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Pilote
- le pilote italiane e straniere impegnate nei campionati
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Professione meccanico
Jessica Campos Ruiz

Pilote italiane

Stefania Baù

I HELP STEFY
Stefy Baù, la crossista italiana che si è trasferita negli USA per correre, sei mesi fa ha avuto un bruttissimo incidente nel quale ha rischiato l'amputazione di un piede e tuttora è costretta in sedia a rotelle. Purtroppo in Usa le cure mediche sono a pagamento e costosissime, e non potendo ovviamente correre e perciò guadagnare dal suo lavoro, Stefy sta avendo dei grossi problemi. Potete aiutare Stefy in questo momento difficilissimo con una sottoscrizione a suo nome. Questo il sito di Stefy e questi gli estremi per inviare il contributo

  • Conto Corrente postale numero 32934317 intestato a Jannati Shimen
  • Per i bonifici ABI: 07601 - CAB: 12300 - C/C: 32934317 - CIN: J
    In entrambi i casi la causale è: I HELP STEFY

Stefania BaùAUGURI STEFY!
Stefania Bau, Stefy per tutti, è nata a Saronno in provincia di Varese 28 anni fa, il 17 febbraio. Tra poco perciò sarà il suo compleanno. A due anni andava in bici senza rotelle, a quattro voleva già una moto. I genitori sono sempre stati appassionati di moto, soprattutto quelle da cross. Le regalarono una Malaguti 50 con la quale Stefy cominciò a girare nel campetto dietro casa. A sei anni andò per la prima volta ad allenarsi in un campetto da cross assieme ai ragazzini e dimostrò subito il suo talento e le sue qualità. La invitarono a partecipare ad alcune gare per bambini e lei non si fece scappare l’occasione. La sua prima gara fu nel 1983, ad Arosio, e fu un terzo posto assoluto al suo debutto. Fu l’inizio di 22 anni di grandi risultati e titoli nazionali e mondiali. Ad un certo punto della sua vita decide di migrare negli USA e diventare pilota professionista, vincendo nel 1999 il primo titolo americano femminile AMA, l’anno del suo debutto nel mondo delle gare americane. Nel 2000 prende la licenza professionistica nel campionato più importante di categoria, la formula 1 delle moto da cross. Nel 2003 a Budd Creek, in un trofeo National, è la prima donna a partire in pole in una gara con gli uomini. Da allora, oltre al suo impegno nelle gare gare, Stefy è stata commentatrice TV, ha guidato una formula Indy, è l’eroina di due giochi della playstation e addirittura una nota casa di caschi, la M2R, le ha dedicato un casco replica. Ma non solo cross per Stefania: nel 1995 ha partecipato al Trofeo Aprilia 125 Sport Production. Nel 1996 ha partecipato ad alcune gare di DownHill con la mountain bike.
Qualche mese fa Stefy ha subito un grave incidente in allenamento che la costringe per ora su una sedia a rotelle. La situazione si è rivelata subito drammatica: l’ipotesi di un’amputazione degli arti era imminente. Poi i medici americani e l’equipe medica di Costa hanno scongiurato questo pericolo. Oggi Stefy sta piano piano migliorando. Ci sono molti problemi soprattutto circolatori. Non camminando le ossa non guariscono, ci sono dei principi di osteoporosi, una caviglia non ne vuole sapere di migliorare, mentre l’altra comincia a reagire. Stefy dice di essere diventata molto brava con un altro tipo di due ruote, la sedia a rotelle. Qualche tempo fa è riuscita a reggersi in piedi per poco e ad andare perfino in piscina con i suoi preparatori. Stefy ha una forza di volontà immensa e la sua grinta la farà sicuramente reagire a questo dramma. Lei è la realizzazione dei nostri sogni: una donna che ha dimostrato forza di volontà e grinta per emergere in un modo come lo sport motociclistico riservato unicamente agli uomini fino a poco tempo fa. Si è fatta avanti e ha dimostrato di non essere da meno. Il grande Stefan Everts, facendole visita nel suo motorhome in una gara del mondiale MX2 a Castiglione del Lago, l’ha esortata a continuare nei suoi intenti perché – dice - c’è bisogno di noi tutte anche in questi sport, come avviene altrove. E noi come motocicliste, ci stiamo facendo sentire. Stefy come poche altre è una pioniera di questo sport. I nostri auguri e la nostra forza devono giungerle fino in America dove vive ormai da anni. Le gridiamo con tutta la nostra voce un grande in bocca al lupo e speriamo di rivederla presto sulla sua motocicletta a saltare sui dossi e sulle whoops.
Forza Stefy!
Per scrivere a Stefania, stefy211@gmail.com
Roberta, 3 febbraio 2006

