Motocicliste
 
Login | Registrati |condividi su  

home page

Tunisia (Laura)

Capo Nord (Milena)

Tunisia (Simonetta)

Tunisia (Silvia)

Tunisia (Erika)

Andalucia (Raduno WIMA)

Svizzera: Concorso dei passi svizzeri - Tour des Cols 2000

Lola

IN VIAGGIO CON LOLA

IN VIAGGIO CON LOLAChi è Lola
Lola è una femmina di cocker spaniel, di colore fulvo e nata 5 anni fa, che ha percorso oltre 40.000 km in moto.
Lola non è, però, nata motociclista ma lo è diventata per amore verso i proprietari, dal momento che la moto non è “il fine”, ma “il mezzo” per stare assieme ai componenti umani della propria famiglia e per condividere, con loro, sempre nuove esperienze.
Durante i quasi 5 anni vissuti da “motociclista”, Lola è diventata la mascotte di tanti motociclisti, ha partecipato a diversi eventi a scopo benefico ed ha promosso raccolte di fondi, da destinare in beneficenza agli animali abbandonati, sia cani che gatti.
Lola ha posato per ben tre calendari, l’ultimo dei quali (quello del 2008 ) è in vendita dal 2 Dicembre 2007 in diversi punti della città in cui vive (Ravenna), ed il cui ricavato sarà interamente devoluto a favore di un gattile, bisognoso di essere messo in sicurezza con una speciale recinzione “anti fuga”.

IN VIAGGIO CON LOLALola e la moto
L’avventura di Lola in moto è iniziata a soli 5 mesi di età, ed è stata, fin dall’inizio, una vera e propria “proposta”: Lola ha conosciuto prima il contenitore e, con gradualità, la moto come “oggetto” immobile, il contenitore sulla moto, la moto in movimento senza motore, il rumore del motore e, solo alla fine, la moto in movimento. Se, durante il periodo di avvicinamento alla moto Lola avesse rifiutato, per qualunque motivo, di “proseguire”, nessuno l’avrebbe costretta ad andare avanti , ma non è stato così.
Per ogni cucciolo di cane ogni cosa nuova è interessante, ma non deve essere assolutamente né forzato né, tanto meno, spaventato: Lola ha accettato la moto come un gioco. Diverse volte , Lola ha “detto no” alla moto, ed i proprietari mai hanno forzato la sua decisione: il cocker spaniel, non va dimenticato, è l’unico cane che obbedisce per condivisione di idee e non per servilismo o per sottomissione. Quindi, al cocker spaniel non si impone nulla ma “si chiede” ed è lui (o lei) a dire l’ultima “parola” e solo se la cosa proposta è di suo gradimento: in caso di “forzature” si andrebbe contro la natura stessa del cane.

IN VIAGGIO CON LOLADove viaggia Lola
Lola viaggia all’interno di un contenitore a prova di acqua e vento, stabilmente agganciato al serbatoio della moto tramite un apposito copri serbatoio e realizzato appositamente per lei: in pratica si tratta di un vero e proprio prototipo non presente in commercio. Il contenitore di Lola è a norma di Codice Stradale: gli articoli 169 e 170 consentono ai motociclisti di trasportare un solo animale per moto ma a condizione che sia posto all’interno di “gabbia, contenitore o simile”, che deve essere “stabilmente agganciato al mezzo”. La forma del contenitore è stata studiata per ottimizzare lo spazio del serbatoio ed il raggio di sterzata della moto, cercando di coniugare la massima sicurezza possibile per il conducente ed il comfort di Lola. L’interno del contenitore è rivestito in morbida alcantara (lavabile e traspirante) compreso la speciale imbottitura della parte inferiore dove Lola riposa. La particolare forma della “casa di Lola” gli consente di scegliere come “vivere” il viaggio: seduta con il muso fuori (protetta dall’alto parabrezza), accucciata con il muso appoggiato nello speciale incavo anteriore a “godersi” il panorama, oppure dormire serenamente. Lola è protetta dall’ampio parabrezza della moto che impedisce al vento di penetrare all’interno del contenitore. La parte superiore del contenitoreè provvista di apertura con doppia cerniera rinforzata, che è possibile chiudere in diverse posizioni (mai totalmente) in relazione alla velocità di marcia ed alle condizioni meteo. Durante il viaggio Lola indossa sempre una pettorina ascellare, a cui è agganciato uno speciale cordino di nylon a sua volta collegato al contenitore ed avente la funzione di evitare che Lola, in caso di brusca frenata, possa essere “catapultata” in avanti (di fatto è una sorta di cintura di sicurezza).

