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Stefania & Yamaha RD350 & vespa - Roma

Stefania Da motopanza a motomamma
Quel lontano novembre 98 è ormai passato e non ho più il pancione. Al suo posto una meravigliosa creatura di nome Sofia, che essendo nata femmina, entra a pieno titolo sul sito anche lei! Già, perché la piccola, a due anni e mezzo, si è già fatta due motoraduni e un corso di manutenzione in officina, ha un bellissimo casco integrale e sulla nuova hornet della mamma ci sta davvero comoda! Per ora si concede giri molto brevi, ma sembra gradire gli spostamenti sulle due ruote tanto che ha detto che vorrebbe una moto tutta per lei, gialla. Il papà le ha regalato un modellino, ma dopo aver provato ad andarci sopra e a impennarla, ha detto “ne vorrei una piccola… ma non così piccola!”.

Imbranati si nasce, e io lo nacqui
Ho detto a mia figlia che la hornet, acquistata nel maggio 2001, è anche sua, ma non ne sembra troppo entusiasta: che sia una endurista?? Oppure è il colore (nero) che non la convince… eppure è davvero una GRANDE moto! Non pensavo di trovarmi così bene con una moto a quattro tempi e quattro cilindri, che non è così sposrtiva da essere una sposrtiva, ma nemmeno tanto turistica da essere una turistica. Forse è proprio il suo fascino intrinseco, che permette di interpretarla secondo la personalità del pilota, che mi piace. E la possibilità di intervenire per riarrangiarne l’assetto, l’estetica, l’aereodinamica, il comfort, eccetera, ne fa quasi una custom!
Devo essermi lasciata confondere da tanta versatilità e ho provato a farci il trial sui gradini di casa, ma i risultati non sono stati entusiasmanti… Ho dovuto, ahimè, ricorrere all’aiuto di un uomo per vincere le ultime resistenze dell’infida rampa: la ruota posteriore mi si era piantata tra l’ultimo gradino e la sommità e non ne voleva sapere di scavalcare quegli ultimi, maledetti, ventitrè centimetri di cemento. Dico, ma come mi sarà venuto in mente!?!?

pancia :-) Zippo


FIDA VESPA
Era una mattina fredda e tempestosa e io dovevo tornare a casa. A quei tempi Paolo aveva ancora l’XR600 (pochi mesi fa gliela hanno rubata, sigh) e quella mattina era l’unico mezzo a mia disposizione.
Ho detto che era freddo? Mi sono sbagliata: di più. Tirava un vento pazzesco di tramontana e da Roma dovevo raggiungere Frascati… con l’XR! Quella non è una moto, è un cavallo; e non so se avete presente l’accensione. Con il freddo poi tutto si fa ancora più critico e la moto fa fatica a scaldarsi (forse perché è raffreddata ad aria?) e tende a spegnersi con GRANDE facilità.
Non vi ho detto che sono alta 1,64 cm e che la moto in questione aveva il cavalletto rotto… Provate a immaginare una tipa di gamba corta che annaspa con i piedi per riuscire a sfiorare l’asfalto e tenta di azionare una pedivella che agisce su un cilindrone di 600 cc! Per risparmiare la scena ai passanti mi sono fatta accendere la moto da Paolo prima che andasse a lavorare.
Fatto sì e no un chilometro, ti becco un semaforo rosso. Già di per sé i semafori rossi sono motivo di panico dall’alto dell’XR senza passeggero, figuratevi che quella volta la disgraziata ha deciso anche di spegnersi! "Calma e sangue freddo, Stefania, jelapoifà". Appoggiato il manubrio a un palo della luce, in equilibrio precario sono montata in sella, pronta ad usare tutto il mio peso su quella dannata pedivella. Rimbalzavo come un pupazzo a molla (roba da lasciarci le ginocchia), e a un certo punto - ROARRR! - si è accesa! Una gioia durata poco: avendo aperto il gas con troppa veemenza, ho vanificato le mie fatiche. "Va bene, questa è andata così, ma c’è sempre la discesa…" Ho avviato, velleitaria, la moto sul lieve pendio della Colombo, non facendo i conti con le ruote tacchettate e il vento contrario. Praticamente stavo ferma! "Pensane un’altra, Stefa’!!".
Raggiunto un benzinaio: "Senta, non è che lei saprebbe accendere questa moto?"
"…?"
Lo vedo partire di gambetta in una posizione che non poteva funzionare.
"Lasci stare, che lei sta messo peggio di me. Facciamo una cosa, io salgo in moto e lei mi spinge"
"MA NO! Così non può partire!!"
"Si fidi, si fidi, e SPINGA!"
Il poveretto ha eseguito e… ROARRR: l’XR ha levato il suo ruggito! Peccato che in quel momento il gas era un po’ troppo aperto e sono schizzata via su una ruota come una vera coatta.
"Vabbe’, figuraccia a parte, l’importante è essere in sella!! …OH, NO! Un altro semaforo rosso…"
L’infido motoveicolo si è spento di nuovo. "Paolo, quando ti deciderai a rifare la carburazione!?!?"
In lontananza un gommista. "Vuoi che il ragazzo del gommista non sappia accendere un’XR?" E infatti non lo sapeva: l’ho visto partire male e gli ho detto, con l’aria di una che la sa lunga , "mmmh, mi sa che non ce la fai, forse è meglio che mi spingi…"
"MA NO! Così non può partire!!"
"Dammi retta e SPINGI!"
Stavolta ho fatto più attenzione con il gas e tutto pareva andare per il meglio… Pia illusione: un incrocio mi ha costretta a mollare il gas e il motore si è messo a tacere. "AAAAH, VOGLIO LA MIA VESPA!!!!!".
Recuperato un po’ di coraggio, a tre eleganti passanti: "Scusate, qualcuno di voi sa accendere questa COSA?"
"Certo, ne ho una uguale"
"EVVIVA!"
"…ma come fai senza cavalletto?"
"Infatti NON FACCIO"
"…e poi con questo vento freddo! Se molli il gas troppo presto ti si spegne"
"AH SI'?!"
Con grande disinvoltura ha agito con le sue elegantissime scarpe sulla pedivella e l’ha accesa in un batter d’occhi. "Mio salvatore!!!". Questa volta ho potuto aspettare 5 minuti con il motore acceso e il gas mezzo aperto prima di partire e tutto è andato bene. Arrivata a casa ho preso la fida vespa e sono andata a lavorare con quella!

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