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VIAGGI e WEEK END

MOTOCICLISTE IN GIAPPONE
23 Marzo / 23 Aprile 2002

sponsor DUCATI
In collaborazione con: Canon, Tucano Urbano

GALLERY FOTOGRAFICA

Motocicliste in GiapponeIt' a small world, è un piccolo mondo. Così si dice del nostro pianeta ma per noi questo viaggio in Giappone è stato come attraversare molti mondi diversi, mondi che riguardano il pensiero, la passione, la cultura, le moto ,le donne e altro ancora... Partiamo in tre amiche dall'Italia, tre ragazze assai diverse ma con un denominatore comune: la passione per le due ruote. Valeria è la più giovane, lavora come operatrice video ed è un "tipino" tutte pepe e sport. Claudia è architetto, curiosa ed intelligente, è una vera viaggiatrice quando viaggiare significa aprire gli orizzonti mentali. Infine, io che sono fotografa e che vedo tutto attraverso l'obiettivo.

In Italia facciamo parte di un gruppo di motocicliste: negli ultimi tempi sono sempre di più le donne che abbracciano questa meravigliosa passione, ma in Giappone come saranno le nostre amiche centaure? Me lo chiedo mentre dal finestrino dell'aereo, che ormai sta per raggiungere Narita, vedo l'immensa area urbana di Tokyo. E' qui che ritireremo i nostri "dragoni", i prodi destrieri che cavalcheremo per questa piccola missione, un Monster 750 ed un Monster S4 messi a disposizione da Ducati Japan. Tokyo ci accoglie enorme e caotica ma anche pulitissima ed efficiente. Appena fuori dalle arterie principali si snodano tranquilli e ordinati quartieri di case basse. Infiniti cavi elettrici, che qui non possono essere interrati per via dei frequenti terremoti, disegnano una ragnatela fittissima sopra le nostre teste.

Trovarsi nel quartiere di Ginza nell'ora di punta è un'esperienza indubbiamente singolare: masse enormi di persone attraversano gli incroci, è come trovarsi sott'acqua con un enorme branco di pesci tropicali. Ci fermiamo allo stop: attendiamo... scatta il verde ed il flusso comincia. Valeria è solo a due metri davanti a me ma non riesco a vederla: sembra impossibile che così tanta gente possa stare in così poco spazio! Eppure è proprio questa moltitudine che fa di Tokyo una città eccezionale dove non c'è nulla che non si riesca a fare o acquistare, dove ogni tipo di esigenza è soddisfatta, anche la più estrosa: un luogo dove tutto è possibile. Ma il viaggio vero deve ancora iniziare perché le nostre moto hanno bisogno di asfalto per correre, i nostri occhi di paesaggi da guardare attraverso la visiera del casco ed il nostro spirito di emozioni da ricordare.

Nella penisola di Izu c'è la Izu Sky Line che è uno degli itinerari preferiti dai motociclisti della zona , una sorta di Futa nipponica , purtroppo, però, a pagamento. Finalmente possiamo iniziare a divertirci con le nostre moto agili e scattanti ed è sempre difficile scegliere tra il piacere di continuare ad "aprire " e quello di fermarsi per assaporare il panorama e fare una foto.

Nonostante la potenza non sia poca, le nostre moto sono facili e intuitive: la coppia molto sfruttabile, in curva piegano senza sforzo, non le devi "buttare giù" e sembra che sappiano già da sole cosa fare. Anche sul rettilineo risultano molto stabili, ma non osiamo troppo perché sappiamo che qui sono molto severi con i limiti di velocità. Ad ogni modo, sul misto stretto riusciamo a divertirci parecchio ed il ritmo non è male!

Grazie ad un incredibile telaio, i Monster sembrano molto più leggeri di quanto non siano e non pongono problemi neppure a Valeria, "lo scricciolo" del gruppo, che non raggiunge neppure i 50 kg di peso! Siamo giunte in vetta al promontorio e di fronte a noi si erge meraviglioso il monte Fuji, maestoso e perfettamente simmetrico, è forse il simbolo più "esteticamente corretto " e più amato dai giapponesi.

