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Trentino

CRONACHE DAL TRENTINO e dintorni

L'idea di poter trascorrere tanti giorni sempre in sella alla mia moto mi elettrizzava.
Il programma: raggiungere il Trentino, trovare un paio di alberghetti dove fare base e girare il più possibile!
La scelta degli alberghi si basa su fattori economici e di dislocazione, e attraverso il sito del Trentino (www.trentino.to) - in particolare grazie all'organizzazione Mototurismo è tutto molto più semplice! Così prenoto sull'Altopiano di Pinè, a Motagnaga (una frazione di Baselga di Pinè) all'Albergo Posta e poi a Dimàro (in Val di Sole www.valdisole.net), al Garnì Rosatti, che mi sembrano luoghi ben collegati per raggiungere le montagne più belle!

INIZIO DI UN'AVVENTURA...

12 agosto (Roma - Montagnaga TN)
Appuntamento: h 9,30 al Centro Commerciale sulla Cassia Bis - Le Rughe.
Siamo 3 moto: io col CB 500, il mio ragazzo Flavio col CBR 600 e Giuseppe e Giovanna con un Fazer 600.
Cornetto e cappuccino, pipì... e via, per il mio primo grande viaggio in moto! 8-)
Percorriamo la SS Cassia fino a Bolsena, dove prendiamo la SS Umbro-Casentinese fino a Orvieto e poi verso Chiusi-Chianciano, dove entriamo in A1. Usciamo a Barberino per imboccare la strada del Passo Futa e Raticosa (che paesaggi magnifici!!!)... ma la Raticosa è chiusa, quindi torniamo indietro per riprendere l'A1 a Pian del Voglio. Una piccola (dis-)avventura (non era la prima, non sarà l'ultima) ci fa perdere tempo e ci costringe a proseguire con due moto anziché tre: il mio CB e il Fazer. Il CBR per ora resta parcheggiato alla Pol. Strad. di Pian del Voglio. Fortunatamente riusciamo a suddividere i bagagli alla meglio, quindi proseguiamo via autostrada senza altre deviazioni (anche perché oramai si è fatto tardi e all'albergo ci aspettano).
Non avevo mai guidato il CB carico di borse, figuriamoci con borse e passeggero!!! E fortuna che Flavio è mingherlino... (e che guidavamo a turno!) Un paio di tacche in più sul precarico e via... in autostrada è facile: l'avantreno è più leggero; le prime difficoltà arriveranno sui passi dolomitici... ma andiamo con ordine! Beh, come si sa, l'autostrada è monotona, c'è poco da dire, se non che finalmente verso le 23,30 arriviamo all'albergo e ci stendiamo su comodi letti a riposare schiena, collo, polsi, fondoschiena, ecc. ;-)

13 - 17 Agosto (Albergo Posta, Montagnaga di Pinè - TN)
La prima gita è il Passo Manghen: dalla SS Valsugana, che passa in mezzo ai laghi di Lévico e di Caldonazzo, si esce a Borgo Valsugana, per prendere una stradina che si inerpica fin sopra i 2000 mt. e ridiscende in Val di Fiemme. La strada è molto panoramica: attraversa boschi, torrenti, cascatelle... ma è molto stretta e spesso senza parapetto. Sul passo c'è una croce, un cartello e poco più, ma a me ha fatto un certo effetto perché ci ero stata dieci anni addietro a piedi... e non era stata proprio una "passeggiata"!!! ;-) (altre info).
Rientrando dalla Val di Fiemme verso Pinè è d'obbligo una visita alle famose Piramidi di Terra di Segonzano: della vere e proprie piramidi di terra rossa che in alcuni casi hanno dei massi enormi in equilibrio sulle loro punte (www.dolomiti.it/ita/zone/pinecembra/piramidi.htm).
foto 1Un altro giro da non perdere quando si va fin lassù è il Giro dei Quattro Passi, ovvero, nell'ordine, partendo da Canazei in senso orario: Passo Sella, Passo Gardena, Passo Campolongo e Passo Pordoi... un anello di non più di 50 km, fitti fitti di tornanti, durante i quali posso dire di aver provato delle emozioni fortissime: i colori dei boschi, la cruda roccia dolomitica, i ghiacciai, il cielo terso, l'aria sferzante dei duemila metri... e poi i ricordi di bambina, quando sul Sella ci andavo in macchina, a piedi o con gli sci... e che panorama (www.dolomitesholiday.com/sellaronda360/AB/st.htm)! Ad ogni tornante avrei voluto scattare una foto! (v. foto 1) 8-)
NdA: uno dei pochi vantaggi di un viaggio in moto col passeggero: lui/lei può fare delle belle foto anche in marcia!!
Una caratteristica di questi luoghi ameni: la maggior parte dei ristoranti e degli alberghi espone un'insegna che indica che i motociclisti sono bene accolti. In ogni caso è veramente difficile mangiare male o essere male accolti, e quassù di moto ce ne sono proprio tante!
Nota sull'albergo: nel prezzo (di per sé già molto contenuto, nonostante l'alta stagione) sono compresi sauna e bagno turco... dove pensate che trascorrevamo i nostri pomeriggi prima di uscire per cena? ;-)))

