Lola
IN
VIAGGIO CON LOLA
Chi
è Lola
Lola è una femmina di cocker spaniel, di colore
fulvo e nata 5 anni fa, che ha percorso oltre 40.000 km in
moto.
Lola non è, però, nata motociclista ma lo è
diventata per amore verso i proprietari, dal momento che la
moto non è “il fine”, ma “il mezzo”
per stare assieme ai componenti umani della propria famiglia
e per condividere, con loro, sempre nuove esperienze.
Durante i quasi 5 anni vissuti da “motociclista”,
Lola è diventata la mascotte di tanti motociclisti,
ha partecipato a diversi eventi a scopo benefico ed ha promosso
raccolte di fondi, da destinare in beneficenza agli animali
abbandonati, sia cani che gatti.
Lola ha posato per ben tre calendari, l’ultimo dei quali
(quello del 2008 ) è in vendita dal 2 Dicembre 2007
in diversi punti della città in cui vive (Ravenna),
ed il cui ricavato sarà interamente devoluto a favore
di un gattile, bisognoso di essere messo in sicurezza con
una speciale recinzione “anti fuga”.
Lola
e la moto
L’avventura di Lola in moto è iniziata
a soli 5 mesi di età, ed è stata, fin dall’inizio,
una vera e propria “proposta”: Lola ha conosciuto
prima il contenitore e, con gradualità, la moto come
“oggetto” immobile, il contenitore sulla moto,
la moto in movimento senza motore, il rumore del motore e,
solo alla fine, la moto in movimento. Se, durante il periodo
di avvicinamento alla moto Lola avesse rifiutato, per qualunque
motivo, di “proseguire”, nessuno l’avrebbe
costretta ad andare avanti , ma non è stato così.
Per ogni cucciolo di cane ogni cosa nuova è interessante,
ma non deve essere assolutamente né forzato né,
tanto meno, spaventato: Lola ha accettato la moto come un
gioco. Diverse volte , Lola ha “detto no” alla
moto, ed i proprietari mai hanno forzato la sua decisione:
il cocker spaniel, non va dimenticato, è l’unico
cane che obbedisce per condivisione di idee e non per servilismo
o per sottomissione. Quindi, al cocker spaniel non si impone
nulla ma “si chiede” ed è lui (o lei) a
dire l’ultima “parola” e solo se la cosa
proposta è di suo gradimento: in caso di “forzature”
si andrebbe contro la natura stessa del cane.
Dove
viaggia Lola
Lola viaggia all’interno di un contenitore
a prova di acqua e vento, stabilmente agganciato al serbatoio
della moto tramite un apposito copri serbatoio e realizzato
appositamente per lei: in pratica si tratta di un vero e proprio
prototipo non presente in commercio. Il contenitore di Lola
è a norma di Codice Stradale: gli articoli 169 e 170
consentono ai motociclisti di trasportare un solo animale
per moto ma a condizione che sia posto all’interno di
“gabbia, contenitore o simile”, che deve essere
“stabilmente agganciato al mezzo”. La forma del
contenitore è stata studiata per ottimizzare lo spazio
del serbatoio ed il raggio di sterzata della moto, cercando
di coniugare la massima sicurezza possibile per il conducente
ed il comfort di Lola. L’interno del contenitore è
rivestito in morbida alcantara (lavabile e traspirante) compreso
la speciale imbottitura della parte inferiore dove Lola riposa.
La particolare forma della “casa di Lola” gli
consente di scegliere come “vivere” il viaggio:
seduta con il muso fuori (protetta dall’alto parabrezza),
accucciata con il muso appoggiato nello speciale incavo anteriore
a “godersi” il panorama, oppure dormire serenamente.
