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Jessica Campos Ruiz

Storia: le motocicliste del passato:

Vittorina Sambri

Vittorina con il fratello Romeo Nei primi anni dei secolo, Vittorina Sambri sfidava in pista i motociclisti maschi e spesso vinceva. Ma loro malignavano...
"Quando quella lì veniva a Rimini per la Coppa dell'Adriatico - raccontava il generale Ettore Perdicchi già novantenne, pioniere negli anni '20 del motociclismo romagnolo - Le correvamo dietro sulla spiaggia facendo finta di scherzare, per vedere se capitava l'occasione di svelare il segreto".
Questo segreto, che Vittorina Sambri, motociclista di Ferrara, proteggeva benissimo, era nell'immaginario dei motociclisti degli albori di questo secolo che sta per concludersi, che non credevano che una donna potesse permettersi di battere degli uomini in sella a una motocicletta: già era tanto se se ne trovava una che avesse il coraggio di salirvi sopra Ci doveva essere dell'altro! Magari Vittorina nel suo intimo era Vittorio; oltretutto andava sempre in giro in pantaloni...
Vittorina comunque nacque con quel nome e fu sepolta senza che nessuno avesse mai potuto provare che non era una donna. E' giusto quindi riconoscerle il ruolo di pioniera in Italia nello sport motociclistico.
Correva con una borgo 500 monocilindrica e a volte con la bicilindrica della stessa casa torinese. Aveva esordito gareggiando in bicicletta sui velodromi e sulle piste in terra battuta, poi era passata al motore, seguendo il circo viaggiante dei corridori professionisti che si spostavano ogni settimana da un capo all'altro del nord Italia.
Il 17 agosto del 1913 si cimentò in una sfida a due sull'ippodromo di Faenza, contrapposta a un pilota di buon valore, Antiniazzi di Padova. Riportiamo la cronaca di un giornale locale:
"Antoniazzi si mantiene in testa per i primi dieci giri, la Sambri, sempre correttissima, tenta di sorpassarlo, specie nelle curve. Finalmente par riesca, rasentando lo steccato, a penetrare fra il medesimo e il motore dell'Antoniazzi. Questi non le lascia il tempo di proseguire e le si stringe addosso costringendola a passare la linea di demarcazione e a percorrere un breve tratto sull'erba. Causa tale irregolarità, la corsa viene annullata. Alla ripresa, nei primi giri l'Antoniazzi è in testa, ma non vi si mantiene molto, sorpassato dalla Sambri; questa si piazza tosto rasente allo steccato e non lo abbandona più. La vittoria è certa. Essa compie i dieci chilometri in minuti 7,31 e giunge prima con un buon vantaggio sull'Antoniazzi. E' vivamente applaudita".
Einspur

"SuperWheels", ottobre 1999, p. 228

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