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Svizzera: Concorso dei passi svizzeri - Tour des Cols 2000

Bretagna

Ce l'ho fatta.
Quando sono partita, non ero sicura che avrei riportato Summerwind a casa, tant'è vero che gli ho promesso il serbatoio nuovo, serigrafato, se questo fosse successo. E, oltre a mettere alla prova lei, ho messo anche alla prova me stessa, la mia capacità di resistenza, il mio modo di vedere le cose, il rapporto con il mio compagno di viaggio.
La mattina del 9 agosto, ancora non sapevamo bene che direzione prendere, era in programma la Toscana invece della Normandia, se il tempo fosse stato instabile, e lo era…
Ma, accidenti: che razza di motociclisti siamo se ci spaventiamo per un po’ di pioggia?
Non ho mai fatto bagagli per un viaggio in moto. Ho ridotto tutto all'osso, un bauletto, uno zaino agganaciato con le cinghie al bauletto; sulla moto di Cocodryle Dandy, invece, 2 borse laterali morbide, bauletto d'ordinanza e tenda, fissata con il ragno.
3300 Km in tutto.
Due giornate intere sotto la pioggia.
Niente abbronzatura. Niente bagni.
Arriviamo in Bretagna dopo 4 giorni.
Le tappe: Lyon - Vierzon - Saumur – Pluharnel.
Scegliamo la penisola del Quiberon per vedere l'oceano, un campeggio comunale in riva al mare, senza bar, senza supermercato, molto selvaggio. Ci piazziamo in un bel prato verde a due passi dalla laguna, alle spalle l'oceano dietro una piccola altura e… quando torniamo la sera dal paese: il mare non c'è più! Non importa. Un caffè italiano, con la moka, davanti al mare e poi a nanna. Sono persino riuscita a fare degli spaghetti decenti.
E' stata l'unica volta in campeggio: è troppo bello avere una camera, anche modesta, dove svaccarti e fare docce caldissime, magari con una finestra che dà proprio sulla marea. E trovarle non è un problema: 160-280 franchi, ne abbiamo cambiate talmente tante che non le ricordo più tutte.
Le case in Bretagna sono uno spettacolo. In pietra, con finestre grandissime come quelle dei giornali di arredamento, con le ortensie, i prati che sembrano moquette, non ricordo di averne viste di brutte. Distese di girasoli, campi di grano tagliati, rotoloni di paglia, nuvole bianche, ora capisco perché gli impressionisti usavano quei colori!
Non dimenticherò mai i colori del tramonto sull'Oceano mentre scende la marea. Un rosa violetto che si rispecchia sulla sabbia umida e, alle spalle, ciuffi d'erba verdissimi , sopra un cielo di piombo da paura!
Abbiamo visto i Megaliti, sotto una fine pioggerella, a Carnac. Kilometri di pietre allineate che ti lasciano perplessa, Cocodryle Dandy dice: è un cimitero…
Lo stesso giorno, a La Trinite Sur Mer, scoviamo un ristorantino davanti al porto dove prendo tutto il mio coraggio e ordino ostriche, granchio, gamberi e una serie di conchiglie non ben definite, da mangiare fredde, quasi crude. Peccato per il freddo, le avrei gustate meglio un po’ tiepide, ma lì le mangiano tutti così, al naturale, senza olio, senza sale, servite su di un piatto di alghe. Il cameriere sembra un marinaio canaglia appena sbarcato e rende tutto molto pittoresco. Sua moglie passa ore a tagliare fiori e sistemarli nei secchi, ne avrà almeno 10 bacinelle e si è creata uno spazio proprio davanti al mare dove fare queste operazioni… che donne, le francesi!
In quel ristorante chiediamo consigli per la Normandia, che poi regolarmente non seguiremo.
La nostra meta è Mont Saint Michel, attraversiamo la Bretagna ed andiamo a nord.
Una statale bellissima, quasi deserta, pascoli e campi di grano, ci fermiamo a Le Val Andrè, vicino a Saint Brieuc. Restiamo due giorni. A Cap Frehel, vedo la mia prima brughiera. E rimango incantata, più che a vedere Mont Saint Michel.
Ci spostiamo più a nord e andiamo a cercare il soldato Ryan. La zona dello sbarco. Una lunga serie di spiagge, dove ogni paese ha la sua storia da raccontare. Ce la riassume, ad Arromanches, un cinema circolare, dove in 18 minuti capisci tutta l'angoscia e la realtà di quel periodo. Poi il Cimitero Americano, proprio davanti ad Omaha Plage, ti lascia senza fiato. A Fecamp ci fermiamo. Sono passati 6 giorni ed è ora di avvicinarci. Summerwind, dopo una notte sotto la pioggia, si rifiuta di partire. Cocodryle Dandy la fa partire a spinta al primo colpo…
Già si sente l'aria del ritorno e, per la stanchezza o la tensione, litighiamo.
Il pezzo di viaggio più brutto. Da Fecamp a Parigi con i lacrimoni e i nervi a fior di pelle. Proprio mentre stavo per decidere di abbandonare Cocodryle Dandy e di uscire ad un paesino qualunque, lui mi fa cenno di seguirlo e usciamo a Versailles. Le vacanze non sono finite. Dipende solo da noi. Nei giardini di Versailles altri due ragazzi stanno litigando, in spagnolo… ci guardiamo e ridiamo.
PARIGI! sìììì! Non potevo passare di qui senza fermarmi! (forse era questa la causa del litigio?!) Due giorni indimenticabili. Ci siamo accontentati di vedere un pezzettino di Louvre, Notre Dame, il quartiere latino e un giro in battello sulla Senna. In due giorni è stato il massimo. Per il ritorno cerchiamo di riavvicinarci alla Loira e alla fine visitiamo Aubigny e ci fermiamo a Sancerre, dove c'è la più chiassosa fiera dei vini mai vista. Assaggiamo ripetutamente Sancerre rosso, bianco e rosè, mangiamo Le Crottin, un formaggetto di capra che con il Sancerre non ci bisticcia.
Siamo ormai alla fine del viaggio e, a 40 km da Chambery, la sera tardi, dopo aver preso pioggia per 400 km, troviamo finalmente una camera. Il giorno dopo, rientro a Torino, passando per il Colle Moncenisio, dove i colori del cielo e del lago sono da togliere il fiato.
Non so perché, ma appena messo piede a casa, saremmo ripartiti subito…