Lola è protetta dall’ampio parabrezza della moto
che impedisce al vento di penetrare all’interno del
contenitore. La parte superiore del contenitoreè provvista
di apertura con doppia cerniera rinforzata, che è possibile
chiudere in diverse posizioni (mai totalmente) in relazione
alla velocità di marcia ed alle condizioni meteo. Durante
il viaggio Lola indossa sempre una pettorina ascellare, a
cui è agganciato uno speciale cordino di nylon a sua
volta collegato al contenitore ed avente la funzione di evitare
che Lola, in caso di brusca frenata, possa essere “catapultata”
in avanti (di fatto è una sorta di cintura di sicurezza).
Come
viaggia Lola
- Gli occhiali. Gli occhiali che indossa
Lola sono realizzati, in Germania, appositamente per i cani
da slitta e si acquistano tramite il sito
web del produttore. Lola li utilizza esclusivamente
per proteggere gli occhi dal vento, dagli insetti e da tutto
quello che può costituire un pericolo durante il viaggio
in moto: sono un accessorio indispensabile per la sua salute.
Lola ha due tipi di occhiali: quelli con lenti azzurre schermanti
(per le giornate di sole e per l’alta montagna) e quelli
con lenti trasparenti (per la sera e la notte od in condizioni
di scarsa luminosità), queste ultime realizzate appositamente.
Lola è stata educata ad accettare ed indossare gli
occhiali e, soprattutto, a tenerli durante il viaggio in moto:
da cucciola li ha “abbinati” al piacere di andare
in moto ed anche alla possibilità (senza essere “ripresa”
dal conducente) di sporgersi, in totale sicurezza, dal parabrezza,
per sentire “il vento sul muso”.
- Il casco. Quello che indossa Lola non è
un casco, ma un sottocasco “umano” adattato alle
sue misure. La sua unica funzione è quello di proteggere
le orecchie di Lola da colpi di vento o dal freddo: il cocker
ha orecchie pendule e molto delicate. Il sotto casco consente
di tenere le orecchie ben aderenti al corpo evitando “svolazzamenti”
che potrebbero causare dolorose otiti. Lola dispone di diversi
tipi di “casco”: da quello di seta per l’estate
a quello di cotone pesante per l’inverno.
- Il cappottino. Durante il periodo invernale Lola
indossa uno speciale cappottino imbottito realizzato su misura
(piumino dentro e “cordura” fuori), in grado di
proteggerla dal freddo.
La
guida della moto.
Da un punto di vista dinamico, la presenza di Lola sul serbatoio
non fa cambiare il comportamento della moto, né in
rettilineo né in curva, ma occorre una grande dimestichezza
ed esperienza nella guida, oltre ad una perfetta conoscenza
delle esigenze ed abitudini di Lola. Solo nei tornanti a gomito
(ma veramente a gomito) occorre prestare attenzione, dal momento
che il raggio di sterzata è leggermente minore per
la presenza del contenitore e, soprattutto, non va dimenticato
che la moto, in assetto da viaggio, pesa oltre 250 kg. La
velocità di “crociera” non muta, dal momento
che l’aerodinamica generale non è per nulla influenzata
dalla presenza del contenitore. L’unico momento in cui
si corre un concreto “rischio” è durante
la manovra di “discesa” dalla moto: in questo
caso la presenza di un ingombro sul serbatoio ed anche del
baule posteriore obbligano il pilota ad una particolare attenzione.
Come
si viaggia con Lola
I proprietari di Lola hanno cambiato radicalmente
il proprio modo di “vivere la moto”. Ogni viaggio
comporta per loro mettersi in pratica “al servizio”
di Lola, adeguando alle sue esigenze sia la destinazione che
le modalità dello stesso viaggio (chilometraggio, durata,
soste, ecc). Ogni viaggio deve essere programmato nei dettagli,
mai improvvisato e, soprattutto, viene pensato in funzione
della salute e sicurezza di Lola, dal momento che lei non
può scegliere “cosa fare”: a questo devono
pensare i proprietari, anche rinunciando o mettendo in secondo
piano le proprie esigenze o abitudini. Il viaggio con Lola
quindiè molto diverso dal normale viaggio del motociclista:
dura il doppio, va programmato e vissuto totalmente in funzione
di Lola, senza neppure pensare di fare “sparate chilometriche”
od estenuanti “galoppate tutte d’un fiato”.