Stefania BaùMOTOCROSS: ESORDIO STORICO DI UNA DONNA NEL MONDIALE UOMINI
STEFANIA BAU' DOMENICA AL GP D' ITALIA A CASTIGLIONE DEL LAGO

(ANSA) - CASTIGLIONE DEL LAGO (PERUGIA), 6 GIU - Per la prima volta nella storia del campionato mondiale di motocross una donna parteciperà ad una prova iridata maschile. Accadrà domenica prossima a Castiglione del Lago, in occasione del Gran premio d' Italia, al quale è iscritta la varesina Stefania Baù, 28 anni. Nel renderlo noto, gli organizzatori della competizione spiegano che Baù correrà nella classe Mx2 con una Honda Crf 250, messagli a disposizione dal team Honda-Repsol, lo stesso per il quale gareggia il due volte campione del mondo Mickael Pichon, che quest' anno è in lizza per il titolo della classe Mx1. Obiettivo della motociclista è superare lo scoglio delle qualificazioni a fianco dei maggiori protagonisti della categoria in questa prima parte di stagione. Stefania Baù ha cominciato l' attività agonistica nel minicross all' età di 6 anni, ottenendo ottimi risultati, sino a vincere nel 1991 il primo trofeo nazionale di motocross femminile. Dopo aver maturato una breve esperienza anche nella gare di moto su strada, fonda assieme ad un' amica il primo team italiano di cross femminile. Nel '98 è prima in entrambe le manche della Coppa del Mondo disputata nello stato di New York, che le consente l'anno successivo di essere ingaggiata dal team ufficiale America Honda, per il quale gareggia tuttora nel campionato nazionale femminile statunitense di motocross. Nei suoi programmi c' è
anche una probabile partecipazione alla Coppa del Mondo femminile, che si correrà sul tracciato svedese di Uddevalla il prossimo 3 luglio.
giugno 2005