Luciana

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Siamo partiti il 30 Luglio 1999, meta agognata dopo un anno di duro lavoro: la Bretagna. Tra i viaggiatori: io sul mio monsterino, il mio fidanzato Giorgio su St2 e una coppia di amici neofiti motociclisti, Antonio e Donatella, su una vecchia BMW R45. Partiamo con calma, alle 11.00 siamo ancora a Melegnano. La prima tappa prevede un trasferimento fino a Frejus (dopo Nizza) dove un treno delle Ferrovie Francesi, molto più ospitale dei nostri, avrebbe caricato moto e passeggeri che nel lasso di una sola notte si sarebbero così ritrovati direttamente all'inizio del loro giro Nantes, risparmiando fatica ed autostrada, ma soprattutto tempo.
Ovviamente la parola d'ordine è: meno autostrada possibile, così la prima tappa prevedeva: Autostrada fino Alessandria, da lì fino a Nizza Statale, ed un pezzo di autostrada da Nizza a Frejus. Il tempo fa subito capire quale sarebbe stato il tormentone di tutta la vacanza, letteralmente inondandoci fino a Binasco, dove la "vecchietta" dell'affidabilissima casa tedesca non vuole più saperne di ripartire dopo aver sistemato il biglietto dell'autostrada. Dopo mezzora di prova candele, prove partenze a spinta, finalmente ci muoviamo, con in mente il dubbio di riuscire a prenderlo 'sto treno. Pochi km e veramente veniamo battezzati dall'acqua. Un autentico nubifragio da inzupparci nel tempo esatto in cui cercavamo di infilarci le tute antipioggia (almeno io e Giorgio, perché Antonio, malamente consigliato, aveva pensato di mettere le tute antipioggia sotto la sella e poi di caricarci sopra i bagagli). Ovviamente l'R45 si ferma di nuovo, ovviamente non sotto un cavalcavia, ma su una piazzola scoperta, pure leggermente in salita: che fosse allergica all'acqua? Ma nooo è tedesca!
Proviamo per un'altra mezz'oretta a spingerla su e giù per la piazzola finché non si riaccende e al volo riprendiamo il viaggio. Mi sa che 'sto viaggio si mette male...
Arriviamo ad Alessandria, puntiamo per la Francia via Col di Tenda. Il tempo si mette al bello, il passo è bellissimo, stretto in gole scavate, passando attraverso una galleria minuscola.
Abbiamo ora una strada tutte curve che si snoda davanti a noi: Sospen, L'Escaren.
La strada tuttavia è più lunga da percorrere del previsto, alle 17.00 non siamo ancora arrivati a Sospen e la strada invece di scendere continua a risalire. Strada deserta, ma leggermente umida, comunque molto bella... peccato il tarlo di non riuscire a prendere il treno... e poi quanti lacet (tornanti)!! Crampi alla mano sinistra.
Arriviamo finalmente a Nizza e ci mettiamo sull'autostrada, dove ogni pochi km ti chiedono il pedaggio, una follia! Almeno, a differenza dell'Italia, le moto pagano meno delle macchine.
Arriviamo alle 19.30 alla stazione. Il treno parte alle 19.50. I ferrovieri ci guardano stupiti. Arrivate ora? Le moto non possiamo caricarvele più, dovevate arrivare entro le 19.00. Insistiamo, facciamo vedere i biglietti già pagati, gli spieghiamo (come poi! che nessuno di noi parlava francese e loro non parlavano inglese?!? Boh, forza della disperazione) che aveva piovuto, ecc. Alla fine ci caricano le moto. Le legano bene, un buon sistema, come mezzo di trasporto lo consiglio, perché le legano con delle corde ai lati e le bloccano davanti e dietro, non le mettono sul cavalletto, ed infatti il sistema ha funzionato benissimo.