Dato che la vacanza è appena iniziata, eccoci sfrecciare di nuovo in Valsugana alla volta del Passo Brocòn (SS Valsugana fino a Villa, proseguendo poi per Castello Tesino), che ci permette di raggiungere San Martino di Castrozza (dove ammiriamo le imponenti Pale di San Martino info su www.sanmartino.com) e il Passo Rolle, passando attraverso la Foresta di Paneveggio, meglio conosciuta come "foresta dei violini" (i più famosi liutai italiani andavano fin lassù a cercare il miglior legno, che è quello dell'abete rosso). Dal Passo Rolle, non paghi di tali e tanti meravigliosi spettacoli della natura, proseguiamo per il Passo Valles verso Falcade, e poi ancora fino ad Alleghe (www.dolomiti.it/ita/zone/agordino/dx.htm), per poi tornare indietro e da Falcade salire per il Passo S. Pellegrino sbucando a Moena in Val di Fiemme. Da lì il rientro alla base ci è ormai noto... la sauna ci aspetta!
Può essere interessante sapere che qui nel periodo estivo sagre e fiere campestri si susseguono da un paesino all'altro. Questo permette ai nostri portafogli di svuotarsi meno in fretta, e alle nostre 'panze' di accogliere ogni ben di Dio senza troppe storie! :-D
Inoltre l'Azienda di Promozione del Turismo Altopiano di Piné e Valle di Cembra (www.aptpinecembra.it) offre molte opportunità di svago per i turisti, così per un giorno di motoriposo decidiamo di fare una passeggiata.
Meta prevista: il Roccolo e il Lago Santo, che si raggiungono a piedi partendo dal paesino di Cembra, percorrendo un sentiero che incrocia il percorso fatto da Albrecht Duerer (1471-1528) nel suo viaggio verso Venezia. Il Lago Santo rappresenta uno degli ultimi specchi d'acqua rimasti in seguito al ritiro dei ghiacciai. Ròccolo: trattasi di particolare artifizio creato dall'uomo, consistente in una doppia fila di alberi disposti in cerchio, atti ad intrappolare gli uccelli migratori con reti appositamente distese. Molto suggestivo. Dal Roccolo si arriva in un attimo al Rifugio Sauch, a conduzione familiare, dove abbiamo mangiato benissimo e il cui praticello a volte ancora rimpiango (tanto per invogliarvi, andatevi a vedere qui www.girovagandointrentino.it/puntate/2002/pine2/pine.htm)!

