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Federica & Ducati Monster 400

SONO UNA DONNA, NON SONO UNA SANTA MA SICURAMENTE…UNA MOTOCICLISTA!

Sarà capitato sicuramente a molte di voi (se non quasi a tutte!) di aver notato sul volto di chi vi stava vendendo una moto una curiosa espressione, o sarebbe meglio chiamarla "smorfia di curiosità, stupore o soddisfazione", che indistintamente in tutti questi maschietti ha provocato l’innalzamento innaturale e fuori misura del loro sopracciglio! Vero? Credo proprio di si’.
Andiamo...pensateci bene...quando ci siamo recate a comprare una moto, non è stata la stessa atmosfera di quando andiamo a fare shopping il sabato pomeriggio. Nessuna commessa o commesso si stupirà mai se volete comprarvi a tutti i costi quella minigonna adocchiata poco prima in vetrina e se si sentiranno di fare qualche commento perché le vostre gambe non sono come quelle di una top model, state tranquille...se lo terranno per loro, finchè non sarete uscite dal negozio, belle e soddisfatte!
Ma quando l’oggetto dei nostri desideri è stata la MOTO e quando siamo andate a sbavarle vicino, prima, ed a ritirarla, poi, cos’è successo veramente? Ve lo ricordate? Davvero sono rimasti tutti impassibili, dal primo all’ultimo momento? Pensateci ed io intanto, vi raccontero’ quello che è capitato a me.Federica
Era una bella giornata di Ottobre. Si’, lo so, sicuramente un periodo poco indicato per acquistare una moto, ma a volte c’è tutta una serie di circostanze che alla fine ti porta alla tua amata quando l’estate ti ha già salutata e le foglie morte ricoprono pericolosamente il manto stradale. E, dopotutto, se non avessi aspettato Ottobre, non avrei nemmeno il mio Monster 400 giapponese!!
Vengo al dunque. In quella bella mattinata autunnale, mi reco insieme al mio fidanzato dal concessionario. La moto era li’, per metà già mia ma dovevo ufficializzare l’acquisto e firmare il contratto.
Naturalmente il poveretto (si fa per dire! il concessionario) non mi aveva mai visto prima di quel momento, anche perché i primi accordi erano stati presi inizialmente per telefono, a causa dei miei impegni di lavoro.
Appena arrivata, i miei occhi si sono subito diretti alla mia "rossa": avevo il cuore che batteva all’impazzata; ricordo di aver sfiorato con due dita il serbatoio verniciato di rosso con un pizzico di timore misto a goduria pura!
Una volta all’interno dell’area acquisti, ci siamo seduti alla scrivania con il concessionario dall’altra parte del tavolo, quasi fosse un esame universitario! E che succede?
Forse per una certa mania di protagonismo a cui tutte noi tenderemmo in certi momenti, me compresa, mi aspettavo un bel colloquio col venditore, magari qualche complimento sulla scelta della moto, qualche domanda curiosa che mi riguardasse ed invece...il NULLA assoluto!
Il tizio si mette a parlare col mio fidanzato di tutte le caratteristiche della MIA moto, rivolgendosi unicamente a lui e SOLO a lui! Allora io faccio capolino dall’angolo del suo occhio e, ancora calma per poco, cerco di fargli capire che sono io l’interessata all’acquisto ma lui si volta appena, nemmeno mette a fuoco la mia sagoma e poi ricomincia la sua confessione desmodromica a tu per tu con la persona sicuramente meno interessata ad una moto di cilindrata nettamente inferiore a quella che già possiede.
In dieci secondi netti di sbigottimento assoluto mi chiedo se forse da quelle parti siano passate da tempi immemorabili orde di ragazze motocicliste, tanto da nauseare il concessionario in questione!? O se il tizio è davvero un motociclista?! Ma la realtà si rimpossessa di me e, ormai stufa e priva delle attenzioni dovute, alla fine esplodo…con educazione, ovviamente. Il timbro della mia voce è un tono sopra quello normale ma deciso e gli occhi sono fissi sul venditore del mio sogno; le parole sono brevi ma concise: Mi scusi – dico, sorridendo a denti stretti come un pitbull nevrotico – ma sono IO che sto comprando la moto!
Per un attimo ho anche temuto che dall’angolo della mia bocca sgorgasse un filino di bavetta idrofoba!
Se non capisce cosi’, penso tra me e me… Non posso cambiare concessionario perché solo lui ha “quella” moto (come dire, ha la moto dalla parte del manico) ma alzarmi da quella sedia da esaminanda poco considerata, mentre in una mano stringo già il libretto degli assegni ed andarmene, dopo avergli consigliato di andarsene a vendere il ghiaccio in Antartide, è una tentazione che a fatica cerco di sottovalutare!!!
Il tizio mi guarda, alza il sopracciglio come per dire "ma certo piccolina, certo che avevo capito che eri tu" ma non m’incanta e lo vedo che nel continuare a parlare (sembra con un po’ meno entusiasmo,ora) , fa uno sforzo sovrumano per mantenere la sua orbita oculare verso il mio visino, che ora sorride come un angioletto col forcone, e non verso il mio fidanzato che nel suo profondo si era già rassegnato da tempo al peperoncino motociclista che ha al suo fianco.
A colloquio finito ed a contratto firmato (E’ MIAAAAAA!!!!), stringo la mano al concessionario per fargli sentire che sono consapevole del mio acquisto e di me stessa; gliela stritolo davvero, un po’ per rabbia, un po’ per gioia, un po’ per tentare di trasmettergli il fluido della passione motociclista di cui ultimamente lui mi sembra un po’ carente, un po’ perché si ricordi davvero, stavolta, di una ragazza che è venuta da lui per realizzare il suo sogno!
E come per miracolo...Si accorge di me!
"Che bella stretta da motociclista!" esclama!
La bavetta idrofoba sta per ricomparire ma l’energia che scorre dentro di me preferisco dedicarla tutta al mio grande Amore rosso che mi sta aspettando li’ vicino.
Forse entrambi abbiamo troppa voglia di sentire finalmente il vento scivolarci addosso.

