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Silvia & Bmw R65 e R1100R - Bologna

Mio padre comprò la sua prima motocicletta quando io avevo 2 anni. Della Scrambler 250 ho solo un ricordo e cioè che la fece verniciare da gialla a bianca. Quando comprò la seconda (Guzzi V35) ero già abbastanza grandina (8 anni) per poterci fare qualche girettino. Mi ricordo che mi ungevo le mani perché mi tenevo stretta ai fili del manubrio. Non mi hanno mai fatto paura le moto anzi, in questo modo ho trascorso molto tempo con mio padre.
Poi sono cresciuta, a 17 anni invece di guardare i 125 sbavavo alla vista di VFR 750F, CBR 600 e 1000, Transalp e K100RS e sul diario di scuola invece che foto di attori avevo quelle delle moto e del mio pilota preferito (Luca Cadalora).
Intanto iniziai a menarla al babbo perché volevo fare dei giri più lunghi, da stare via la notte e in questo modo iniziò la mia carriera di mototurista. Lui mi ha fatto vedere in che modo vanno in giro con i suoi amici: si parte la mattina con un itinerario e si dorme dove si trova. Per me, che ero nuova a questo genere di esperienze, fu entusiasmante.
Passò un altro po’ di tempo e misi su il fidanzo. Aveva la moto (una XL 500 mitica) e per due anni ciò mi bastò, poi iniziai a sentire che c’era qualcosa che mancava, ero incompleta. Quando gli dissi che mi volevo comprare una motocicletta, un po’ gli dispiaceva non tenermi più per mano mentre andavamo al mare, ma è stato comprensivo.
Correva l’anno domini 1994 e alla "tenera" età di 22 anni, una Cagiva SST 250 bianca del 1983 da Lire 350.000 + passaggio di proprietà (L. 660.000!!!) me la potevo permettere senza dare ascolto alla mamma, che mi diceva che avevo il motorino e la macchina, quindi non ero a piedi. Palle: senza moto ero dimezzata. Le prime ferie sono state bellissime, all’Elba, DESTINAZIONE PARADISO. Le seconde un vero battesimo: Vienna, Mauthausen, Salisburgo, Chiemsee, Monaco, Norimberga, Neuschwanstein. E Corser, nonostante l’età, il tragitto e l’acqua presa in abbondanza, non ha fatto una grinza: spedavellavo e si accendeva. Un gran ferro. In poco più di due anni ci ho percorso 23000 km.
Poi è arrivata Penelope, la mia prima (e fino ad ora unica) moto nuova, un Cagiva River 600 rossa. Con lei ho fatto il mio primo Elefantentreffen. Solo che dopo due notti a –20 gradi chissà perché la batteria si scaricava… Ma a parte questo (e un consumo anomalo di fili della frizione) con lei sono stata bene. Sapevo che quel tipo di moto aveva dei problemi, così appena vedevo qualcuno con un River, un Canyon o un W16, mi fiondavo a chiedergli se e che tipo di problemi avesse avuto. Mi ritengo fortunata perché tutti gli altri avevano avuto grossi problemi col motorino dell’avviamento. Durante le terze ferie, con un diametro di sterzo come quello di Penelope, sono anche riuscita a fare passi come il Falzarego, il Pordoi, il Sella, con tutti quei tornanti e il traffico di Ferragosto mi ha aiutata. Grazie Penelope.
Dopo altri due anni invece colpo di fulmine: Priscilla, il mio amore. Quando ci sono sopra e osservo i due cilindri sfalsati, i carburatori bing, la coppia di rovesciamento, quando do gas, le teste rotonde, il simbolo bianco e blu sul serbatoio e tutte quelle istruzioni in tedesco mi commuovo. Tutti mi chiedono come faccio a guidarla e io rispondo: - Forza di volontà. Io voglio dunque posso. Senza contare che anche lei mi vuole bene: mi scalda i piedi (anche d’estate, acc…), mi scalda le mani (che benedizione andare all’Elefantentreffen con lei), quando cade si appoggia sul paracilindri e sulle borse, quindi non si fa niente, il meccanico è un mio caro amico e mi ha insegnato a farle i tagliandi, quindi la curo io. È bellissimo avere le mani sporche del suo olio per rimetterla in sesto. Sembra che stia scrivendo di un uomo ma in realtà scrivo della mia BMW R65 del 1989. Tutti mi dicono che è vecchia e dovrei cambiarla, ma la BMW non fa più R65/3 quindi non saprei cosa comprare. Con lei ho girato tantissimo, l’ho portata in terre dove la moto la fa da padrone (Isola di Man) ma anche dove un boxer del 1989 non è un pezzo d’antiquariato ma l’avanguardia (Romania). Il mio sogno è quello di farci il giro del mondo, passando per lo stretto di Bering. Sognamo pure.

Febbraio 2003.
Priscilla ha 146000 km, sono passati quasi 5 anni da quando l'ho comprata, insieme ne abbiamo passate di tutti i tipi: tirate da 1300 km in 15 ore, grandine, neve, diluvi, accensioni dopo una notte all'addiaccio sottozero, ferie, ponti, pasque, TT, Assen, Spa, Mar Nero, Elefantentreffen e passi di montagna che non sto ad elencare.
Grazie a lei ho conosciuto tanta gente, ho imparato a girare da sola, conoscere la sua meccanica mi ha dato questa autonomia.
Aveva 30750 km quando l'ho comprata, nel giugno 1998 e ora...
Eva, BMW R1100R, color grafite con sella blu marino, 47700 km. C'è poco da fare, il boxer m'è entrato dentro: coppia di rovesciamento, blocchetti colorati, cilindri sfalsati ma questa volta anche qualcosa che Priscilla non ha: Telelever e Paralever. Nel 2002 provai i boxer 4 valvole, i quali sono tutti dotati di questa ciclistica e non ho potuto fare a meno di apprrezzarne le doti di stabilità. Un avantreno che non affonda in frenata e un retrotreno che non ondeggia in curva fanno una differenza enorme, influiscono molto sullo stile di guida e sulla sensazione di sicurezza che si prova. Ho perso i Bing ma ne ho guadagnato in fluidità
di guida. Eva scende in piega da sola, devo soltanto guardare la traiettoria da percorrere, lei segue il mio sguardo come un pantografo.
Guidarla è una vera goduria, non resta che aprire una cartina stradale ben dettagliata.
PS: Priscilla è ancora in mio possesso, in servizio sul Lago Maggiore.

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