STEFANIA BAU' NEGLI USA CON LA HONDA
Stefania Baù, già prima donna nella Supercross americana la scorsa stagione, è stata ingaggiata per il 2001 dal team Honda Crossroad Powersport. Due i campionati in cui correrà con una nuova moto, la Honda 125 CR: il supercross e il cross femminile.
Stefania ha vinto praticamente tutto in campo femminile (6 titoli nazionali tra il 1991 e il 1998, Coppa del Mondo e campionato americano nel 1999) per poi emigrare oltreoceano e correre da professionista in campionati maschili. www.motonline.com
Stefania e il motocross
E’ uno sport durissimo che implica una certa dose di rischio, richiede notevole costanza negli allenamenti e una dedizione pressoché totale. Che non lascia nulla all'improvvisazione e che si riesce a praticare con buoni risultati se si ha molta fiducia in se stesse. Tutto ciò che so fare l'ho imparato da sola. Qualche trucco sono riuscita a carpirlo allenandomi con i migliori, ma nessuno è mai venuto ad insegnarmi il mestiere. Ho sempre «rubato» l'esperienza degli altri osservandone il comportamento in gara e durante gli allenamenti.
Stefania Baù Stefania e Wonder Woman
Sono nata a Saronno (VA) il 17 febbraio 1977. Non frequentavo ancora la scuola elementare ma già «leggevo» le riviste di motociclismo, distinguevo i vari modelli di moto e conoscevo il nome di tutti i campioni. Ho partecipato alla prima gara di minicross all'età di sei anni e da allora ho preso parte a tutti i campionati di questa specialità. Nel 1983 ho vinto il campionato italiano di minimoto, nel 1986 il trofeo delle regioni e il campionato italiano minicross debuttanti, poi ho incominciato a competere con le moto vere classificandomi sempre nelle prime posizioni fino a vincere nel 1991 il primo trofeo nazionale motocross femminile. Nel '92 e nel '94 ho gareggiato con piloti affermati in due importanti competizioni internazionali negli Stati Uniti dove mi sono classificata seconda. Nel '94 ho vinto il campionato italiano motocross femminile riconfermandomi campionessa italiana nel '95 e vincendo contemporaneamente il campionato italiano maschile UISP. Ho partecipato anche a gare di velocità su pista nel campionato sport production. Lo scorso anno ho fondato insieme alla mia amica e compagna di squadra, Paola Cazzola, il Wonder Team, il primo team italiano di cross femminile.
La coppa mondiale
Venerdì 28 agosto, a Bighampton, New York, regalando a me e all’Italia la soddisfazione di essere ancora una volta sul gradino più alto del podio, ho dimostrato come l'impegno perseguito nel tempo dà prima o poi i suoi frutti. Due manche della durata complessiva di cinquanta minuti mi sono bastate per coronare un sogno: due partenze nelle prime posizioni, un paio di giri e via fino alla bandiera a scacchi, davanti alle mie avversarie, la statunitense Kelly Kan e la neozelandese Tania Schellen. Sul podio mi hanno premiato, poi quando me ne sono andata, l'americana ha fatto reclamo e il titolo è ancora sub judice. Pazzesco! Ho vinto sul campo e almeno questa sodisfazione non possono certo togliermela. Aspetto ancora la sentenza definitiva ma sono pronta a difendere quello che ho inseguito per tanto tempo. Vedremo in questo caso come sono le regole dell'AMA National che ha organizzato questa Coppa del Mondo femminile.
Stefania Baù Stefania e le moto
Nella mia carriera ho pilotato Honda, Cagiva, Kawasaki, Suzuki e Yamaha. Tra tutte, la Kawasaki è quella che mi ha dato maggiori soddisfazioni perché ha un'ottima guidabilità grazie al suo telaio perimetrale anche se, dal punto di vista motoristico, la ritengo leggermente inferiore alla Yamaha il cui motore è senz'altro migliore.
Stefania e le piste
La pista che preferisco è senz'altro quella di Asti Valmanera, sia come tracciato con le sue salite e discese a differente grado di difficoltà, che come logistica. E’ perfettamente organizzata sotto tutti i profili. La peggiore in senso assoluto non esiste poiché a mio parere tutte le altre si equivalgono.
Gioie e delusioni
La vittoria più bella è stata sicuramente quella della coppa mondiale che è la meta più ambita di ogni pilota. La gara che più mi ha deluso è stata l'ultima prova del campionato italiano 1997 quando, in testa alla classifica dopo avere vinto tutte le prove, sono stata messa fuori gioco dalla mia avversaria la cui scorrettezza mi è costata venti giorni di ospedale per trauma cranico. Ma oltre al danno fisico ho subito anche le conseguenze dell'indifferenza dei giudici di gara che hanno permesso a questa persona di continuare la gara e vincere così il campionato.
Stefania e la preparazione
Mi alleno più volte alla settimana e gareggio praticamente ogni domenica. Per mantenermi in forma pratico anche jogging, nuoto, snowboard, jet ski e montain bike. E’ stata soprattutto la perseveranza a consentirmi di acquisire nel tempo quella maturità che mi permette di mantenere un costante equilibrio psico-fisico. Sono convinta delle mie possibilità, credo in me stessa e questa è la mia fortuna più grande. Già al cancello di partenza di ogni gara so di essere la più forte indipendentemente dal risultato che otterrò.
Stefania e la FMI
La mia è una passione istintiva che si è sviluppata nella giusta direzione grazie all'aiuto costante e alla comprensione dei miei genitori. Fin dall'inizio ho avuto simpatia e incoraggiamento da parte dei miei sostenitori ma nei momenti più difficili ho potuto contare soltanto sui miei genitori. invece non ho ricevuto alcun aiuto da parte della Federazione Motociclistica Italiana che, non credendo nel futuro agonistico di noi ragazze, arriva quasi ad ostacolarci. A questo proposito vorrei dire ai responsabili che noi donne pilota non abbiamo niente da invidiare ai colleghi uomini. Personalmente l'ho dimostrato parecchie volte vincendo anche il campionato italiano maschile UISP del '95. Se l'ho vinto io, può benissimo vincerlo anche un'altra ragazza.
Stefania e gli sponsor
Lo sponsor più generoso è Ufo che ringrazio vivamente. Mi ha aiutato fin dall'inizio ed è uno dei pochi che crede in tutti e cerca di aiutare tutti. Purtroppo il cross è uno sport costoso: è difficile guadagnare per ripagarsi tutte le spese a cui si va incontro, quindi il contributo economico degli sponsor risulta veramente fondamentale.
Stefy e il guaio più curioso
Essermi presentata in gara senza casco. All'ultimo momento ho dovuto cercare qualcuno che fosse disposto a prestarmene uno.
L’idolo di Stefania
Il campione statunitense di motocross Jeremy McGrath, per me il migliore al mondo.
Sogni e rimpianti
Il mio sogno è quello di trasferirmi negli Stati Uniti e vincere tutte le gare del campionato per dimostrare che, anche se le americane sono molto forti in questo sport, le italiane non sono da meno. Mi attira molto tornare laggiù per due motivi: come pilota professionista potrei dedicarmi esclusivamente alle competizioni e poi perché là esiste spazio e considerazione per ogni sport e non soltanto per il calcio come invece avviene nel nostro Paese. Mi piacciono anche gli americani perché sono disponibili ad insegnare come migliorare sia le proprie capacità che il proprio stile. Ho un unico rimpianto, quello di non essermi trasferita giovanissima negli USA. Quando nel '94 arrivai seconda nel campionato del mondo femminile avevo ottime possibilità di rimanere in quel Paese ma non mi fu possibile perché ero ancora minorenne...
Stefania e i media
Nel nostro Paese il motocross viene pressoché ignorato dalla stampa e dalla televisione mentre negli USA è tutta un'altra cosa. A dare risalto alla mia impresa nel mondiale ci ha pensato la ESPN2, una delle più grandi reti televisive d'oltreoceano, che ha trasmesso in diretta la gara e una lunga intervista subito dopo la vittoria. Al momento del mio ritorno in Italia, quando mi trovavo all'aeroporto di New York, sono stata riconosciuta da molti appassionatí che mi hanno circondato calorosamente complimentandosi con me. Ero felice e convinta che anche in Ita ia sarei stata accolta con lo stesso entusiasmo. Invece il mio arrivo in Italia è passato inosservato grazie soprattutto al fatto che non è stato dato nessun rilievo alla conquista di questo titolo. Eppure qualche giorno dopo, a Civitella del Tronto, mi sono aggiudicata anche la gara che mi ha permesso di vincere per il quarto anno anche il titolo italiano femminile 1998.
Stefania e il futuro
Al di là dell'agonismo sportivo, per ora preferisco non pensare al mio futuro. Ho tanta voglia di divertirmi, di conoscere il mondo e di farmi conoscere dalla gente. Quando ho un po' di tempo libero mi piace stare in compagnia dei miei amici, leggere libri di avventura, andare in discoteca e al cinema. Ho poco tempo libero perché questo sport mi impegna a viaggiare e ciò non si accorda con il fatto di avere dei legami stabili e tanto meno una famiglia.
Stefania e le ragazze
Le ragazze che corrono con me spesso, stupidamente, si mostrano invidiose. Trovo assurdo un atteggiamento di questo tipo quando, invece di farci la guerra, dovremmo essere solidali il più possibile tra noi. Se ne incontrano poche di ragazze interessate a questo sport; talvolta qualcuna mi chiede cosa dovrebbe fare per emularmi. A tutte consiglio di imparare bene e senza fretta, magari cominciando con una motocicletta vecchia purché efficiente e sicura. Raccomando di non scoraggiarsi alle prime difficoltà perché questo è uno sport difficile ma che ripaga abbondantemente, a patto che si riesca ad entrare in sintonia con la moto.
Stefania e i ragazzi
In gara generalmente non ammettono di essere superati da una ragazza e arrivano a compiere qualche scorrettezza per impedire che ciò avvenga. Quelli che in gara mi precedono nutrono sempre molta simpatia nei miei riguardi mentre non posso dire altrettanto per chi in gara non riesce a superarmi. Fuori dal mondo del cross chi è a conoscenza della mia attività sportiva mi ammira molto mentre chi non mi conosce al primo approccio si mostra impressionato oppure incredulo.
Il portafortuna di Stefy
Una maglietta su cui è riprodotta la caricatura del mio volto. Mi è stata regalata diverso tempo fa e la prima volta che l'ho indossata mi ha portato fortuna: da allora la metto ad ogni gara.
Intervista di G. Guiso, foto di R. Motta, Inmoto, dic. 98, p. 202
Stefania Bau' c/o Kawasaki Team - Green 9950 Jeronimo Road - Irvine - California USA
92618-2084 fax 0019494605612