IN VIAGGIO CON LOLACome viaggia Lola
- Gli occhiali. Gli occhiali che indossa Lola sono realizzati, in Germania, appositamente per i cani da slitta e si acquistano tramite il sito web del produttore. Lola li utilizza esclusivamente per proteggere gli occhi dal vento, dagli insetti e da tutto quello che può costituire un pericolo durante il viaggio in moto: sono un accessorio indispensabile per la sua salute. Lola ha due tipi di occhiali: quelli con lenti azzurre schermanti (per le giornate di sole e per l’alta montagna) e quelli con lenti trasparenti (per la sera e la notte od in condizioni di scarsa luminosità), queste ultime realizzate appositamente. Lola è stata educata ad accettare ed indossare gli occhiali e, soprattutto, a tenerli durante il viaggio in moto: da cucciola li ha “abbinati” al piacere di andare in moto ed anche alla possibilità (senza essere “ripresa” dal conducente) di sporgersi, in totale sicurezza, dal parabrezza, per sentire “il vento sul muso”.
- Il casco. Quello che indossa Lola non è un casco, ma un sottocasco “umano” adattato alle sue misure. La sua unica funzione è quello di proteggere le orecchie di Lola da colpi di vento o dal freddo: il cocker ha orecchie pendule e molto delicate. Il sotto casco consente di tenere le orecchie ben aderenti al corpo evitando “svolazzamenti” che potrebbero causare dolorose otiti. Lola dispone di diversi tipi di “casco”: da quello di seta per l’estate a quello di cotone pesante per l’inverno.
- Il cappottino. Durante il periodo invernale Lola indossa uno speciale cappottino imbottito realizzato su misura (piumino dentro e “cordura” fuori), in grado di proteggerla dal freddo.

IN VIAGGIO CON LOLALa guida della moto.
Da un punto di vista dinamico, la presenza di Lola sul serbatoio non fa cambiare il comportamento della moto, né in rettilineo né in curva, ma occorre una grande dimestichezza ed esperienza nella guida, oltre ad una perfetta conoscenza delle esigenze ed abitudini di Lola. Solo nei tornanti a gomito (ma veramente a gomito) occorre prestare attenzione, dal momento che il raggio di sterzata è leggermente minore per la presenza del contenitore e, soprattutto, non va dimenticato che la moto, in assetto da viaggio, pesa oltre 250 kg. La velocità di “crociera” non muta, dal momento che l’aerodinamica generale non è per nulla influenzata dalla presenza del contenitore. L’unico momento in cui si corre un concreto “rischio” è durante la manovra di “discesa” dalla moto: in questo caso la presenza di un ingombro sul serbatoio ed anche del baule posteriore obbligano il pilota ad una particolare attenzione.