Federica "Kenny" Rinaldoni

LETTERA DI UN MOSCERINO AI MOTOCICLISTI
Cari Motociclisti,
non è colpa mia se sono nato moscerino.
Non è colpa mia se la bella stagione arriva per entrambe le nostre categorie e se questo bel sole ci invita ad uscire ed a scorrazzare ovunque ci siano spazi aperti.
Dopo un lungo e freddo inverno, con il gelo o con la pioggia, noi dovevamo ancora nascere e Voi ve ne stavate al calduccio, o nel vostro garage a contemplare il Vostro bolide,crogiolandoVi nei pensieri che Vi avrebbero portato a viaggiare con la Vostra moto ovunque avreste desiderato sotto il primo sole caldo: giornate trascorse in pista o su belle strade di montagna, ricche di tornanti da fare in un senso e nell’altro.
Avete benedetto le tiepide e clementi giornate di Dicembre se Vi hanno permesso di fare qualche km tutti infagottati soprattutto perché siete tornati a casa con la visiera del casco, i fari ed i cupolini delle Vostre moto puliti, perché noi non stavamo ancora in giro. Noi.
Adesso è tornata la bella stagione, le ore di luce sono aumentate, il traffico è aumentato, le moto hanno invaso le strade, tutte le strade.
Non è colpa mia se talvolta anche noi organizziamo dei raduni. Non so per Voi, ma per noi i raduni sono soprattutto degli incontri d’amore.
Noi sfoggiamo le nostre microscopiche qualità che purtroppo sono poca cosa rispetto ai Vostri caschi multicolore ed alle Vostre carene scintillanti, lo so.
Io non ho ancora capito chi organizza i nostri raduni ma sicuramente ci sono dei Moscaclub più fortunati rispetto ad altri; ho notato, per esempio, che se ci organizziamo in mezzo ai prati sicuramente a fine giornata arrivano vivi molti più partecipanti rispetto a chi li organizza sulle tangenziali! Naturalmente noi abbiamo sempre dei predatori naturali in agguato, lo so, ma questo fa parte del ciclo della vita e della sempre eterna catena alimentare.
Però penso anche a quei “mosco-raduni” in mezzo alle strade, con l’aria così calda ed invitante che sale su dall’asfalto rovente, a quelle nuvolette impazzite di chi come me fa ruggire le sue alette, esibendosi in giri vorticosi e velocissimi (altro che le Vostre impennate!) e in un attimo….
SPLAAAT !!!
Arriva qualcosa di inaspettato, di ancora più veloce, di invisibile per alcuni o come una fortissima luce abbagliante per altri. E tutto finisce.
Chi ci guarderà per la prima ed ultima volta sarete proprio Voi: poco prima di graffiarci via con una spugna bagnata del miglior sapone “antimoscerino” del mondo, imprecando perché Vi abbiamo profanato la triade visiera-faro-cupolino ed esaltandovi con i Vostri amici perché si sa : più moscerini hai,più veloce vai .
Forse qualche a motociclista potrebbe pure scappare la battuta che i moscerini morti spiaccicati sulla sua moto hanno, in fondo, fatto una bella morte ma, credetemi, io, ad un bicilindrico preferisco le mie bi-alette che ancora mi faranno volare per qualche ora.
Ma capisco anche Voi, motociclisti…come potreste evitare orde di “mosco-raduni” che Vi si piazzano all’improvviso davanti ad una bel rettilineo finalmente libero?
E capisco pure il fastidio della visiera trasformata in un campo di battaglia a fine giornata, che Vi fa fare uno slalom di orbite tra microcorpi senza vita e macchioline indistinte per mettere a fuoco la strada che state percorrendo.
Cari motociclisti, dal canto mio, posso solo dirVi che spero sempre di far parte di un “moscoclub” che organizzi i nostri raduni solo in mezzo ai prati e che… se un giorno rinascerò, spero di rinascere MOTOCICLISTA anche io!

Un Moscerino

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