La moto è dotata di due valigie laterali e di un baule
posteriore: praticamente una valigia laterale è totalmente
occupata dalle cose di Lola , per cui “gli umani”
devono selezionare accuratamente il proprio bagaglio ed, in
mancanza di spazio, sono loro che devono “restringersi”.
Gli
itinerari di Lola
Ogni viaggio con Lola, breve o lungo che sia, deve
rappresentare l’occasione per soddisfare la sua natura
di “lupo” (che ogni cane si porta dentro): non
solo “curve e tornanti”, ma anche corse nei prati,
camminate nei boschi, bagni nei ruscelli e tanto tanto gioco.
Gli itinerari preferiti di Lola sono “le grandi montagne”:
dalle Dolomiti alle vette dell’Austria, dove ha percorso
(più volte) i più famosi passi alpini, dallo
Stelvio alla Grossglockner Alpenstrasse e fino agli oltre
2.800 metri dei ghiacciai di Solden, anche se non bisogna
dimenticare che Lola è diventata “motociclista”
sulle strade dell’appennino tosco romagnolo, dal Passo
del Muraglione al Passo della Colla.
Lola ama l’acqua: ruscelli e laghi sono la meta di ogni
viaggio, ovviamente quando la temperatura consente di “tuffarsi”
senza correre rischi per la salute.
Sono accuratamente evitate le grandi città e le destinazioni
troppo calde o caotiche: molto meglio una bellissima passeggiata
nei boschi.
La stagione motociclistica di Lola, di fatto, non finisce
mai, anche se i viaggi più “importanti”
sono compiuti durante i mesi da Maggio fino a metà
di Ottobre, come per ogni altro motociclista. Nel mese di
Giugno 2007 Lola è salita ad oltre 2.800 metri , sui
ghiacciai di Solden in Austria, mentre ad Agosto ha percorso
le strade alpine della Carinzia, dalla Grossglockner fino
alla Nochalm Strasse, tutte situate ad oltre 2000 metri di
altezza.
2800
METRI SOPRA IL CIELO |
Come
nasce un viaggio con Lola?
La risposta è, dopo oltre 40.000 km
percorsi in moto, abbastanza semplice: si va sulle
alte montagne dove Lola può percorrere, oltre
a “curve e tornanti”, anche sentieri in
mezzo ai boschi e fare nuotate nei laghi e ruscelli.
A questo punto, occorre solo individuare una meta,
da poter raggiungere con calma e, soprattutto, senza
far correre inutili rischi a Lola. La decisione è
presa : mentre nel 2006, per il 4° compleanno
di Lola gli è stato regalato il Passo dello
Stelvio, quest’anno, per i suoi primi 5 anni
di età, si è deciso di donare a Lola
una vera e propria “impresa” da ricordare:
il punto più alto d’Europa, raggiungibile
con un mezzo a motore. La meta del viaggio di Lola
si trova in Carinzia, sopra la città alpina
di Solden dove, al termine di una strada a pagamento,
si trovano due ghiacciai, il Rettenbach ed il Tieffenbach,
a circa circa 40 km dal Passo del Rombo e, soprattutto,
ad oltre 2.800 metri di altitudine.
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La
preparazione al viaggio |
La moto è
pronta : sono state riviste le grafiche e, soprattutto,
abbiamo ricavato ulteriore spazio per “le cose
“ di Lola, realizzando due speciali contenitori
impermeabili posizionati posizionati sopra le valigie
laterali, ed agganciati stabilmente alle stesse con
un sistema rapido di aggancio con cinghie, interamente
progettato da noi. Lo spazio è, per noi, il maggiore
problema da affrontare , quando si tratta di stare “fuori
casa” per un’intera settimana : dobbiamo
portare le scatolette che Lola gradisce, gli accessori
per spazzolare, pulire ed asciugare il pelo ed anche
i medicinali di pronto intervento , dal momento che
, in primo luogo, dobbiamo assicurare a Lola il miglior
comfort e la tutela della sua salute. In più,
questa vola andiamo in alta quota, dove gli sbalzi di
temperatura sono molto rapidi : quindi portiamo con
noi anche il anche il cappottino invernale di Lola,
impermeabile e molto protettivo. |
Si
parte! |
Il 25 Giugno è
la data prevista per la partenza , che avviene dopo
le 21, allo scopo di evitare il caldo che, per Lola
, non è proprio la condizione migliore per viaggiare.