Al volo prendiamo il treno che parte con qualche minuto di ritardo perché dovevano finire di legare le nostre moto. Ci svegliamo il giorno dopo a Nantes. Come prima giornata non c'è male... ora ci si riposa!
E' cominciata così la nostra vacanza vera e propria. Nantes l'avevamo già vista e non ci aveva entusiasmato, ci siamo quindi diretti verso nord sulla costa, con l'idea di fermarci nelle vicinanze di Vannes. La costa è bellissima, con strade panoramiche e non eccessivamente affollate. La prima tappa è stata in un ristorantino a mangiare ostriche che, come tutti i frutti di mare, sono veramente a buon mercato e buonissimi. Carnac è impressionante con tutti quei menhir, la penisola di Locmariaquer bella da percorrere in moto. Vannes ha un porticciolo da incanto. Assaggiamo le crêpes e le gallette (crêpes fatte con farina di grano saraceno): squisite. Il Cidro poi è un'ottima alternativa al vino, troppo costoso e neanche tanto buono (rispetto al nostro poi!!!)
Tutte le moto che passano ti salutano, sia se le incroci, sia se ti sorpassano. Le macchine, se ti vedono nello specchietto si fanno subito di lato.
Il tempo regge per due/tre giorni, ci trasferiamo a Quimper. Molto carina. Peccato che piove mezza giornata del primo giorno e partiamo all'ora di pranzo con l'idea di vedere Point du Raz. La strada è bella ma la visita a Point du Raz deludente. Si arriva sulla punta dove più che altro c'è un centro commerciale, e un pulmino a metano ti porta al faro passando per distese di erica. Poi un pezzettino a piedi e si arriva sulla punta rocciosa.
Riprendiamo le moto ed andiamo a Point du Vent, punta gemella rispetto a Point du Raz, da cui si vede il magnifico panorama su Point du Raz, ecco da qui è veramente bello!
Il giorno dopo ce ne andiamo verso Audierne, ceniamo a Douarnenez nel ristorante panoramico sul porto (grazie Simona!) e andiamo a visitare il paesino da cartolina di Locronan. Bello anche il giro nei boschi intorno a Huelgoat. Neanche una goccia quest'oggi. Ovviamente quello che non abbiamo preso oggi, lo prenderemo domani, ed infatti, il giorno che decidiamo di smontare le tende, ecco venire giù un bel diluvio che imperterrito continua fino alle 13.00. Alle 13.30 siamo pronti con le moto cariche, se non che l'R45, offesa di essere rimasta così a lungo sotto la pioggia, non ne vuole saperne di portarci da nessuna parte. Alle 15.00 l'R45 si decide, dopo esser rimasta parecchio al sole, che si può continuare. Antonio decide di farla vedere da qualcuno, anche se sappiamo di non avere molte speranze: un guasto del genere all'impianto elettrico è quasi impossibile da trovare. Troviamo un meccanico di moto, ma non tratta BMW. Un ragazzo con una Buell si offre di portarci dall'esperto BMW. L'esperto arriva, la guarda appena e chiede, con l'aiuto del "Buellista" che traduce dall'inglese, l'età della moto. 15 anni? Allora è l'alternatore crepato, è un difetto comune in quel modello. Metti un po' di silicone sull'alternatore e vai tranquillo.