IN VIAGGIO CON LOLACome si viaggia con Lola
I proprietari di Lola hanno cambiato radicalmente il proprio modo di “vivere la moto”. Ogni viaggio comporta per loro mettersi in pratica “al servizio” di Lola, adeguando alle sue esigenze sia la destinazione che le modalità dello stesso viaggio (chilometraggio, durata, soste, ecc). Ogni viaggio deve essere programmato nei dettagli, mai improvvisato e, soprattutto, viene pensato in funzione della salute e sicurezza di Lola, dal momento che lei non può scegliere “cosa fare”: a questo devono pensare i proprietari, anche rinunciando o mettendo in secondo piano le proprie esigenze o abitudini. Il viaggio con Lola quindiè molto diverso dal normale viaggio del motociclista: dura il doppio, va programmato e vissuto totalmente in funzione di Lola, senza neppure pensare di fare “sparate chilometriche” od estenuanti “galoppate tutte d’un fiato”.
La moto è dotata di due valigie laterali e di un baule posteriore: praticamente una valigia laterale è totalmente occupata dalle cose di Lola , per cui “gli umani” devono selezionare accuratamente il proprio bagaglio ed, in mancanza di spazio, sono loro che devono “restringersi”.

IN VIAGGIO CON LOLAGli itinerari di Lola
Ogni viaggio con Lola, breve o lungo che sia, deve rappresentare l’occasione per soddisfare la sua natura di “lupo” (che ogni cane si porta dentro): non solo “curve e tornanti”, ma anche corse nei prati, camminate nei boschi, bagni nei ruscelli e tanto tanto gioco. Gli itinerari preferiti di Lola sono “le grandi montagne”: dalle Dolomiti alle vette dell’Austria, dove ha percorso (più volte) i più famosi passi alpini, dallo Stelvio alla Grossglockner Alpenstrasse e fino agli oltre 2.800 metri dei ghiacciai di Solden, anche se non bisogna dimenticare che Lola è diventata “motociclista” sulle strade dell’appennino tosco romagnolo, dal Passo del Muraglione al Passo della Colla.
Lola ama l’acqua: ruscelli e laghi sono la meta di ogni viaggio, ovviamente quando la temperatura consente di “tuffarsi” senza correre rischi per la salute.
Sono accuratamente evitate le grandi città e le destinazioni troppo calde o caotiche: molto meglio una bellissima passeggiata nei boschi.
La stagione motociclistica di Lola, di fatto, non finisce mai, anche se i viaggi più “importanti” sono compiuti durante i mesi da Maggio fino a metà di Ottobre, come per ogni altro motociclista. Nel mese di Giugno 2007 Lola è salita ad oltre 2.800 metri , sui ghiacciai di Solden in Austria, mentre ad Agosto ha percorso le strade alpine della Carinzia, dalla Grossglockner fino alla Nochalm Strasse, tutte situate ad oltre 2000 metri di altezza.

2800 METRI SOPRA IL CIELO

IN VIAGGIO CON LOLACome nasce un viaggio con Lola?
La risposta è, dopo oltre 40.000 km percorsi in moto, abbastanza semplice: si va sulle alte montagne dove Lola può percorrere, oltre a “curve e tornanti”, anche sentieri in mezzo ai boschi e fare nuotate nei laghi e ruscelli. A questo punto, occorre solo individuare una meta, da poter raggiungere con calma e, soprattutto, senza far correre inutili rischi a Lola. La decisione è presa : mentre nel 2006, per il 4° compleanno di Lola gli è stato regalato il Passo dello Stelvio, quest’anno, per i suoi primi 5 anni di età, si è deciso di donare a Lola una vera e propria “impresa” da ricordare: il punto più alto d’Europa, raggiungibile con un mezzo a motore. La meta del viaggio di Lola si trova in Carinzia, sopra la città alpina di Solden dove, al termine di una strada a pagamento, si trovano due ghiacciai, il Rettenbach ed il Tieffenbach, a circa circa 40 km dal Passo del Rombo e, soprattutto, ad oltre 2.800 metri di altitudine.

