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Svizzera: Concorso dei passi svizzeri - Tour des Cols 2000

Dolomiti

UNA PASSEGGIATA NELLE DOLOMITI

DOLOMITIUna fiumana di auto, pullman, biciclette e moto si snodano ordinatamente lungo i tornanti dei quattro passi: Pordoi, Sella, Gardena e Costalunga. Come diretti da un unico direttore d'orchestra si sale, si scende, si
sorpassa, ci si ferma, si maledice il conducente davanti. Non c'è spazio per dar sfogo alla propria creatività, siamo in tanti, troppi. Ci si ferma a tutti i passi. Sembriamo seguire tutti lo stesso copione: una sigaretta, uno
stuzzichino, una chiacchiera, si osservano le moto degli altri. Ci sono molti tedeschi e francesi. Tutti uniti dalle stesse strade, forse dalla ricerca della curva perfetta... ma così diversi nell'intendere la moto. Poca pelle, tanta cordura. Alcuni sfoggiano questi bellissimi completi fatti di tessuto che indovino traforato misto a cordura. Completi estivi. Pochi caschi griffati, quasi tutti Nolan apribili. E le moto: tante bmw, aprilia caponord, guzzi, poche sportive, tutte turistiche , moto sporche come non mai. Ho visto accrocchi portacartina, portaombrelli, portavaligie, portabottiglie. Cupolini che sono diventati veri e propri parabrezza. Avere una moto sprovvista di bauletti è come essere out. E le donne... quante coppie incontriamo. Queste donnone governano le loro bmw con grande destrezza.
Non si può venire da queste parti senza percorrere almeno una volta queste strade. E questa coda interminabile è la giusta palestra per fare un po' di esercizio di equilibrismo mentre aspetti a metà tornante che i ciclisti di turno si spostino leggermente mentre la macchina davanti a te aspetta di superarli finché il pullman incastrato nella curva finisce la sua manovra... momenti in cui un brivido freddo mi percorre la schiena.
Una festa di paese è il preludio per la salita al passo Duran. Dopo tanto ottimo asfalto, qui si incomincia a ragionare. La strada è più stretta, avvolta da alberi fitti, sassi e terriccio rallentano la nostra corsa solitaria. Raggiungiamo la statale che ci porterà fino ad Alleghe e di colpo ci rendiamo conto che è domenica sera, il traffico dall'altra parte è intensissimo: guardo le moto sfilare nella linea di mezzeria, per loro ora
c'è solo caldo e traffico, il mio destino di ogni passeggiata. Ma questa volta no.
Ad Alleghe ci fermiamo in riva al lago: è di un bel colore verde-turchese, qualche villeggiante sulla sua barchetta si gode la leggera brezza che si sta alzando. Sono le sette di sera, siamo in giro da parecchie ore. E mi rendo conto che l'ora migliore sta per arrivare, noi siamo qui al momento giusto.
Ed è così che ci avviamo verso il passo di Falzarego, perché ancora una volta voglio fare miei questi tornanti. E sono i colori del giorno che si spegne a farci da compagni di viaggio. Il sole scompare dietro una curva per far capolino subito a quella successiva. E sono il rosso e l'arancio a far da padroni tra i rami dei boschi. Mi tornano alla mente i detti che da piccola mia nonna mi snocciolava "Rosso di sera bel tempo si spera"... cime
imponenti in lontananza, cime maestose senza neve purtroppo. E i fiori, tanti, coloratissimi, rossi, blu, gialli, arancioni. Ci fermiamo. Qualche nuvola candida come la neve danza nel cielo limpido... un movimento al mio fianco, un abbraccio che diventa una carezza, uno sguardo che vale più di mille parole. E' tempo di avviarci. Mio marito attacca i 33 tornati del Pordoi con piglio deciso, io lenta e pensierosa.
Faccio fatica a tenere il ritmo, sono tesa e ancora turbata e poi, come sempre accade, la moto mi porta laddove c'è spazio solo per noi due. Ora c'è solo questo nastro d'asfalto davanti a me, mi rilasso e godo le curve. Rapide, ripide e divertenti. E improvvisamente siamo già ad Arabba... e penso che è bello vivere la moto.

Carla

 


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