Tutto qui? Veramente noi avevamo comprato già del silicone spray e lo avevamo già messo, a scanso di equivoci, un po' dappertutto... beh, ci proveremo. Offriamo una birra ad Enri che gentilmente ci ha guidati con la sua Buell e che ci racconta un po' di vera Bretagna. Alle 18.00 abbiamo percorso 18 km dal campeggio e siamo ancora a Quimper.
Ma si era deciso di andare a Nord.
Stasera niente campeggio, cerchiamo chambres d'hotes per continuare la strada domani. Ovviamente quando le cerchiamo noi, non ci sono... devo dire che abbiamo iniziato un po' tardi (20.00) ma era già tutto preso, alla fine troviamo un camping Naturel che al prezzo di 67 franchi tutti e quattro comprese le moto ci ospiterà (avete letto bene 67 franchi=20.000 lire!!!).
Nel camping non c'è altro che un campo dove piantare la tenda ed una piccola costruzione dove ci sono docce, lavandini e bagni puliti e dotati di acqua calda: cosa vuoi di più alle 9.00 di sera e per la cifra suddetta?
Per mangiare la signora del camping ci dice sconsolata che dobbiamo arrivare fino a Lanniron perché lì intorno non c'è nulla. Quando scopriamo che detto paese è, a ben guardare sulla carta, alla ragguardevole distanza di 2 KM e mezzo ci viene un po' da ridere... comunque le crêpes e il sidro erano squisiti. Il giorno dopo ci facciamo piano piano tutta la costa... spiagge bianchissime, mare azzurro. Mare che ritirandosi lascia scoperti kilometri di spiaggia e rocce. Barche che rimangono abbandonate sulla riva come giocattoli abbandonati da un bimbo su un bagnasciuga. Bellissima tutta la costa fino alla famosa Costa di granito Rosa, ma anche la parte precedente molto poco turistica e poco frequentata è bellissima.
Compriamo un telo di plastica per incartare l'R45 ogni notte, nel caso piovesse.
Ci fermiamo quindi dalle parti di Tregastel dove il tempo non è stato particolarmente clemente. Qui abbiamo fatto grande scorpacciate di Cozze e Patatine (Mules Frites) che si trovano cucinate in vari modi, dal peperone alla pancetta, ma di cui le più buone rimangono sempre quelle alla marinara. E' un piatto a buon mercato che si trova dovunque, anche nelle creperie, dove la fa comunque da padrona la galletta bretone (con uovo all'occhio di bue, prosciutto e formaggio). Puntiamo quindi su St. Malo, per andare a visitare anche Mont St Michel. Bellissimo!!! Un po' troppo turistico, ma comunque affascinante. Qui abbiamo visto la marea salire e l'eclissi, due eventi incredibili!
Abbiamo fatto la costa da Mont St Michel a St Malo, molto bella e ci siamo fermati a Concale per mangiare le ostriche che qui vengono coltivate. Devo dire la più grande scorpacciata di ostriche fatta in vita mia. Purtroppo a questo punto i giorni a nostra disposizione erano terminati e ce ne siamo dovuti tornare indietro. Abbiamo seguito per Tours tutta statale, veramente bella e piacevole da fare sugli 80-90 all'ora. La strada che va da Lyon a Chambery attraversa un passo ed è bellissima, curvoni larghi e ben asfaltati sia in salita che in discesa. In due giorni siamo arrivati al Mon Cenisio, dove ci siamo fermati a pranzare. Un posto fantastico, con un laghetto di un azzurro memorabile, senza contare la strada che dal versante Francese è proprio bella (un budello quella dalla parte italiana).
Dopodiché Torino, Vigevano, casa. 3000 km e tutto sommato meno acqua di quanto mi aspettassi.