La preparazione al viaggio

La moto è pronta : sono state riviste le grafiche e, soprattutto, abbiamo ricavato ulteriore spazio per “le cose “ di Lola, realizzando due speciali contenitori impermeabili posizionati posizionati sopra le valigie laterali, ed agganciati stabilmente alle stesse con un sistema rapido di aggancio con cinghie, interamente progettato da noi. Lo spazio è, per noi, il maggiore problema da affrontare , quando si tratta di stare “fuori casa” per un’intera settimana : dobbiamo portare le scatolette che Lola gradisce, gli accessori per spazzolare, pulire ed asciugare il pelo ed anche i medicinali di pronto intervento , dal momento che , in primo luogo, dobbiamo assicurare a Lola il miglior comfort e la tutela della sua salute. In più, questa vola andiamo in alta quota, dove gli sbalzi di temperatura sono molto rapidi : quindi portiamo con noi anche il anche il cappottino invernale di Lola, impermeabile e molto protettivo.

Si parte!

Il 25 Giugno è la data prevista per la partenza , che avviene dopo le 21, allo scopo di evitare il caldo che, per Lola , non è proprio la condizione migliore per viaggiare. Non appena la moto è in movimento, con direzione A14 , Lola inizia subito il suo lungo sonno , durante il quale non si accorgerà delle brutte nuvole nere che si notano verso Modena e che ci accompagneranno fino all’uscita di Bolzano Nord ma, fortunatamente, senza creare seri problemi . Solo dalle parti di Rovereto, incontriamo una leggera pioggia che non crea alcun problema a Lola : il contenitore è a prova di acqua e dietro al grande parabrezza anteriore , non arriva una goccia . Lei continua a dormire e decidiamo di lasciarla tranquilla : ci fermiamo per fare rifornimento solo dalle parti di Trento , dopo oltre due ore di viaggio. All’uscita di Bolzano Nord, giriamo a sinistra verso la Val di Tires, una piccola valle non battuta dal turismo di massa , dove, ormai, Lola è di casa. La destinazione è San Cipriano dove, alla Gasthof Hedelweiss , Lola è attesa da “Devil”, un meticcio nero di dobermann e cane lupo, di nove anni che , per Lola, rappresenta il compagno di giochi di tutti i giorni, arrivato nel pomeriggio con i suoi proprietari.