Non appena la moto è in movimento, con direzione
A14 , Lola inizia subito il suo lungo sonno , durante
il quale non si accorgerà delle brutte nuvole
nere che si notano verso Modena e che ci accompagneranno
fino all’uscita di Bolzano Nord ma, fortunatamente,
senza creare seri problemi . Solo dalle parti di Rovereto,
incontriamo una leggera pioggia che non crea alcun problema
a Lola : il contenitore è a prova di acqua e
dietro al grande parabrezza anteriore , non arriva una
goccia . Lei continua a dormire e decidiamo di lasciarla
tranquilla : ci fermiamo per fare rifornimento solo
dalle parti di Trento , dopo oltre due ore di viaggio.
All’uscita di Bolzano Nord, giriamo a sinistra
verso la Val di Tires, una piccola valle non battuta
dal turismo di massa , dove, ormai, Lola è di
casa. La destinazione è San Cipriano dove, alla
Gasthof Hedelweiss , Lola è attesa da “Devil”,
un meticcio nero di dobermann e cane lupo, di nove anni
che , per Lola, rappresenta il compagno di giochi di
tutti i giorni, arrivato nel pomeriggio con i suoi proprietari.
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In
mezzo ai boschi “a giocare a fare il cane” |
Lola
trascorre i primi due giorni del viaggio, in compagnia
di Devil , in mezzo ai boschi a della Val di Tires dove,
secondo le leggende, ci sono ancora fate, gnomi ed elfi
, oltre al mitico Re Laurino. Per Lola è un autentico
paradiso! Vogliamo segnalare il Sentiero delle Leggende
che, da Passo Nigra ( dove lasciamo a moto ), conduce
( non senza salite impegnative ma mai “devastanti”…)
ad uno stupendo altipiano , proprio sotto al Rosengarten
e, poi, alla Malga Hanicher, dove si può pranzare
in totale relax, accarezzati dal vento e con una splendida
vista sulle cime circostanti. Per Lola , la moto non è
mai stata “il solo scopo” del viaggio ma,
al contrario, ha rappresentato solo un modo per vivere
“a fare il cane”, certamente in modo diverso
dal solito. Ci piace far comprendere che Lola non è
un cane speciale, ma un cane normale che fa cose speciali,
e questo per AMORE verso la propria famiglia. I due giorni
“a giocare a fare il cane”, terminano in un
altro luogo che val la pena di visitare, anche in moto
: Cima Uomo, appena oltre il Passo San Pellegrino ( per
chi proviene da Moena), con il Rifugio Fuciade come destinazione.
Due sono le possibili soluzioni per raggiungerlo : la
prima ( scelta da Lola e Devil), consiste nel lasciare
i mezzi a motore presso il Ristorante Belvedere e percorrere
a piedi ( per non più di un’ora) una comoda
e panoramica strada forestale oppure , direttamente con
la moto ( auto vietata ed anche sconsigliata….come
le moto troppo stradali….pena lasciarci qualche
pezzo di telaio o sospensione….) seguire ( subito
dopo il Passo San Pellegrino) le indicazioni ( a sinistra
per chi proviene da Moena ) per il Rifugio Stella Alpina
, percorrendo una strada asfaltata solo nel primo tratto
che, poi, si “trasforma” in sterrato ( un
po’ impegnativo solo il tratto centrale….comunque
tutto va percorso in prima marcia…).
