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Svizzera: Concorso dei passi svizzeri - Tour des Cols 2000

Russia

Russia in motoIn moto in Russia

I primi giorni sono stati tappe di trasferimento con una sosta al campo di concentramento di Auschwitz. Intanto passando per Austria, Repubblica Ceca e Polonia ci siamo immersi gradualmente nell'atmosfera del viaggio.
Ho trovato la Repubblica Ceca un paese in via di sviluppo, con auto vecchie e nuove, rurale ma anche con stabilimenti moderni. La Polonia è il paese della Fiat 126, in un parcheggio ne ho contate 7 su 12.

Poi l'ingresso in Bielorussia, lo sfondamento della cortina di ferro durata 3 ore, ovvero fermi 3 ore in frontiera tra Polonia e Bielorussia. Quando Marco, che era andato ad informarsi, è tornato con un modulo da compilare mi sono messa a ridere: era tutto e solo in cirillico. Un addetto di frontiera ci ha fatto capire a gesti cosa dovevamo scrivere, non sapeva nemmeno l'inglese come la maggior parte della gente. Così abbiamo capito subito che aria tirava.
In Bielorussia hanno un cielo bellissimo, terso, azzurro, profondo, con le nuvole che sembrano appoggiate su una lastra di vetro. Dà una vera sensazione d'immensità.
Le strade sono larghe, prima che inizi il bosco a lato della strada ci sono 10 metri di spazio cosicché il bosco sembra un cespuglione. Anche le città hanno strade larghe. La prima notte l'abbiamo passata in un hotel che aveva la Tv ma non l'acqua calda. E alle 22.30 hanno tolto pure quella fredda. Tutto l'insieme era alquanto fatiscente. Ed era l'hotel più grande della città. Nei lunghi corridoi poi era accesa una sola luce su non so quante...
La seconda notte l'abbiamo passata a Minsk, capitale di questo stato, in un bell'hotel e non abbiamo avuto problemi, parlavano anche inglese.
Riprendendo il viaggio verso Mosca abbiamo notato che in autostrada ogni tanto c'era un casello autostradale, presso cui c'era da pagare un pedaggio, questo si poteva pagare solo in dollari o in euro, non accettavano i rubli bielorussi!

Poi finalmente la Russia.
Russia in moto Abbiamo dormito in una città a 100 km dopo la frontiera, 400 km prima di Mosca. Anche questo era l'hotel più grande della città (forse anche l'unico) e non aveva l'acqua calda però c'era la TV. Era un mini appartamento arredato con salottino, tavoli e tavolini, credenze, sedie, ecc. Molto caratteristico e decadente.
Il paesaggio lungo la strada sostanzialmente cambia poco: stessi palazzi fatiscenti, stessi km di nulla. In Russia però hanno molti monumenti, ogni angolo ne ha uno e sono quasi sempre carri armati, cannoni o aerei.
Ci avviciniamo a Mosca e lo scopriamo perché il traffico aumenta esponenzialmente e compaiono semafori. Ma se mancano 20 km?
Poi finalmente il ring di Mosca, la tangenziale lunga 110 km, con 5 corsie per senso di marcia. La prendiamo in direzione est perché l'hotel è in quella parte della città però non avendo nemmeno una cartina usciamo, ci dirigiamo verso il centro e chiediamo ad un taxista di portarci all'hotel.
L'Hotel Ismailovo per la precisione, un complesso enorme, di 4 grattacieli da 30 piani l'uno. Credo sia l'hotel più frequentato di Mosca perché è il più economico con i suoi 44 euro a notte. Ho visto gli altri hotels in centro città, sono certamente più costosi anche se le agenzie di viaggio li descrivono cmq come hotel con arredi semplici.
Mosca in moto è improponibile perché i moscoviti guidano come pazzi e la metropolitana ha delle stazioni bellissime nonché molto sorvegliate dalle forze dell'ordine. Quindi Gunther ed Ofelia restano nel parcheggio dell'Ismailovo 3 giorni.
Russia in moto Girare per Mosca è emozionante ma faticoso, la città è enorme anche come proporzioni, ha strade larghissime, palazzi altissimi, piazze immense, maneggi per giraffe, porte per giganti. Mi sembrava d'essere Gulliver nel paese dei giganti per davvero. In centro c'è una strada ad un solo senso di marcia con 7 (sette) corsie.
Elenco ciò che abbiamo visitato? Cremlino, San Basilio, Chiesa del Salvatore (demolita nel 1931 e ricostruita nel 1997), Via Arbat, Magazzini GUM, Arhangelsk'oe park, Kolomensk'oe park, varie stazioni della metro, una su tutte Komsomolskaja. Ma non è quello che conta, quello che è stato caratteristico ed indimenticabile è
stato prendere l'autobus che prendono i moscoviti per andare e tornare al Parco Arhangelsk'oe. All'andata abbiamo preso un veloce furgoncino che fa la stessa linea dell'autobus ma illegalmente, al ritorno invece abbiamo preso l'autobus di linea, quello doppio col soffietto in mezzo. Mano a mano che si caricava faceva più fatica, in una salita credevo di dover scendere e spingere. La cosa più bella è confondersi coi moscoviti, frequentare i posti meno turistici, notare le differenze. Sotto all'hotel c'era un piccolo mercato coperto aperto 24 ore, se avevamo fame potevamo scendere anche alle 3 di notte. In tal modo abbiamo snobbato i bar dell'hotel che se ne approfittano vistosamente.
Russia in motoUn bel giorno però abbiamo deciso di visitare una delle città dell'anello d'oro a 70 km da Mosca: Sergiev Posad. Bello non c'è che dire ma non sto a descrivere, non renderei l'idea.
Fuori dal cremlino di questa città (quasi tutte le città russe ne hanno uno, tranne San Pietroburgo) abbiamo incontrato 2 motociclisti olandesi che facevano un giro sponsorizzato da un concessionario del loro paese della durata di 1 mese e mezzo. Così finalmente abbiamo trovato qualcuno con cui fare chiacchiere interessanti. Ci hanno detto che la strada per San Pietroburgo è brutta e che sono del pazzi a guidare. Così ci siamo preparati sulla strada, della follia dei piloti siamo già ben consci.
Dopo 5 notti a Mosca abbiamo lasciato la città, io con una fifa blu del ring a 5 corsie per senso di marcia con pazzi che sorpassano a sx e a dx, ma siamo sopravvissuti. Più che altro pioveva e dovevamo coprire una distanza di 300
per arrivare a Yaroslavl', città ad est di Mosca...
Nel tragitto dal Mosca a Yaroslavl' la strada è in condizioni pessime, tra buche, lavori in corso, l'acqua "intelligente" che passa anche il gore-tex, incidenti e pazzi la guida è molto stressante. Dopo una sosta di un'ora in un bar riprendere la marcia è brutto. In pratica non vedo l'ora di arrivare in una camera calda per asciugarci e riposarci.
Russia in motoFinalmente a destinazione, troviamo un mega hotel della Best Eastern ma la receptionist antipatica ci dice che non ha posto, che fosse solo perché le abbiamo infradiciato la hall? Sta di fatto che in questa hall troviamo un signore anziano che parla russo e inglese e ci dice di seguirlo. Sale su una Lada familiare bianca e prende la strada del centro città. Oh, la cavalcata di Savigno non è niente i