In mezzo ai boschi “a giocare a fare il cane”
IN VIAGGIO CON LOLALola trascorre i primi due giorni del viaggio, in compagnia di Devil , in mezzo ai boschi a della Val di Tires dove, secondo le leggende, ci sono ancora fate, gnomi ed elfi , oltre al mitico Re Laurino. Per Lola è un autentico paradiso! Vogliamo segnalare il Sentiero delle Leggende che, da Passo Nigra ( dove lasciamo a moto ), conduce ( non senza salite impegnative ma mai “devastanti”…) ad uno stupendo altipiano , proprio sotto al Rosengarten e, poi, alla Malga Hanicher, dove si può pranzare in totale relax, accarezzati dal vento e con una splendida vista sulle cime circostanti. Per Lola , la moto non è mai stata “il solo scopo” del viaggio ma, al contrario, ha rappresentato solo un modo per vivere “a fare il cane”, certamente in modo diverso dal solito. Ci piace far comprendere che Lola non è un cane speciale, ma un cane normale che fa cose speciali, e questo per AMORE verso la propria famiglia. I due giorni “a giocare a fare il cane”, terminano in un altro luogo che val la pena di visitare, anche in moto : Cima Uomo, appena oltre il Passo San Pellegrino ( per chi proviene da Moena), con il Rifugio Fuciade come destinazione. Due sono le possibili soluzioni per raggiungerlo : la prima ( scelta da Lola e Devil), consiste nel lasciare i mezzi a motore presso il Ristorante Belvedere e percorrere a piedi ( per non più di un’ora) una comoda e panoramica strada forestale oppure , direttamente con la moto ( auto vietata ed anche sconsigliata….come le moto troppo stradali….pena lasciarci qualche pezzo di telaio o sospensione….) seguire ( subito dopo il Passo San Pellegrino) le indicazioni ( a sinistra per chi proviene da Moena ) per il Rifugio Stella Alpina , percorrendo una strada asfaltata solo nel primo tratto che, poi, si “trasforma” in sterrato ( un po’ impegnativo solo il tratto centrale….comunque tutto va percorso in prima marcia…).
Il grande giorno è arrivato
La mattina del 25 Giugno, salutiamo la Val di Tires con un bellissimo sole ma non siamo per nulla tranquilli : il gestore della Gasthof Hedelweiss ci avverte che “su Internet” le previsioni del tempo non sono delle migliori , dal momento che nel tardo pomeriggio, in quota, è previsto un sicuro peggioramento. Non proprio una bella notizia per chi deve salire ad oltre 2.800 metri con una “motociclista quattro zampe” sul serbatoio della moto. Questo pensiero ci accompagna per tutto il viaggio fino alla Val Passiria ed, arrivati a Merano, le indicazioni per la nostra destinazione ( Veltina, a circa 10 km da San Leonardo in Passiria ) “latitano”, nel senso che di cartelli segnaletici ( almeno evidenti ) non se ne vedono proprio , soprattutto nel centro di Merano. Decidiamo, quindi, di fermarci sul lungo fiume dove Lola apprezza subito l’erba dei giardini pubblici , e facciamo il “punto” della situazione : il cielo è blu e l‘aria si sta scaldando…decidiamo di tentare subito l’impresa: il grande giorno è adesso! Riprendiamo la moto e ci “buttiamo” nel traffico ( non molto ordinato) del centro di Merano : sarà per Lola che, seduta nel contenitore abbaia ai vigili urbani che regolano il traffico, oppure per i tanti cantieri stradali aperti o, semplicemente , la tensione di dover gestire una moto che, a pieno carico e con due passeggeri, supera abbondantemente i 300 kg…che non riusciamo a vedere nessun cartello , salvo un piccolo riferimento ( arrugginito ) per il Passo Giovo….e Veltina è proprio sulla strada per il Giovo...finalmente lasciamo il traffico alle spalle e ci immettiamo sulla strada per la Val Passiria. In Val Passiria , il sole splende ancora alto, anche se “verso” il Passo del Rombo, cominciano a vedersi le prime nuvole grigie e, soprattutto, basse…non proprio “buono” ma, comunque, tentiamo l’impresa. Scarichiamo i bagagli in albergo, un veloce “bisognino” da parte di Lola , rifornimento e….via! per il Passo del Rombo, ad oltre 2.500 metri….ma quelle nuvole basse non promettono nulla di “buono”….al limite, arrivati sul Rombo, se le condizioni meteo fossero proibitive, il tentativo sarebbe stato interrotto subito : Lola non deve correre alcun rischio.
Nuvole basse…torniamo indietro…