17 - 21 Agosto (Garnì Rosatti, Dimaro - TN)
Il trasferiento da Montagnaga a Dimaro è breve (e indolore... eheheh!) e il resto della giornata lo passiamo a gironzolare per il paese cercando info su manifestazioni e luoghi degni di visita (nel tentativo di schivare la pioggia pomeridiana che d'ora in poi ci accompangerà quasi ogni giorno). In effetti abbiamo l'imbarazzo della scelta!
foto 2C'è tutta la Val di Sole, la Val di Non, la Val Rendena ... e poi Madonna di Campiglio è lassù a un tiro di schioppo (e sarà mèta di memorabili cene, in particolare suggerisco di fare una capatina alla Malga Montagnoli e alla Malga Zelèdria, famosa per le sue "delizie alla piastra": viene presentato un vassoio di verdure, carni, polenta e formaggi, il tutto da cuocersi direttamente sulla pietra ollare, che viene servita al tavolo pronta per ricevere le pietanze www.campiglio.to/ita/pagine_campiglio/hotel/gastronomia.html!
Beh, siamo arrivati fin quassù... non possiamo certo tornare indietro senza aver tentato il tutto per tutto: lo STELVIO! 8-X (glom!)
Ebbene sì, il giro prevede: partenza da Dimaro di buon mattino (che comunque significa non prima delle 9,00!) - sono d'obbligo nell'equipaggiamento maglione o pile e tuta antipioggia -. Prima tappa Passo del Tonale e Ponte di Legno, dove si imbocca la strada del Passo Gàvia (v. foto 2) ... il famigerato Passo Gavia (ora ho capito da dove trae la sua fama: a malapena due metri di asfalto senza parapetto, né slarghi, e ogni tornante è un gradino!). Fortunatamente la fatica è ripagata dal panorama che si gode durante tutta la salita - veramente chi guida lo vede poco il panorama, ma fermare ogni tanto la moto sull'orlo del precipizio per scattare una bella foto non è poi così difficile! :-D
foto 3Proseguendo dopo il Passo si incontra Santa Caterina Valfurva e a seguire Bormio, da cui ha inizio la fatidica salita verso lo Stelvio (ora so perché anche lo Stelvio è così rinomato tra i motociclisti ... eheheh! v. foto 3). Fa un freddo cane lassù, ma per fortuna il panino con wurstel e crauti con senape ci dà una bella sferzata, quello che ci vuole per ripartire!
Alcune informazioni: dal momento che far arrivare viveri, acqua e quant'altro di uso più comune a 2758 mt. non è cosa semplicissima, anche un bicchiere d'acqua di rubinetto nel bar più scamuffo del Passo te lo fanno pagare caro (siamo sugli 0,80 EUR) ... così come un'eventuale pipì potrebbe costarvi anche 1 EUR, se non avete intenzione di consumare al tavolo! In compenso la TV che trasmetteva la F1 andava benissimo, e anche l'Internet Point, da cui abbiamo potuto comunicare al mondo la conquista della vetta! ;-)
La discesa dall'altro versante (direz. Trafoi e Prato allo Stelvio) l'ho lasciata fare a Flavio (mentre io mi sono goduta il notevolissimo panorama del ghiacciaio dell'Ortles e del Grand Zebru! v. foto 4).
foto 4Il rientro alla base prevede l'attraversamento rapido della Val Venosta fino a Merano, per poi imboccare la via del Passo delle Palade fino a Fondo in Val di Non, strada questa che è stata per noi una vera rivelazione: curve pennellate e veloci, asfalto perfetto, una salita regolare senza strappi, il tutto contornato da un paesaggio da fiaba (sullo sfondo si intravede nitida la silouhette inconfondibile dello Sciliar!). Proseguendo in direzione Romallo si evita di passare per Cles e si raggiunge facilmente Dimaro ripercorrendo un tratto della strada del Tonale.
A questo punto però, i nostri amici devono fare rientro a Roma e quindi, fatti i doverosi saluti, le nostre strade si dividono (a loro l'arduo compito di riportare a casa le nostre borse laterali piene di panni da lavare... eheheh!).
foto 5Noi due invece decidiamo di restare a Dimaro ancora un giorno per visitare la favolosa Val Genova (www.valgenova.com vi consiglio una sosta al rifugio Stella Alpina www.stellaalpina.info/IT.htm), una valle stretta e selvaggia, che dalla Val Rendena (all'altezza di Carisolo) si addentra per circa 15 km tra il massiccio granitico dell'Adamello e la Presanella, nel cuore del Parco Naturale Adamello-Brenta. E' attraversata dal fiume Sarca di Genova, che all'epoca dello scioglimento dei ghiacciai ha eroso il suo letto creando un tale dislivello rispetto ai suoi affluenti laterali, che ora l'attrazione principale della Valle sono le sue innumerevoli cascate e cascatelle (v. foto 5). Trattandosi di area protetta, c'è un pedaggio di 3 EUR per ogni mezzo a motore con due, tre o quattro ruote, ma vi posso assicurare che ne vale veramente la pena, anche se la strada è davvero impervia e al rientro abbiamo preso l'acquazzone più devastante che io potessi ricordare (non sapevo che di lì a un paio di giorni avrei guidato per più di 5 ore sotto pioggia battente e grandine per arrivare al Raduno delle MotociclistE!!! v. oltre).
Non contenti di esserci inzuppati fino al midollo dell'osso (ebbene si, era l'unica volta che lasciavamo in albergo i pantaloni antipioggia ... meditate gente... meditate!), dopo aver passato il resto del pomeriggio ad asciugare col phon ogni capo d'abbigliamento possibile ed immaginabile, siamo gentilmente invitati da amici a passare il dopocena a casa loro in cima al Passo della Mendola... come rifiutare? ;-) E via di nuovo su e giù destra sinistra per quei memorabili tornanti, stavolta ben bardati... anche se di notte e con la pioggerellina fitta fitta non è proprio il massimo. :-D