|
Il
grande giorno è arrivato |
La mattina del 25 Giugno,
salutiamo la Val di Tires con un bellissimo sole ma non
siamo per nulla tranquilli : il gestore della Gasthof
Hedelweiss ci avverte che “su Internet” le
previsioni del tempo non sono delle migliori , dal momento
che nel tardo pomeriggio, in quota, è previsto
un sicuro peggioramento. Non proprio una bella notizia
per chi deve salire ad oltre 2.800 metri con una “motociclista
quattro zampe” sul serbatoio della moto. Questo
pensiero ci accompagna per tutto il viaggio fino alla
Val Passiria ed, arrivati a Merano, le indicazioni per
la nostra destinazione ( Veltina, a circa 10 km da San
Leonardo in Passiria ) “latitano”, nel senso
che di cartelli segnaletici ( almeno evidenti ) non se
ne vedono proprio , soprattutto nel centro di Merano.
Decidiamo, quindi, di fermarci sul lungo fiume dove Lola
apprezza subito l’erba dei giardini pubblici , e
facciamo il “punto” della situazione : il
cielo è blu e l‘aria si sta scaldando…decidiamo
di tentare subito l’impresa: il grande giorno è
adesso! Riprendiamo la moto e ci “buttiamo”
nel traffico ( non molto ordinato) del centro di Merano
: sarà per Lola che, seduta nel contenitore abbaia
ai vigili urbani che regolano il traffico, oppure per
i tanti cantieri stradali aperti o, semplicemente , la
tensione di dover gestire una moto che, a pieno carico
e con due passeggeri, supera abbondantemente i 300 kg…che
non riusciamo a vedere nessun cartello , salvo un piccolo
riferimento ( arrugginito ) per il Passo Giovo….e
Veltina è proprio sulla strada per il Giovo...finalmente
lasciamo il traffico alle spalle e ci immettiamo sulla
strada per la Val Passiria. In Val Passiria , il sole
splende ancora alto, anche se “verso” il Passo
del Rombo, cominciano a vedersi le prime nuvole grigie
e, soprattutto, basse…non proprio “buono”
ma, comunque, tentiamo l’impresa. Scarichiamo i
bagagli in albergo, un veloce “bisognino”
da parte di Lola , rifornimento e….via! per il Passo
del Rombo, ad oltre 2.500 metri….ma quelle nuvole
basse non promettono nulla di “buono”….al
limite, arrivati sul Rombo, se le condizioni meteo fossero
proibitive, il tentativo sarebbe stato interrotto subito
: Lola non deve correre alcun rischio.
|
Nuvole
basse…torniamo indietro… |
Fino
a quota 1.800 , la situazione è quasi normale,
anche se l’aria , da calda che era in valle, diventa
improvvisamente fresca ed umida e , man mano che si sale,
cominciamo a rendersi conto che le nuvole che “avvolgono”
il Passo del Rombo, sono veramente basse : la montagna
ne è coperta dalla metà in su…proprio
dove dobbiamo andare… Lola ha bisogno di mettersi
il cappottino invernale…la svegliamo dal sonno in
cui era e, svogliata, si infila il tutto e, come niente
fosse, incurante delle “nuvole basse”, si
accuccia di nuovo, appoggia il muso all’incavo del
contenitore e si limita a guardare la strada che sale.
Strada che, arrivati a quota 2.000, comincia a farsi “strana”
: sopra di noi solo grigio mentre, sotto nella valle,
splende un bel sole! La montagna ci mette alla prova :
salire verso l’ignoto o tornare indietro verso il
sole? Quello che non abbiamo mai fatto , da quando viaggiamo
con Lola , è improvvisare o fare delle forzature,
solo per soddisfare la nostra umana esigenza di arrivare
alla meta. Ci sono momenti in cui le decisioni da prendere
non possono basarsi su concetti come “è da
tanto tempo che prepariamo questo viaggio”, o “siamo
arrivati fin qui e non possiamo tornare indietro”,
o “domani potrebbe essere peggio” o cose di
questo genere : motivazioni buone solo per far correre
dei rischi a Lola che, di fatto, non può scegliere!