Accla

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CONSIGLIO VIVAMENTE (in senso antiorario):
MONT SAINT MICHEL: non deve assolutamente sfuggire, soprattutto la visita all'interno del chiostro vale VERAMENTE LA PENA! I ristoranti al Mont Saint Michel sono un po' cari pero' a pochi km le cose vanno già meglio.

ST.MALO ha un porto fantastico con il mitico Penduick VI attraccato alla banchina, imbarcazione del compianto Eric Tabarly. La visita della cittadella con tutti i suoi negozietti è bellissima, trovi di tutto per l'ambiente "nautico": i prezzi sono buoni.

LA MAREA... da non perdere, facendo attenzione di assistervi standone BENE alla larga: si parla di una escursione di 6-7 metri, il mare si ritira per Km!!!

Tutta la costa nord da ST. Malo fino un po' prima di Brest è bellissima, con le sue spiagge interminabili verso il mare di un bel blu intenso; dappertutto rocce granitiche rosa. Solito discoso: attenzione alla marea non sono scherzi!

Per mangiare un posto vale l'altro: ovviamente consigliato il pesce: le cozze sono una favola, le ostriche pure e non costano tantissimo, poi tonno, merluzzo e pesce azzurro; è freschissimo e non costa molto, certo l'aragosta... è come in Sardegna.
CIBO: DA NON PERDERE due cose: la GALETTE BRETONNE, ovvero una specie di CREPE fatta con grano saraceno: ottime sono le galette salate con formaggio, uova, prosciutto... tutto quello che uno vuole, e il SIDRO, ovvero il vino di mela... se lo scegli un po' secco è meglio, accompagna bene il cibo e non disturba affatto! Le galette e le crepe costano poco e si mangia a sufficienza. La birra è la bevanda alcolica che costa di meno, poi c'è il sidro! Sconsiglio il vino che quando è buono costa un occhio della testa: a volte costa e basta!

DOUARNENEZ è la patria della sardina e c'è una storia che coinvolge tutto il paese nella produzione e nell'inscatolamento. C'e' un bel museo della nautica: consiglio i ristoranti verso il Porto, verso la fine della strada che dà sul porto: basta chiedere "RESTAURANT" e non si sbaglia! PESCE, naturalmente! Nella via centrale di Douarnenez c'è un pasticceria che è la fine del mondo, è proprio in faccia ad un albergo 3 stelle credo, e le paste costano poco, sono grosse e buone: LA COLAZIONE è assicurata!

Bella CONARNEAU con la sua isola cittadella!

Siete nella patria di Asterix, quindi non potete farvi sfuggire CARNAC dove ci sono "I grandi allineamenti" di MENHIR... sì i sassi preistorici messi in piedi: c'è anche un centro archeologico e per la divulgazione scientifica del fenomeno che si può visitare: ci sono anche visite a pagamento.

VANNES, splendida cittadina, con il suo castello, con i suoi giardini seminati nell'antico fossato: anche qui si trovano ristoranti poco cari, le panetterie vendono focaccia e dolci poco cari e la merenda o la colazione sono presto fatte!

NANTES merita una bella visita, pure!

Siccome piove sempre, e quando dico sempre, vuol dire in continuazione con intervalli di sole minuscoli e poi acqua e cielo nero, antipioggia sempre indossata o a portata di mano! Infine gli alberghi: fra quelli a buon mercato consiglio i ROUTARDS, ovvero coloro che girano a piedi con lo zaino: sono sempre 1*, ma hanno una insegna con ROUTARD e un uomo con il mondo sulle spalle: sono modesti MA PULITI e costano molto poco. Alcuni sono dotati anche di camere con bagno!

Simona

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