IN VIAGGIO CON LOLAFino a quota 1.800 , la situazione è quasi normale, anche se l’aria , da calda che era in valle, diventa improvvisamente fresca ed umida e , man mano che si sale, cominciamo a rendersi conto che le nuvole che “avvolgono” il Passo del Rombo, sono veramente basse : la montagna ne è coperta dalla metà in su…proprio dove dobbiamo andare… Lola ha bisogno di mettersi il cappottino invernale…la svegliamo dal sonno in cui era e, svogliata, si infila il tutto e, come niente fosse, incurante delle “nuvole basse”, si accuccia di nuovo, appoggia il muso all’incavo del contenitore e si limita a guardare la strada che sale. Strada che, arrivati a quota 2.000, comincia a farsi “strana” : sopra di noi solo grigio mentre, sotto nella valle, splende un bel sole! La montagna ci mette alla prova : salire verso l’ignoto o tornare indietro verso il sole? Quello che non abbiamo mai fatto , da quando viaggiamo con Lola , è improvvisare o fare delle forzature, solo per soddisfare la nostra umana esigenza di arrivare alla meta. Ci sono momenti in cui le decisioni da prendere non possono basarsi su concetti come “è da tanto tempo che prepariamo questo viaggio”, o “siamo arrivati fin qui e non possiamo tornare indietro”, o “domani potrebbe essere peggio” o cose di questo genere : motivazioni buone solo per far correre dei rischi a Lola che, di fatto, non può scegliere! Fa veramente freddo e man mano che saliamo, la situazione peggiora sempre di più : stiamo superando il limite , oltre il quale esiste solo il rischio : e Lola non può scegliere, dobbiamo farlo noi per lei! La decisione è immediata : ci fermiamo e ritorniamo a valle dove, almeno Lola, potrà giocare nei prati al sole…fermiamo la moto in uno spiazzo laterale e, con il morale a terra, lentamente solleviamo la moto sul cavalletto centrale. Facciamo scendere Lola dalla moto : pare capire che il momento non è proprio dei migliori ma, almeno, lei si diverte a giocare con un sasso in mezzo all’erba…e sotto, nella valle, splende il sole mentre, sulla strada non si vede nessuno : solo nuvole basse. Appena Lola risale in moto, ecco che accade quello che, durante un viaggio, può definirsi “destino” o , semplicemente, fortuna : Lola non pare aver voglia di accucciarsi nel suo contenitore e rimane seduta, con gli occhiali ed il sottocasco, in “assetto” da viaggio…ma , proprio, non ne vuole sapere di mettersi giù…con il muso annusa l’aria, come se avesse percepito quello che stava per accadere. Ed “il destino accade” , proprio sotto i nostri occhi , sotto forma di un motociclista tedesco che con una BMW 850 , proveniente dal Passo del Rombo, rallenta, vede Lola , parcheggia la moto…si toglie il casco e chiede di poter fare una foto a Lola…e gli chiediamo subito delle condizioni meteo sul Rombo. Non parlava inglese ma abbiamo capito che “ very fog” sul Rombo ma a Solden era “super”….bastava questo per risollevare il nostro morale : la grande montagna ci aveva messo alla prova e l’avevamo superata! Il “very fog” era molto peggio : molti metri prima di arrivare al tunnel del Rombo, le nuvole basse si erano “trasformate” in asfalto e viceversa e l’uscita del tunnel era niente di più che un’apertura nella nebbia : la visibilità, anche sul Rombo, non superava i 5/6 metri ed, in più, fa veramente freddo!! Per fortuna che Lola dorme , avvolta nel caldo del suo cappottino e non si rende conto che si vede solo il muretto che delimita la strada : oltre è solo un grande immenso grigio! Sul Rombo, la grande montagna ci mette ancora alla prova : proseguire nella nebbia o tornare indietro verso il sicuro sole? Ci fermiamo nel rifugio del passo : al caldo si “pensa meglio”. E qui, ecco che “il destino accade” di nuovo : Lola è notata mentre scende dalla moto da un gruppo di motociclisti austriaci che provengono dall’Austria .. si fermano per una foto …e ci confermano che a Solden è “super”! Si riparte immediatamente : fatto il secondo tornante, la nebbia , come d’incanto, scompare : abbiamo superato la prova e la grande montagna ci regala un cielo azzurro proprio in direzione di Soden.Dopo aver pagato il pedaggio alla “ Mautstelle” posta a 2.171 metri ( 13 € andata e ritorno; 11 € solo andata) , ci