Fa veramente freddo e man mano che saliamo, la situazione
peggiora sempre di più : stiamo superando il limite
, oltre il quale esiste solo il rischio : e Lola non può
scegliere, dobbiamo farlo noi per lei! La decisione è
immediata : ci fermiamo e ritorniamo a valle dove, almeno
Lola, potrà giocare nei prati al sole…fermiamo
la moto in uno spiazzo laterale e, con il morale a terra,
lentamente solleviamo la moto sul cavalletto centrale.
Facciamo scendere Lola dalla moto : pare capire che il
momento non è proprio dei migliori ma, almeno,
lei si diverte a giocare con un sasso in mezzo all’erba…e
sotto, nella valle, splende il sole mentre, sulla strada
non si vede nessuno : solo nuvole basse. Appena Lola risale
in moto, ecco che accade quello che, durante un viaggio,
può definirsi “destino” o , semplicemente,
fortuna : Lola non pare aver voglia di accucciarsi nel
suo contenitore e rimane seduta, con gli occhiali ed il
sottocasco, in “assetto” da viaggio…ma
, proprio, non ne vuole sapere di mettersi giù…con
il muso annusa l’aria, come se avesse percepito
quello che stava per accadere. Ed “il destino accade”
, proprio sotto i nostri occhi , sotto forma di un motociclista
tedesco che con una BMW 850 , proveniente dal Passo del
Rombo, rallenta, vede Lola , parcheggia la moto…si
toglie il casco e chiede di poter fare una foto a Lola…e
gli chiediamo subito delle condizioni meteo sul Rombo.
Non parlava inglese ma abbiamo capito che “ very
fog” sul Rombo ma a Solden era “super”….bastava
questo per risollevare il nostro morale : la grande montagna
ci aveva messo alla prova e l’avevamo superata!
Il “very fog” era molto peggio : molti metri
prima di arrivare al tunnel del Rombo, le nuvole basse
si erano “trasformate” in asfalto e viceversa
e l’uscita del tunnel era niente di più che
un’apertura nella nebbia : la visibilità,
anche sul Rombo, non superava i 5/6 metri ed, in più,
fa veramente freddo!! Per fortuna che Lola dorme , avvolta
nel caldo del suo cappottino e non si rende conto che
si vede solo il muretto che delimita la strada : oltre
è solo un grande immenso grigio! Sul Rombo, la
grande montagna ci mette ancora alla prova : proseguire
nella nebbia o tornare indietro verso il sicuro sole?
Ci fermiamo nel rifugio del passo : al caldo si “pensa
meglio”. E qui, ecco che “il destino accade”
di nuovo : Lola è notata mentre scende dalla moto
da un gruppo di motociclisti austriaci che provengono
dall’Austria .. si fermano per una foto …e
ci confermano che a Solden è “super”!
Si riparte immediatamente : fatto il secondo tornante,
la nebbia , come d’incanto, scompare : abbiamo superato
la prova e la grande montagna ci regala un cielo azzurro
proprio in direzione di Soden.Dopo aver pagato il pedaggio
alla “ Mautstelle” posta a 2.171 metri ( 13
€ andata e ritorno; 11 € solo andata) , ci dirigiamo
subito verso la nostra meta. All’ingresso della
città di Solden è posizionato un enorme
cartello segnaletico di color verde, indica la “Otztaler
Gletscher Strasse “ che porta ai due ghiacciai dell’Otztaler
Arena : il Rettenbach ed il Tieffenbach ( il primo è
il più alto situato a 2.803 ed il secondo a 2.759
). Questo è “il luogo in cui il cocker fece
l’impresa”! La strada sale veloce e, dopo
appena 10 km, arriviamo alla stazione di pedaggio dove,
in “cambio” di 8 Euro si alza la sbarra…ma
Lola ha appena fiutato l’acqua del ruscello che
scorre ai lati della strada ..e non vuole sentire “storie”
: vuole fare un tuffo! E subito! L’acqua è
gelida ( scende direttamente dal ghiacciaio) e Lola si
deve accontentare di pochi minuti : subito viene asciugata
con lo speciale panno ultra assorbente, fatto apposta
per cani, che portiamo sempre con noi. |
Il
cielo è molto vicino… ma la grande montagna
ha vinto! |
| La “Otztaler
Gletscher Strasse “ è stupenda ma non certamente
facile , per via dei tornanti a gomito e per l’assenza
di guard rail . In più , Lola pensa bene di rendere
la cosa ancora più difficile , mettendosi seduta
nel contenitore e con il muso sporgente ben oltre la sagome
del parabrezza : l’aria è piena di profumi
…e “su” ci attende la grande montagna!
