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Michela & Yamaha R1 - Milano

La mia passione per le due ruote è nata un po’ perché in famiglia ci sono sempre state le due ruote, un po’ per forza. Mi ricordo che mio padre aveva una HONDA 400 FOUR ROSSA e alle domenica portava i suoi 5 figli a fare un giretto... una alla volta chiaramente. Poi crescendo, una delle mie sorella si comperò una Kawasaki GPZ 550, un'altra una VESPA PX 125 e chiaramente io a 14 anni giravo con un mitico Garellino 50 (truccatissimo). Il "per forza" lo si deve al fatto che sono nata e cresciuta in campagna dove c'erano pochissimi mezzi pubblici per spostarsi.
E così negli anni, dal Garellino 50 sono
passata ad una Cagiva Aletta Electra 125 con la quale ho girato mezza Italia
(di nascosto dai miei, tra l'altro..), poi ho avuto una Guzzi V 35 Imola II,
poi una bellissima e robustissima HONDA REVERE 650 tenuta 4 anni e venduta
con 52.000 km (!) poi una Suzuki GSX 750F (pesante ma adeguata all'uso che
ne facevo) poi la Honda CBR 600 SPORT (fenomenale, un giocattolino) e ora,
da luglio 2001, la magica e mitica R1, che mi regala sempre tante belle
emozioni.
Ora non abito più in campagna, ma la passione e l'esigenza di sentire l'aria in faccia mi sono rimasti nel sangue.
Sono anni che giro in moto, ho guidato con ogni temperatura, da + 42 gradi (dentro la tuta in pelle mi sembrava di essere davvero in un forno) a -5 gradi (eh, si! non avendo alcun mezzo di trasporto a 4 ruote, non avevo molta scelta..), sotto la pioggia e persino sotto la grandine (che vi assicuro fa davvero tanto male!).
Davvero la sensazione di guidare una moto è unica, con qualunque tempo, da soli o in compagnia, in autostrada
o su strade di montagna dove i colori, i paesaggi sono persino più belli gustandoli dal sellino di una moto e solo chi ne possiede una riesce a capire cosa vuol dire. Mi rendo conto che spiegare certe "vibrazioni" che si percepiscono guidando una moto a chi non ha mai avuto l'occasione di fare un viaggio anche breve in moto è veramente difficile. Ma credetemi ne vale la pena! E poi la cosa bella è che ovunque ti fermi, se trovi altre persone in moto come te, è un attimo iniziare a scambiare quattro parole, perché tra motociclisti è così, c'è rispetto, solidarietà e cordialità che nascono tutti dalla stessa passione (se ci pensate, queste cose gli automobilisti se le sognano!! avete mai visto degli automobilisti salutarsi quando si incrociano????).
Sono stra-fiera di essere una Motociclista!

