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STORIE

COSI' VICINI, COSI' LONTANI
Anonima motociclista Vs Pilota MotoGP

Shane ByrneLavoro a stretto contatto con uno degli imprenditori più importanti e noti del nostro Paese. Nonostante mi sia concesso questo privilegio quotidiano ed il fatto che il mio capo sia una persona estremamente educata, cordiale, semplice e di classe, parlare ed incontrare personaggi di un certo rilievo mi incute sempre una sorta di formale riverenza. Si pensa ai vip sempre come ad alieni capricciosi, irraggiungibili, lontani anni luce dal nostro quotidiano.

Ieri sera ho conosciuto un protagonista della scena motociclistica 2004 per la prima mezz’ora di conversazione ed un ragazzo inglese sveglio e disponibile per il resto della serata.

Occasione di quest’incontro tra celebrità del motociclismo internazionale (pilota) e anonima motociclista (ovvero io) è stata la Motofesta Pompone Racing Team & Aprilia. Il mio interlocutore d’eccellenza per la cena ed i festeggiamenti è Shane Byrne, recentemente ingaggiato da Aprilia per correre in sella alla RS Cube in MotoGP.

Di lui e della sua carriera sapevo già tutto o quasi, una settimana prima della serata clou. Conscia dell’importanza e dello spessore del nostro ospite d’onore, mi aspettavo un cerimoniale rigoroso da seguire durante la cena. Poche domande, risposte stringate e massima discrezione. Ero completamente fuoristrada. Dopo i primi convenevoli, Shane si è fatto travolgere dalla curiosità dei suoi commensali dimostrando una pazienza infinita, un sense of humor notevole, un’umanità che davvero poco avevano a che fare con l’immagine del grande campione iridato della Superbike inglese che mi ero fatta nei giorni precedenti.

Shane ByrneOgni domanda, anche le più ovvia, assurda ed insolita, ha trovato risposta da parte di questo pilota del Kent dai vivaci occhi turchesi. Al di là del questionario in stile cartella stampa, tra una battuta di spirito, i flash dei fotografi ed un boccone di canederli tirolesi, di lui ho scoperto gli aspetti più disparati. Il suo principale hobby quando non è impegnato con gli allenamenti ed il suo team è il motocross. Sintomo di una passione per le due ruote che non conosce pause e spazia dalla staccata in pista alle derapate su sterrato. Neanche a dirlo dell’Italia ama la cucina, le belle donne e le belle moto, ma con tenerezza infinita mi ha mostrato la foto del suo splendido cane che lo aspetta in patria e mi ha parlato con vena nostalgica della sua mamma. Chi l’avrebbe mai detto… un esuberante pilota inglese mammone come un italiano verace! Per non parlare dei suoi gusti a tavola: con stupore il pochissimo alcool che Shane si è concesso durante la cena è stato qualche bicchiere di vino rosso, mentre io, italiana doc, ho pasteggiato con la biondissima “Birra del Centenario” della brauerei Pedavena di Feltre, che faceva da cornice alla festa Pompone ed Aprilia.

Il suo rapporto con la celebrità è buono, mi dice facendo spallucce, a metà tra l’imbarazzato e il lusingato. Qui in Italia, continua poi, riesce a camminare per la strada senza essere fermato in continuazione dai fans. Mi accorgo da sola che non si indispettisce ad essere al centro dell’attenzione. Si presta con serena ed innocente rassegnazione alla pioggia di richieste di autografi e foto. Il suo sorriso davanti all’obiettivo non appare mai forzato o di convenienza, sembra invece veramente coinvolto e sinceramente amichevole con tutti. Naomi Campbell avrebbe molto da imparare dal numero 67: Shakey, come ama farsi chiamare Shane Byrne.

E’ felice. Me lo conferma ogni cosa che mi racconta di sé, del suo lavoro, della sua vita. Fa un lavoro che sognava fin da piccolo e che lo appassiona giorno dopo giorno. I suoi amici spesso lo seguono durante le gare, fino a qualche minuto prima d’infilare la tuta e vedere il verde scattare dalla pole position. Se non è in moto è in palestra o sulla tavola da snow. Non ha perso la sua spontaneità tra gli abbagli dei flash sul podio e, allo stesso tempo, non è un comunicatore da show business come Valentino Rossi; ma a lui Shakey si sente comunque simile. In fondo sono entrambi due ragazzi a cui piace divertirsi in moto. L’unica cosa che invidia alla piccola canaglia di Tavullia è il numero di gare vinte. Negli occhi di Shane però leggo una determinazione che credo lo porterà a dare il massimo in MotoGP, come ha già fatto vincendo brillantemente la Superbike inglese, con due gare d’anticipo, quest’anno.