Scorgiamo le prime costruzioni : una sorta di centro commerciale
per sciatori , composto da negozi e ristorante , prima
del quale vediamo un enorme cartello : a sinistra la strada
scende per il ghiacciaio “Tieffenbach” mentre
a destra sale per il “Rettenbach”. E qui la
grande montagna prende la sua rivincita : l’accesso
al tunnel che conduce al ghiacciaio Tieffenbach , ove
all’uscita è posizionato il “nostro”
cartello con quota 2.829 metri, è chiuso! Una frana
, causata dalle forti piogge dei giorni precedenti, ha
interrotto la strada , su cui lavorano escavatori e camion!
Oltre non si va : la grande montagna ha vinto! ma il sole
splende alto ed il cielo è molto molto vicino,
proprio sopra le nostre teste : uno spettacolo!! Rimane
il ghiacciaio Rettenbach che, vi assicuriamo, è
di una meraviglia unica , quasi inaspettata : a fianco
del ghiacciaio è posto un enorme parcheggio ( con
fondo in asfalto e perfettamente in piano) , da ove si
ha una visione a 180° dell’intera Otztaler Arena.
Un luogo unico!! ed anche Lola pare comprendere il momento
e lo vuole vivere fino in fondo : non scende dalla moto,
ma si limita , per almeno dieci lunghi minuti ( e, per
“noi umani” , sono attimi molto ma molto intensi…)
ad ammirare il puro infinito davanti a lei…poi è
ritornata “ a fare il cane”, camminando, correndo,
saltando ed, anche, “buttandosi” sopra alla
cresta del ghiacciaio: un vero spettacolo vederla “all’opera”,
compreso “la caccia ai corvi” , presenti in
gran numero….probabilmente si era “sparsa
la voce” che era arrivato un “cane con cui
passare il tempo”! Lola, per la sua salita ai 2.800
era accompagnata dai colori e dallo stemma del Comune
di Ravenna che, come è accaduto in occasione delle
raccolte di fondi per gli animali abbandonati, ha patrocinato
“l’impresa” della “bionda motociclista”.
La discesa a valle la facciamo con molta calma ed a velocità
ridotta : in fondo, quando sei così vicino al cielo
non occorre avere fretta. Il viaggio di ritorno, da Solden
fino a San Leonardo di Passiria, lo facciamo con calma
e senza l’ansia che ci aveva accompagnato all’andata
: splende un sole caldo ed il cielo è di un azzurro
intenso, punteggiato solo di grandi nuvole bianche. Ormai
Lola ha compiuto la “sua impresa” e non abbiamo
alcuna fretta di tornare “al campo base”…. |
Un
nuovo tentativo… nulla da fare |
Siamo ritornati in
Austria anche due giorni dopo “l’impresa”
( e sul Rombo splendeva un bellissimo sole ma era decisamente
freddo) proprio per verificare se la strada per il ghiacciaio
Tieffenbach fosse stata riaperta....non solo era ancora
chiusa ma avevano chiuso per lavori anche la strada per
il Rettenbach!
Per noi, è stata una vera gioia vedere Lola che,
come se nulla fosse, giocava in mezzo alla neve, a 2.800
metri “sopra il cielo”… |
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IL SITO DI LOLA
www.inviaggioconlola.com
IL
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