dirigiamo subito verso la nostra meta. All’ingresso della città di Solden è posizionato un enorme cartello segnaletico di color verde, indica la “Otztaler Gletscher Strasse “ che porta ai due ghiacciai dell’Otztaler Arena : il Rettenbach ed il Tieffenbach ( il primo è il più alto situato a 2.803 ed il secondo a 2.759 ). Questo è “il luogo in cui il cocker fece l’impresa”! La strada sale veloce e, dopo appena 10 km, arriviamo alla stazione di pedaggio dove, in “cambio” di 8 Euro si alza la sbarra…ma Lola ha appena fiutato l’acqua del ruscello che scorre ai lati della strada ..e non vuole sentire “storie” : vuole fare un tuffo! E subito! L’acqua è gelida ( scende direttamente dal ghiacciaio) e Lola si deve accontentare di pochi minuti : subito viene asciugata con lo speciale panno ultra assorbente, fatto apposta per cani, che portiamo sempre con noi.
Il cielo è molto vicino… ma la grande montagna ha vinto!
La “Otztaler Gletscher Strasse “ è stupenda ma non certamente facile , per via dei tornanti a gomito e per l’assenza di guard rail . In più , Lola pensa bene di rendere la cosa ancora più difficile , mettendosi seduta nel contenitore e con il muso sporgente ben oltre la sagome del parabrezza : l’aria è piena di profumi …e “su” ci attende la grande montagna! Scorgiamo le prime costruzioni : una sorta di centro commerciale per sciatori , composto da negozi e ristorante , prima del quale vediamo un enorme cartello : a sinistra la strada scende per il ghiacciaio “Tieffenbach” mentre a destra sale per il “Rettenbach”. E qui la grande montagna prende la sua rivincita : l’accesso al tunnel che conduce al ghiacciaio Tieffenbach , ove all’uscita è posizionato il “nostro” cartello con quota 2.829 metri, è chiuso! Una frana , causata dalle forti piogge dei giorni precedenti, ha interrotto la strada , su cui lavorano escavatori e camion! Oltre non si va : la grande montagna ha vinto! ma il sole splende alto ed il cielo è molto molto vicino, proprio sopra le nostre teste : uno spettacolo!! Rimane il ghiacciaio Rettenbach che, vi assicuriamo, è di una meraviglia unica , quasi inaspettata : a fianco del ghiacciaio è posto un enorme parcheggio ( con fondo in asfalto e perfettamente in piano) , da ove si ha una visione a 180° dell’intera Otztaler Arena. Un luogo unico!! ed anche Lola pare comprendere il momento e lo vuole vivere fino in fondo : non scende dalla moto, ma si limita , per almeno dieci lunghi minuti ( e, per “noi umani” , sono attimi molto ma molto intensi…) ad ammirare il puro infinito davanti a lei…poi è ritornata “ a fare il cane”, camminando, correndo, saltando ed, anche, “buttandosi” sopra alla cresta del ghiacciaio: un vero spettacolo vederla “all’opera”, compreso “la caccia ai corvi” , presenti in gran numero….probabilmente si era “sparsa la voce” che era arrivato un “cane con cui passare il tempo”! Lola, per la sua salita ai 2.800 era accompagnata dai colori e dallo stemma del Comune di Ravenna che, come è accaduto in occasione delle raccolte di fondi per gli animali abbandonati, ha patrocinato “l’impresa” della “bionda motociclista”. La discesa a valle la facciamo con molta calma ed a velocità ridotta : in fondo, quando sei così vicino al cielo non occorre avere fretta. Il viaggio di ritorno, da Solden fino a San Leonardo di Passiria, lo facciamo con calma e senza l’ansia che ci aveva accompagnato all’andata : splende un sole caldo ed il cielo è di un azzurro intenso, punteggiato solo di grandi nuvole bianche. Ormai Lola ha compiuto la “sua impresa” e non abbiamo alcuna fretta di tornare “al campo base”….
Un nuovo tentativo… nulla da fare
Siamo ritornati in Austria anche due giorni dopo “l’impresa” ( e sul Rombo splendeva un bellissimo sole ma era decisamente freddo) proprio per verificare se la strada per il ghiacciaio Tieffenbach fosse stata riaperta....non solo era ancora chiusa ma avevano chiuso per lavori anche la strada per il Rettenbach!
Per noi, è stata una vera gioia vedere Lola che, come se nulla fosse, giocava in mezzo alla neve, a 2.800 metri “sopra il cielo”…
 

IL SITO DI LOLA
www.inviaggioconlola.com

IN VIAGGIO CON LOLAIL CALENDARIO 2008 DI LOLA
clicca qui per saperne di più

Motocicliste 2000