IN MOTO DAY, IMOLA

Lunedi 23 Ottobre 2000
h 7,40: partenza! fuori c'è una nebbia da paura, di quelle che ti invogliano a stare rintanato in casa, con le tue belle pantofoline e un buon libro da leggere... Ma l'appuntamento non può essere rimandato, è troppo importante e un'altra occasione così non ricapita... essere
state scelte per partecipare a un "corso" in pista, a Imola per giunta, e gratuitamente, non capita molto spesso, quindi... infilo il mio "tutone", di quelli che ti fanno sembrare l'omino Michelin, e via! Mi fiondo in autostrada, non posso fare tardi! Da Verona a Modena la
visibilità è pressoché zero, mi incollo dietro ad un'auto che ha più fretta di me, e così me la cavo in poco tempo. Arrivo a Imola in poco più di 1 ora e 30, compresa la sosta benzina e…
uno scambio di battute con il benzinaio, il quale esordisce dicendo "un motociclista nonostante il tempo da lupi?!?!?!...". Poi si accorge che non sono "UN" motociclista ma "UNA", e allora: "Wow, ma sei una ragazza, vero?…". La voglia era di rispondere "no, sono la sorella minore di Platinette", ma poi ho pensato che se avessi dovuto rispondere per le
rime a tutti coloro che ho incontrato finora, sorpresi nel vedere una ragazza sotto ad un casco nero, mi sarebbe venuto un fegato grande così, quindi ho lasciato cadere nel vuoto la sua battuta.
Beh, finalmente arrivo a destinazione... quante moto!!! ce n'erano di tutti i tipi, che spettacolo!!! L'emozione di stare in un posto tanto ambito, con tanti ragazzi pieni di entusiasmo come me, mi ha fatto salire la pressione e il battito cardiaco alle stelle!
I partecipanti iniziano ad entrare alla spicciolata nel box dove si tiene un briefing, gli organizzatori danno il benvenuto, si presentano Giulio Gori, Antonio Vitillo, Mario Lega (campione del mondo classe 250 nel 1977!), presente anche all'appello il Matitaccia (a onor del vero non erano solo queste le persone presenti, ma non ricordo i nomi degli altri e
me ne scuso...). Ci mostrano il tracciato, ci danno delle "dritte" sulla pista ma più che altro ci rassicurano su quello che andremo a fare durante la giornata... Sbrigate le "formalità", iniziano ad accendersi i primi motori e... si respira subito un'aria colma di eccitazione,
entusiasmo e anche un po' di ansia, almeno da parte mia - ero un pezzo di legno -. Il Matitaccia mi ha avvicina dicendomi "Scommetto che la più agitata del gruppo sei tu!". Insomma, era talmente evidente che se ne erano accorti tutti!
Si formano i primi gruppi, chi aveva già dimestichezza con la pista e chi no... finisco nel gruppo dei "principianti", ovviamente, con un'altra ragazza, Alessandra, altri due motociclisti: il nostro "GURU" è Antonio Vitillo (mitico), il quale ci prende "per mano" e ci accompagna in questa nuova avventura... Già perché proprio di avventura si tratta!!!
Ma ve l'immaginate girare sullo stesso circuito dove ci sono anche piloti professionisti che "ti fanno la riga in mezzo" intanto che stai cercando di impostare per benino una curva... insomma, una fifa boia, ma per fortuna tutto è andato per il meglio! E' stata una bella tirata, in totale abbiamo percorso circa 32 giri, ma mica tutti in una volta! Ci siamo fermati abbastanza spesso per vedere (anzi, ri-vedere!) insieme i punti critici della pista, per sentire i consigli preziosissimi di Antonio, per correggere i tanti errori riscontrati e per lasciare spazio a chi, a differenza nostra, faceva sul serio.
E così la mattina è passata in un batter d'occhio, dopo pranzo si torna belli carichi e un po’ più sciolti a "domare" le nostre due ruote, tutti con un po' più di confidenza con la pista e con la moto (e con gli istruttori, eh eh!)… Il motore della mia moto non ha mai girato così
alto!!! Non so dire la velocità massima raggiunta, avevo la mente impegnata a tenere sotto controllo tante altre cose, tipo la postura corretta (il sedere era un po' più fuori ad ogni giro), "puntare" il cordolo nel punto giusto e guardare più avanti di quello che normalmente
si fa, e di conseguenza la velocita' non era essenziale... sentivo solo il motore che scaricava tutti i suoi (pochi) cavalli, felice finalmente di dimostrare (quasi) tutta la sua cattiveria... d'altronde non poteva essere altrimenti, visto che c'erano tutte le condizioni ottimali per
farlo: un buon asfalto, buone gomme, bel tempo e... tanta voglia di fare quello che normalmente su strada non si riesce a fare (almeno, io ho timore degli automobilisti -intendiamoci, non tutti per fortuna - perché hanno poco rispetto delle due ruote, con o senza motore). E cosi', ogni giro era sempre meglio, un brivido maggiore ogni volta, l'asfalto che si avvicinava sempre di più, il gas sempre più aperto e la voglia di "metter giù" il ginocchio cresceva di pari passo con l'adrenalina... ma devo confessarlo, le mie saponette sono ancora nuove, il ginocchio a terra non l'ho messo, ma il livello da me raggiunto è stato per me un successone!
La gioia di aver vissuto e sperimentato una giornata intera affiancata da persone competenti, è stata per me grande, grandissima!
Io ho avuto la fortuna di partecipare gratuitamente a questa giornata, ma consiglio questa esperienza a tutti e in particolare a chi vorrebbe "osare" ma non ne ha il coraggio (non serve avere una moto "pistaiola", parola di motociclista, io sono andata con la mia SUZUKI GSX 750F, quindi piuttosto pesantina...) perché ci sono istruttori competenti che
gradualmente ti portano a piegare e guidare come mai avresti pensato!!!
Non so se sono riuscita a trasmettere le sensazioni che ho provato, ma vi garantisco che tutto è stato stupendo, compresa l'organizzazione, la disponibilità e simpatia di tutti, redazione, piloti/istruttori, partecipanti, accompagnatori, fotografo... nessuno escluso!! Grazie "IN MOTO"!!!!!

