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Paola & Suzuki Intruder 250 - Honda Shadow 600 - Foligno

Nella vecchia cassa panca sono riposti i miei giocattoli di bambina, se così vogliamo chiamarli... sbucano infatti da scatole impolverate i miei adoratissimi soldatini, la collezione di macchinine in ferro, il tanto amato fucile a gommini... ma soprattutto i modellini di motociclette. Che bello riguardarle così ancora lucenti: non un graffio, non una ruotina fuori posto... e poi ci sono i piloti seduti sopra, con le loro tute gommate e il casco dipinto in svariati colori. E' davvero ancora una forte emozione. Ricordo con estrema gioia ed emozione tutte le lunghe corse che gli facevo fare! Ed erano corse vere e proprie: abitando a Cremona, dovevamo fare delle "trasferte" in Umbria per venire a trovare i nonni, il viaggio sembrava non finire mai ma io ero troppo intenta ad appoggiare al finestrino dell'auto il modellino di moto prescelto per la "sgroppata", poi chiudendo un occhio per mettere meglio a fuoco la prospettiva della moto con l'asfalto che correva veloce fuori sotto le ruote della macchina, iniziava la mia avventura fantastica.
Non vi dico all'arrivo che sensazione! La fantasia di bambina finiva lì, per poi proseguire sui muretti delle abitazioni impugnando i miei tanto amati modellini per farli scorrazzare attorno a tutto l'isolato!
Poi si cresce e le fiammanti motociclette le ho messe a riposo nella cassapanca dei ricordi.
La mia famiglia si è trasferita in Umbria. Facevo la terza Media, quando un giorno trovai nel garage di casa un motorino nuovo come regalo dei miei (un "Grillo" Piaggio per la precisione)... DELLA MIA CLASSE ERO L'UNICA AD AVERE IL MOTORINO... mi sentivo importante!
E il "Grillo"... salta: si fa per dire, sarà stato forse per il nome o forse perché tale modello è dotato di ammortizzatori particolarmente adatti, che per diversi anni non ho fatto altro che scorrazzare nella zona periferica, dove colline e verdissimi campi hanno la grande sulla città. Che salti, a tutta "manetta" tra gli ulivi e sentierini sperdutissimi di breccia e terriccio: un misto di cross e corse di velocità. Che belle giornate! Ma il tempo passa... non potevo mica per tutta la vita andarmene in giro tra le colline col Grillo... e poi il mio sogno era pur sempre un altro...! Così nelle gite scolastiche (in particolare quella in Francia, avevo 18 anni) ricordo di essermi fatta scattare centinaia di foto... non accanto ai monumenti, al Louvre, ai piedi della tour Eiffel... ma in sella alle più svariate motociclette (era quasi incredibile per me: lì ce ne sono un numero inimmaginabile).
Le mie preferite (da sempre) sono le custom: così belle, cromate, con quell'aria aggressiva, borchiate con pelle e cuoio, marmittoni da paura, suono rauco e potente.
Ma per i miei genitori il discorso poteva rimanere solo stampato sulle foto che mi facevo di "strafugo" appena puntavo qualche motociclettona di "chissà chi" parcheggiata lungo la strada.
Ma il sogno (come si racconta nella stragrande maggioranza di fiabe) poi diventa realtà, e senza raccontarvi tutti quegli anni in cui non ho fatto altro che sognare, fotografare e disegnarmi in simpatiche vignette sopra a moto, finalmente a 25 anni è diventato realtà. Così tanta realtà che ora ho ben 2 moto! (custom si intende...)
Ho persino coinvolto il mio ragazzo che (almeno così mi racconta) non si sarebbe mai sognato di comprarsi una moto perché avrebbe dovuto indossare il casco che gli avrebbe scompigliato i capelli (li aveva fino a poco tempo fa piuttosto lunghi... ora li ha tagliati ehh ehhhe ehhhh). I "gioielli" sono una Honda Shadow e una Suzuki Intruder, tutte e due adoratissime. Le sensazioni di chi ha una passione per la moto sono quasi inspiegabili: si prova una gioia interiore nell'andare in giro e sentire tanti profumi diversi, sentire l'aria tiepida sul viso, andare ovunque... non serve necessariamente essere uomo per girare con una moto: chi l'ha detto?!!

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