CONCLUSIONE DI UN'AVVENTURA...

21 - 23 Agosto (Dimaro TN - Bolzano - Roveré della Luna TN - Verona - Pian del Voglio BO)
L'indomani lasciamo l'albergo, ripercorriamo il Passo dell Mendola, stavolta anche dall'altro versante (www.valledinon.tn.it/inauto7.htm), per dirigerci verso Bolzano, dove la mia gloriosissima motoretta, come premio per essersi comportata così bene, riceverà delle scarpette nuove di pacca (Pirelli Match 08/09), all'alba dei suoi 13.500 km. Ma la stanchezza incombe sulle nostre spalle e dobbiamo ancora recuperare il CBR... perciò accettiamo di buon grado un invito di amici a pernottare a casa loro a Roveré della Luna, prima di arrivare a Verona per prendere il pezzo di ricambio che ci occorre per riparare il CBR (carter sinistro, per la cronaca). Una cena sotto la pergola accanto al barbecue, con un'allegra compagnia (e non dimentichiamo il menu' a base di carni alla griglia, verdure dell'orto di ogni tipo e more con panna...) ci voleva proprio!
Dopo un buon sonno ristoratore salutiamo gli amici e riprendiamo la nostra strada. Verona è presto raggiunta, il carter e l'olio subito acquistati (presso l'ottimo ed efficiente - quanno ce vò, ce vò! - Motoves in Corso Venezia, concessionaria, nonché officina e motoricambi autorizzata Honda e BMW). Approfittiamo della bella giornata per fare un giretto turistico in città, dormiamo in un alberghetto in periferia e l'indomani di buon'ora partiamo per Pian del Voglio. La moto è ancora là (fiuuuuuuu!), contenta di ritrovare il suo padrone (ma pure lui non scherza!); si lascia docilmente sostituire il pezzo "infamato", e torna lucida e bella più di prima! :-))))
Il cielo si sta annuvolando (argh!), riusciamo a pranzare insieme, dopodiché Flavio ed io ci salutiamo (lui rientra a Roma)...

Finale
Dopo più di 5 ore di pioggia incessante alternata a grandine (nonché dopo aver lisciato l'uscita dell'autostrada ed aver allungato il viaggio di una buona cinquantina di km... sempre sotto l'acqua!) arrivo finalmente a Varano de' Melegari (unica isola di sole!), stanca, bagnata ed affamata, ma FELICE di ricominciare una nuova avventura! ;-)

Alessandra Sisto

Motocicliste 2000