Ma passion pour les deux roues est née un peu parce que dans ma famille il y a toujours eu des deux roues, un peu par nécessité. Je me souviens que mon père avait une Honda 400 Four Rouge et le dimanche il emmenait ses 5 fils à faire un tour… un à la fois naturellement. Puis, en grandissant, une de mes soeurs a acheté une Kawasaki GPZ 550, une autre une Vespa PX 125 et naturellement moi à 14 ans je me promenais avec un mythique Garellino 50 (truqué). Le „par nécessité" de tout à l‘heure, c‘est parce que je suis née et j‘ai grandi à la campagne où il y avait très peu de transports publics pour se déplacer.
Il fallait donc soit rester à la maison soit, pour avoir un peu d‘indépendance et pouvoir sortir, il fallait avoir un moyen de transport personnel. Et comme celà, du Garellino 50 je suis passée à une Cagiva Aletta Electra 125 avec laquelle je me suis promenée dans moitié de l‘Italie (sans le faire savoir à mes parents..), puis une Guzzi V 35 Imola II, puis une très belle et solide Honda Revere 650 gardée 4 ans et vendue avec 52‘000km (!), maintenant, depuis cette année, j‘ai une Suzuki GSX 750F. Maintenant je n‘habite plus à la campagne, mais la passion et l‘exigence de sentir l‘air frais sur le visage me sont restés dans le sang.
Quand j‘ai vendu ma Honda il y a 2 ans, j‘ai pleuré pendant un mois et je ne vous dit pas les fois que je voyais une moto, le coeur me se serrait. Celà fait des années que je me promène en moto, j‘ai conduit avec des températures de + 42 degrés (dans la combinaison en cuir je croyais être dans un four) et à – 5 degrés, (et oui, je n‘avais par de moyen de transport à 4 roues, je n‘avais donc pas beaucoup de choix), sous la pluie et même sous la grêle (qui fait vraiment mal!).
Vraiment, la sensation de conduire une moto est unique, avec n‘importe quel temps, seuls ou en compagnie, en autoroute ou sur des routes de montagne où les couleurs, les paysages sont mêmes plus beaux en les appréciant depuis une selle de moto et uniquement qui possède une moto peut comprendre ce que celà veut dire. Je me rends compte qu‘expliquer certaines „vibrations" que l‘on perçoit en conduisant une moto à qui n‘a jamais eu l‘occasion de faire un voyage, même bref c‘est vraiment difficile. Mais croyez-moi celà en vaut la peine! Et puis la chose plus belle, c‘est que chaque fois que tu t‘arrêtes, si tu trouves des personnes en moto comme toi, il suffit d‘un instant pour commencer à parler, parce que entre motards c‘est comme celà, il y a le respect, la solidarieté, la cordialité qui naissent d‘une même passion (si vous y pensez, ces choses les automobilistes peuvent en rêver! Vous avez jamais vu des automobilistes se saluer pendant qu‘ils se croisent???).
Je suis vraiment très fière d‘être un motard!

Motocicliste ® 2000