che la rendono molto agile e facile da guidare.
Purtroppo anche il prezzo è molto simile a quello delle supersportive (11.830,00 euro), ma forse ne vale la pena, data la dotazione di serie e le alte prestazioni, avvalorata dalla garanzia di tre anni Aprilia.

Mary

La moto e' stata gentilmente messa a disposizione dal concessionario
MOTOBALEANI
Via del trebbio 61043 Cagli (Pesaro) tel. 0721790248

GALLERY FOTOGRAFICA
SCHEDA TECNICA

APRILIA TUONO

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