Parcheggiate al passo troviamo diverse 916 e 748 e tentiamo una conversazione con questi Ducatisti dagli occhi a mandorla ma è difficile perché pochissimi parlano inglese. E' vero comunque che a volte non serve parlare la stessa lingua per intendersi, specialmente quando è una passione ad accomunare le persone. Poche parole come "Italia", "Ducati" ed il gioco è fatto. O, forse, dovrei dire "la foto è fatta" visto che qui sembra lo sport nazionale.

Tanti sorrisi e gesti per riuscire a spiegare loro il significato di "daje er gas", la frase che abbiamo scelto come Leitmotiv del viaggio e che facciamo ripetere a tutti quelli che incontriamo. I nostri incontri non sono terminati e proseguendo ne facciamo uno davvero particolare: alcune scimmie scorrazzano libere per la strada! Le simpatiche bestiole si fanno sempre più furbe avvicinando i turisti cercano di racimolare un po' di cibo. Nelle regioni più fredde del nord si possono incontrare questi animali negli "onsen", le pozze naturali di acqua termale, mentre si godono, proprio come noi, un rilassante bagno caldo.

La tradizione del bagno serale in uno "Onsen" (centro termale) è molto seguita dai giapponesi che vanno orgogliosi della loro, vera o presunta non sappiamo , maggior temperatura corporea che gli permetterebbe di immergersi in queste acque particolarmente calde per parecchio tempo.

E' questo forte contrasto a stupirci in continuazione: passiamo da caotici ingorghi stradali a religiosi silenzi di templi buddisti o scintoisti, da atmosfere a dir poco futuriste ad altre dove il tempo sembra essersi fermato.


Tra breve online la seconda parte dell'articolo

Le protagoniste:

MOTOCICLISTE IN GIAPPONEValeria Mondello (Milano)
operatrice e montaggista video - motociclista
Nasce in compagnia di una sorella fotocopia a Milano nel luglio 73. Dopo gli inevitabili studi di elementari e medie, affronta con successo la scuola superiore di Comunicazione visiva e poi l'I.S.E.F. che porta a terminesportivamente! Non paga, si iscrive a corsi di perfezionamento di grafica 2D e 3D e di montaggio video prediligendo quelli sportivi. Valecroft, così la
chiamano gli amici, è montatrice video, operatrice e pure bagnino! Insomma la ragazza si dà da fare! Naturalmente tra un video e un allenamento (atletica e snowboard), non mancano le gite con l'amatissima Ducati Monsterin qualsiasi condizione atmosferica! Giappone ATTENZIONE!!!!

MOTOCICLISTE IN GIAPPONE

Valentina Mazzoli (Milano)
fotografa - motociclista
Nasce a Napoli nel Settembre 67. Refrattaria all'asilo, trasferitasi nel ricco nord est, affronta con entusiasmo la carriera scolastica - elementari, medie e liceo artistico. Con una borsa di studio ed una di Hot-dogs, la
troviamo, 83/84, nella fredda e ventosa Chicago. La metropoli affascina, quindi il trasferimento a Milano per frequentare i corsi di fotografia dello IED e i locali alla moda. Nel primo studio inizia l'attività di fotografa di still-life lavorando per l'editoria e la pubblicità. Alterna l'attività dello studio con i viaggi, Valefly il suo
nickname, e gli hobbies possibilmente all'aria... e al gas aperti!
Valentina


MOTOCICLISTE IN GIAPPONE Claudia Rossi (Milano)
architetto - motociclista
Parte per il Giappone lasciando soli derelitti e disperati i suoi cinque gatti: Behemoth, Tchorba, Mamaliga, Memeu e Mauro. Quattro sono norvegesi delle foreste, uno no. (Per info su quest'ultimo: 348/2668240). A tutt'oggi ha riempito i tempi morti tra un viaggio in moto e l'altro inventandosi gli hobby più bizzarri: tipo esercitare la professione di architetto - a Milano, dove vive (quando non ha il sedere sulla moto) e lavora (quando non è via).
Curriculum come architetto: prego, vedere per credere.
Curriculum come motociclista (estratto limitato all'Europa): punto più a W: Finisterre (E); punto più a N: CapoNord (N); a E: Erzurum (T); punto più a S: scoglio non nominato a S di Cassibile (I).
Moto: BMW F650 , Honda CBR 600, altra BMW F650 GS, Honda CBR 900RR.
Programmi motociclistici: totali.
Predilezione assoluta: omissis :-)

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