Nomination agli Oscar degli sport estremi per Stefania Baù
E’ cominciata sotto i migliori auspici la stagione di Stefania Baù. Dopo essersi puntigliosamente preparata in vista dell’ inizio della stagione crossistica a stelle e strisce, con l’ausilio dei migliori tecnici americani, la crossista italiana ha avuto l’onore di ricevere la nomination per i NEA AWARDS, una sorta di oscar per gli sport estremi che si assegneranno a fine stagione a Monaco in Germania. Non una giuria, ma il pubblico a determinare gli otto vincitori che riceveranno l’ambito premio di atleti estremi dell’ anno, attraverso il sito www.nea-awards.com . I selezionatori hanno nominato 5 atleti per ogni sport estremo tra cui il cross, la scelta tra i crossisti non poteva quindi non cadere su Stefania Baù, prima donna a cercare il confronto diretto con i “maschietti americani”, mostri sacri di questa disciplina. E’ soprattutto il coraggio di Stefy ad avere impressionato gli organizzatori, dopo un grave infortunio della passata stagione si è ripresentata al via lavorando con serietà per migliorarsi e dimostrare di poter essere protagonista. Una nomination che la ripaga dell’ impegno e che con l’aiuto dei suoi numerosi tifosi e dei molti che si aggiungeranno conta di trasformare in premio. Con lei solo un altro portacolori italiano, ancora una donna, la popolare ciclista Paola Pezzo. Da alcuni giorni è ondine anche il nuovo sito di Stefania www.stefybau.com attraverso il quale la vulcanica crossista milanese si ripromette di colloquiare e rispondere a tutti i suoi tifosi.

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