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Imparare a guidare

Vorrei spendere due parole sui corsi di guida (pista e fuoristrada) che Motocicliste sta cercando di organizzare.

Non vorrei sentirmi responsabile di trascinare persone non convinte a fare alcunche', tutt'altro!

D'altro canto, mi sento in dovere di fare chiarezza sulle motivazioni di un lavoro che cerco di portare avanti, evitando incomprensioni.

Cercare di migliorare la propria guida, sia in moto che in auto, credo sia un proprio DOVERE.
Al di la' del piacere che si puo' provare, e' secondo me un preciso dovere.
E' mia personale opinione che una grande quantita' di incidenti sono causati proprio da una scarsa abilita' nella guida, dalla incapacita' di gestire situazioni "difficili" che possono continuamente presentarsi su strada; o comunque - se non causati - molti incidenti sarebbero evitabili con una maggiore capacita' di chi guida e una migliore conoscenza del mezzo (ovviamente di cause ce ne sono altre, la distrazione, la cattiva manutenzione delle strade, ecc. ecc., ma quello dell'abilita' per me rappresenta un fattore importante).

Io sono convinta che se le patenti fossero rilasciate a seguito di ottimi corsi di guida, avremmo molte meno vittime per la strada. E' un discorso che vale soprattutto per chi guida l'auto: ormai tutti guidiamo, abbiamo fra le mani uno strumento che e' fra le maggiori cause di morte e di gravi incidenti in quest'epoca, eppure pochissimi/e sanno "veramente" guidare (tanto per chiarire che questo discorso non e' una paternale o maternale, io non sono purtroppo fra queste persone, e mi rendo conto troppo spesso di quanto la mia scarsa abilita' di guida rappresenti un pericolo su strada).
Per questo mi battero' sempre per fornire occasioni di corsi di guida ovviamente in moto (ma se potro', in altri ambiti, anche in auto).

Una delle difficolta' nel guidare, soprattutto per chi vive in citta', e' saper guidare nel traffico.
E per imparare a fare questo, l'unica cosa purtroppo e' l'esperienza sul campo.
Ma altre difficolta' nella guida di moto e auto sono, ad esempio:
- stabilita' del veicolo in curva: come si imposta una curva, quando si comincia a frenare e a scalare, la traiettoria giusta, a seconda del tipo di curva, per evitare di "allargarla". Quante volte abbiamo visto auto e moto finire oltre la linea di mezzeria in curva? E quante volte e' capitato a noi stesse? Solo perche' ci ha detto bene qualche volta, non e' detto purtroppo che la fortuna ci assistera' ancora.
- frenata improvvisa: puo' capitare su strada - per vari motivi - di dover frenare improvvisamente. Quanti/e di noi sono capaci senza che il veicolo si scomponga, scarti, cada, ecc.?
- rapidita' di decisione: spesso succede guidando che, a causa di imprevisti, si rende necessario fare alcune operazioni in tempi piu' ridotti del solito, per evitare l'incidente.
Tutte queste cose si possono imparare non direttamente sul campo, cioe' per strada, costituendo pericolo per se' e per gli altri, ma potrebbero essere sperimentate PRIMA, in un posto sicuro, dove un nostro errore non rappresenta un grave pericolo.

Si fa un gran parlare di sicurezza attiva e passiva nel costruire moderne autovetture... ma secondo me, se non si punta sull'educazione stradale - intendendo non solo l'attenzione a rispettare le norme del codice, ma anche l'educazione vera alla guida, ovvero la capacita' reale di guidare - troppi incidenti e troppe cadute continueranno a farci del male.

Mi rendo pure conto che in un paese dove il settore "auto" rappresenta una fetta enorme del nostro PIL, bisogna soprattutto cercare di vendere e non si puo' stare a guardare troppo per il sottile nel rilascio delle patenti. Anche se questo poi comporta dei costi sociali (e personali) elevatissimi.

Penso come a un giorno felice quello in cui il rilascio della patente sia legato non solo a un esame ma a dei veri corsi di guida, che insegnino davvero a guidare. Se poi questi corsi saranno fatti su autodromi o su strade chiuse al traffico e sicure... l'importante e' imparare bene minimizzando i rischi.

Piu' volte mi sono ritrovata a dispiacermi per non aver regalato alle persone a me piu' care, invece che un accessorio inutile, un bel corso di guida (moto o auto). Non che un corso da solo possa renderci immuni da pericoli di incidenti, eppure sento dentro che invece di tante sciocchezze, sarebbe stato davvero meglio regalare un'opportunita' simile ai miei migliori amici.
Nessuno di noi sa come e quando potra' farsi male. Tutto quello che possiamo e' fare quanto di meglio per evitarlo.

Quanto alla pista: purtroppo in una societa' in cui la formazione (da quella scolastica a quella professionale, ecc.) e' tenuta in scarsissima considerazione, non mi stupisce che la pista sia divenuta sinonimo di corse, staccate al limite, ingarellamenti, coattaggine varia e diffusa... insomma sia diventata il simbolo del "pericolo". Perche' oggettivamente l'uso che si fa normalmente degli autodromi e' proprio questo.
Mi piacerebbe che un giorno si invertisse questa tendenza, sia nell'immaginario che nel concreto, e che gli autodromi venissero utilizzati molto di piu' per un uso serio e importante come quello di permettere a tutti (non solo agli aspiranti piloti) di imparare a guidare meglio il nostro veicolo, nella maggiore sicurezza possibile.

Cambiare? Forse le Motocicliste, proprio perche' arrivano "nuove" in questo settore, possono fornire un approccio diverso... Perche' sono convinta che il divertimento non e' esclusiva delle cose che ci fanno del male. So bene che possiamo divertirci, e molto, anche facendo delle cose utili e che tendano al bene piuttosto che all'auto e all'altrui distruzione.

PF

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