La RS Cube l’ha già provata a Jerez e Valencia poche settimane fa, ma da come mi racconta l’esperienza dei test comprendo l’entusiasmo ed il forte desiderio di ritornare quanto prima in sella. Succederà a fine gennaio e non sta nella pelle. Vuole fare più giri possibili in circuito, conoscere la moto, interagire con i meccanici per prepararla secondo i suoi requisiti. E’ carico come una molla, in lui c’è una tensione propositiva contagiosa. Questo ragazzetto inglese ha grinta da vendere, sembra che dica “Mettetemi sotto il sedere la RS Cube, con il team Aprilia questa moto presto mi calzerà come un guanto. Fatemi provare tutti i circuiti che non conosco, ma soprattutto fatemi correre!”. E’ cosciente che il passaggio da Superbike inglese a MotoGP non sarà cosa semplice, ma tra le righe della sua risolutezza si legge che seppur difficile l’impresa non è impossibile.

Spesso mi ritrovo a dirgli “…Caspita, succede anche a me!” a tutto vantaggio del clima di cordiale scambio d’opinioni ed esperienze tra centauri che si è instaurato nel corso della cena. Per qualche minuto, infatti, chi mi siede a fianco non è più il decoratissimo vincitore, ma un motociclista che ha affrontato le sue cadute, che segue i suoi rituali scaramantici per infilarsi gli stivali, che sogna rocamboleschi voli svegliandosi di soprassalto la notte, che si prende dieci minuti per sé prima di vestirsi e inforcare la moto… fosse anche solo per una sosta alla toilette!

Ha ventisette anni ma un’esperienza sulle due ruote notevole. Dimostrando grande saggezza, mi dice che le cadute peggiori sono quelle alle quali non sai dare una spiegazione, perché da quelle cadute forse non si riesce mai a trarre un insegnamento preciso.

La scaletta della serata mondana incombe, foto di rito con il Presidente Ivano Beggio, breve discorso di augurio e ringraziamento. Dalla scalinata/palco di Pedavena davanti ai 320 invitati, traduco sottovoce i ringraziamenti dei vari motoclub Aprilia per Shane. Lui è più alto di me ma i tacchi e uno scalino mi aiutano ad avere la voce a portata del suo orecchio. In una pausa della mia traduzione simultanea alza lo sguardo e mi sussurra “Non c’è proprio modo di portarti via dal tuo capo?”. Mi sorride, grato per il supporto da traduttrice personale. Ricambio vagamente imbarazzata per il complimento canzonatorio lanciato nel bel mezzo della consegna dei riconoscimenti, sotto la luce abbagliante dei riflettori.

Scendiamo qualche scalino verso la sala, è tempo di tagliare la torta e fare un bel brindisi alla buona riuscita della festa Pompone & Aprilia ed al 2004 che vedrà Shane sulla RS Cube. Tra gli applausi e le urla festose, dopo aver ben shakerato la bottiglia di champagne, Beggio e Shakey si scambiano un’occhiata complice e la pioggia di bollicine investe prima tutti gli astanti ed infine la mia schiena per una doccia frizzante di risa e gioia (clicca qui per vedere il video). E’ un attimo ed il pubblico lo inghiotte con tentacoli di braccia, in un vociare confuso. La sua portavoce, responsabile per la comunicazione del reparto corse, lo prende per mano come uno scolaretto, cercando di divincolarsi dalla stretta della folla ed uscire in gran fretta. Fra gli spintoni e la corrente umana ci ritroviamo faccia a faccia per un bacio di saluto fugace. “See you again!” Mi sorride, mi ringrazia. Non lo vedo già più. L’odore di champagne e la schiena bagnata mi fanno tornare alla realtà. Ci rivediamo… come no, in televisione o dalle tribune! Ferma in piedi con il mio cappellino da babbo natale di traverso mi ritrovo con gli angoli della labbra all’insù in un sorriso compiaciuto. Attorno a me si muove ancora lo sciame di gente che lo invoca a gran voce. Poco importa se lo rivedrò solo su un monitor o dietro una transenna. Stasera non ho conosciuto solo un campione della Superbike ma ho conosciuto anche un ragazzo innamorato del suo lavoro, della moto e della vita. Proprio come me. Così lontani, così vicini.

Mimì

Motocicliste 2000